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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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Siamo tutti bravi a gestire la vita degli altri.

Mi fai una domanda? Rispondo. Vuoi un consiglio? Eccotelo pronto. Lo facciamo tutti...anche coloro a cui della vita altrui non frega proprio un cazzo.

Perché ci fa sentire persone migliori. Se qualcuno viene a chiedere qualcosa a noi, allora la sua vita non è bella come avevamo creduto, quindi aiutiamo. Anche se lo facciamo con buone intenzioni, perché vogliamo bene a chi abbiamo di fronte, il nostro lato egoista gongola.

E ne ha ragione, visto quanto sia semplice gestire la vita altrui. Lo è perché puoi giudicare con obiettività: non è capitato a te, quindi puoi dire con tutta la tranquillità del mondo "cosa avresti fatto al suo posto". Alcuni si permettono anche di far sentire l'altra persona una stupida perché non riesce a risolvere una situazione tanto semplice né a capire la realtà che sta vivendo.

Salvo poi che, quando capita a noi, tutto cambia e non siamo capaci di seguire i nostri stessi consigli e avremmo bisogno di una voce realmente sincera.

Perciò, quando offriamo un consiglio, offriamolo entrando in punta di piedi nella vita altrui.

Ascoltiamo ciò che ha da dirci. 

Non mettiamoci sempre in primo piano raccontando cosa è successo a noi.

Il consiglio giusto non fa star bene te, ma solo chi te lo chiede.

 

 

AN ADVICE IS DENIED TO NO ONE

We are all good to managing the lives of others.

Are you questioning me? I answer. Do you want an advice? Here it is. We all do...even those who don't give a damn about other people's lives.

Because it makes us feel like better people. If someone comes asking something to us, so his/her life is not beautiful as we believed, and we help. Even if we are doing it with the best intentions, because we love who's in front of us, our selfish side gloats.

And it's right, seeing how easy it is to manage the lives of others. It is because you can judge objectively: it didn't happen to you, so you can tell with all the tranquillity of the world "what you would do in his/her place". Some even allow themselves to make the other person feel stupid because he/she can't solve such a simple situation nor to understand the reality the he/she is living.

Except that, when it happens to us, everything change and we aren't able to follow our own advices and we'd need a really sincere voice.

So, when we are offering a council, let's offer it by tiptoeing into the lives of others.

Let's hear what he/she has to say. 

Let's not always put ourselves in the foreground by telling what happens to us.

The right advice does not make you feel good but only those who ask you.

Coinquilin* di antinnocenza: