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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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Quando ascoltiamo un consiglio, quasi mai diciamo "no", ma anche quasi mai diciamo "si"...di solito c'è sempre un "ma". Perché??

Perché in realtà stiamo dicendo di no: che quella soluzione non è del tutto applicabile al nostro problema.

A quel punto l'interlocutore ne propone una differente, e noi di nuovo: "Si, ma..."

E continuiamo in tal modo finché l'altro si stanca e se ne va. E noi non abbiamo risolto il problema.

Il "ma" è in pratica il meccanismo mentale che adottiamo per dimostrare che facciamo bene a lamentarci perché non c'è soluzione. La verità invece è che le abbiamo respinte tutte perché non vogliamo cambiare.

Ognun∂ di noi si comporta così, sia per problemi seri che per piccolezze. Io stessa, meno di 2 giorni fa, alla domanda: "Vieni anche tu a scegliere quel regalo?" ho risposto "Si, ma non ne so molto..." e ora ho capito di averlo fatto perché non avevo voglia di andare al negozio.

Ognun∂ di noi però si trova anche ad essere l'interlocutore a cui quel "Si, ma..." viene risposto. E in quel caso cosa si fa?

Ci si mostra d'accordo, subito, completamente d'accordo, senza obiezioni. Gli esperti infatti dicono che dare conferma alle lamentele spinge l'altr∂ a pensare di non essere davvero intrappolato in un problema e a cercare una via d'uscita...anche solo per dimostrarvi che avevate torto. (E poi si sente dire che la mente umana è semplice... cioè devi dar ragione per far capire che ha torto... dimmi se non è una contraddizione questa)

In sostanza, assumersi delle responsabilità è spiacevole ma liberatorio. Il "ma" non ti porta da nessuna parte. Il "ma" non è lì per toglierti dei dubbi esaminando tutte le possibilità: è lì per dirti che non ci salterai fuori comunque. Il "ma" ti fa stare in mezzo alla porta: né fuori né dentro... e, fidati, è una posizione scomodissima... per te e per chi aspetta che ti decidi.

Si o no. Buttati. É comunque una soluzione migliore, anche se è sbagliata.

 

 

 

Coinquilin* di antinnocenza: