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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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 Stai mettendo la tua carriera in mano ad una persona, che deve scegliere se farti decidere il futuro della sua azienda. E tutto è in un paio di fogli pieni di bugie.

Non vere e proprie bugie, ma abili mistificazioni della realtà, giudicate con superficialità.

Il candidato esalta alcune sue qualità a dismisura. Non ci credo che siamo tutti capaci di avere buone idee e lavorare in team, mettendo sempre il bene dell'azienda sopra quello personale: sono cose che si scrivono e valgono quanto un "voglio la pace nel mondo" pronunciato dall'aspirante Miss Italia. Eppure sono queste parole a descriverci, perciò non dobbiamo lamentarci se verremo giudicati in modo sommario.

Il capo delle risorse umane, d'altra parte, col suo "dover" essere imperscrutabile, non indaga mai oltre ciò che legge, perciò mente perché si attiene ad un protocollo e molto raramente punta su qualcosa di nuovo e inaspettato.

Il sistema penso vada cambiato. Un candidato dovrebbe mostrare ciò che è come persona e non finta dedizione: in un post precedente (vi lascio il link sotto) ho raccontato come sia l'abilità a risolvere determinati problemi a renderci dei professionisti in quel settore, ed è questa abilità che dovrebbe stare al cento del curriculum. Al reclutatore (non un capo delle risorse umane, ma colui che sa perché si vuole assumere qualcuno) spetta il compito di metterlo alla prova, da solo o in gruppo, su mansioni che dovrà concretamente svolgere nei giorni a venire.

Il reclutamento ha bisogno di realtà, o si spenderanno tempo e soldi per recuperare errori che si potevano evitare in partenza.

 

CURRICULUM & LIES

You're pulling your career in the hands of a person who has to choose if you can decide the future of a business. And the way to do it are a couple of sheet, full of lies.

They aren't real lies, but skillful mystifications of reality, judged with superficiality.

The candidate exalts excessively some qualities. I don't think we're all able to have ideas and work productively in a team, always putting the business over our personal lives: these are things we write but that are worth as a "I want peace in the world" said by a wannabe Miss World. Yet, these words define us, so we don't have to complain if we will be judged summerily.

The human resources boss, at the same, has to be "inscrutable", so he never investigates more that what's on the paper, so he/she lies in following a protocol and very rarely he/she bets on something new and unexpected.

So, I think the system should be changed. A candidate has to prove to be a human being and not a fake commitment: previously (I link you where, below) I told how is the ability to solve specific problems to make ourselves professional and that ability should become the curriculum focus. The recruiter (not a human resources boss, but the one who really knows why assuming someone) will put the candidate to the test: with a real team and a real task.

The recruit needs reality, or it will spend time and money to recover errors that could be avoided at the start.

Coinquilin* di antinnocenza: