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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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 Le relazioni odierne obbediscono, volenti o nolenti, alle leggi dei social network.

Ogni coppia è a sé stante. Ci sono quelli che postano tutto: ogni appuntamento, ogni cena, ogni bacio. Ci sono quelli che "posto solo perché devo pur giustificare con chi ero o sembro sol* in un luogo romantico". Ci sono quelli che tengono molto alla propria privacy e nessuno si accorge nemmeno se siano single o con qualcuno.

Può anche capitare che la coppia abbia due vite social completamente separate, gestite in modo molto differente. Non è detto che questo sia un sintomo di "non amore", però: i due possono vivere momenti bellissimi insieme e non condividerli con altri.

Paradossalmente, il "non amore" potrebbe invece essere più frequente nel caso una coppia gestisca un unico account social. Innanzitutto si perdono le proprie identità e reti di amicizie, che invece sono fondamentali per definire i limiti personali. E poi subentra il meccanismo del controllo: avere una sola password vuol dire sapere tutto della vita dell'altro, il che toglie un peso alle insicurezze, che però viene poggiato sull'abuso digitale. L'altro si chiede il perché di certe richieste di amicizia o di certe foto ricevute o dell'orario in cui controllavamo i social, per interpretare queste informazioni con malizia, facendoci sentire in colpa per ciò che non abbiamo fatto e nemmeno incoraggiato a fare; in casi estremi può anche arrivare a cancellare qualche contatto o rispondere per noi. "Non amore" è anche monopolizzare tutti i social: riempire le caselle vocal e text di Whatsapp, Facebook e Instagram e pretendere una risposta immediata non significa provare affetto ma opprimere e ottenere l'effetto contrario a ciò che si desidera, ovvero repulsione e allontanamento.

Non c'è niente di male in un profilo condiviso o nel pieno accesso ai propri social, ma, se la motivazione è "se mi ami" oppure "se non hai niente da nascondere", drizzate le orecchie, perché forse non è vera condivisione e forse nemmeno vero amore.

 

2 HEARTS & 1 ACCOUNT

Today relationships obey, willingly or not, to the social network laws.

Every couple in a different way. Some couples post all: every date, every dinner, every kiss. Some post only because "I had to or people could think I'm alone in a romantic place". Some are very respectful of their privacy and nobody knows if they're single or not.

Sometimes every member of the couple has a completely separated social life. But this isn't a "not love": they could live very beautiful moments together and they don't want share them.

Paradoxically, "not love" is more frequent in a couple with an only profile. Above all, you loose your identity and your personal net of friends, that are fundamental to define your own limits. And, after, the control takes over: having an only password is knowing everything about the other's life and this takes off a weight from insecurities to put it on the digital abuse. The other asks about some friendship requests or photo received or time we're online, to interpret these informations with malice, making us feel guilty about something we didn't do or encourage doing; in extreme cases, he/she can cancel messages or answer instead of us. "Not love" is also monopolize all the socials: filling up Whatsapp, Facebook and Instagram with vocals and texts and demanding an instant answer, doesn't mean feeling love but oppress and get the opposite effect...repulsion and moving away.

There's nothing wrong in sharing a profile or in a social's full access, but if the justification is "if you really love me" or "if you have nothing to hide", pay attention, because maybe it's not real sharing and maybe it's not real love. 

Coinquilin* di antinnocenza: