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michael douglas

 

 L'ho sempre considerato uno degli attori più affascinanti, sia come uomo che per i suoi ruoli.

 Figlio d'arte, ha interpretato telefilm (il più famoso, "Hill Street giorno e notte") ed è stato produttore (Oscar nel 1976 per "Qualcuno volò sul nido del cuculo"), oltre che attore.

 Michael Douglas è uno di quegli attori "vecchia scuola", che sembra abbiano il recitare nel sangue... sempre credibile e preparato.

A me piace suddividere la sua carriera in 3 fasi.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

nilo

 

 

 

 

 1. La fase "Io e Kathleen Turner".

 Con lei ha girato "All'inseguimento della pietra verde" (Robert Zemeckis, 1984), "Il gioiello del Nilo"(Lewis Teague, 1985) e "La guerra dei Roses" (Danny De Vito, 1989),

 Loro due sono la coppia perfetta (soprattutto quando gli sparano addosso, come si dicono a vicenda in una scena romantica): lui è un'avventuriero ambizioso e coraggioso, lei sembra impacciata ma riesce sempre a cavarsela.

 Succede la stessa cosa anche nell'ultimo film insieme, dove, pur portando in scena altri personaggi, sfruttano questa dinamica di coppia per incarnare la gamma completa dei sentimenti che si manifestano durante un difficile divorzio. La scena finale del lampadario è un capolavoro di odio e amore.

 

 

 

 

 

 

 

 2. La fase "meglio se me lo tenevo nei pantaloni". 

 In "Attrazione fatale" (Adrian Lyne, 1987) tradisce la moglie con Glenn Close che diventa l'amante psicopatica che nessuno vorrebbe (conigli bolliti compresi).

 In "Basic instinct" (Paul Verhoeven, 1992) si lascia sedurre da Sharon non-porto-le-mutande Stone e rischia di essere trafitto con un rompighiaccio.

 In "Rivelazioni" (Barry Levinson, 1994) cede al fascino di Demi Moore perché è il suo capo e viene accusato di molestie sessuali da lei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 3. La fase "i soldi sono i migliori amici degli uomini". 

 Michael interpreta il ruolo di Gordon Gekko due volte: in "Wall street" (Oliver Stone, 1997) e in "Wall street - Il denaro non dorme mai" (Oliver Stone, 2010). 

 Il finanziere senza scrupoli sposta completamente i cardini della sua carriera e l'Oscar vinto gli permette di poter scegliere tra ruoli brillanti e drammatici con la massima libertà.

 

 

 

 

 

... ma Michael Douglas è anche altro...

 

 

 

 Il Liberace di "Dietro i candelabri" (Steven Soderbergh, 2013) mi ha lasciata ancora più affascinata di tutti i suoi ruoli precedenti.

 Michael porta la parrucca, si trucca, si libra sul palco indossando le ali, suona il pianoforte...sceglie un ruolo assolutamente non convenzionale e fa centro ancora una volta.

 

 

 

 

 

 

 

  Anche lui si è cimentato con la televisione, rivestendo il ruolo da protagonista in "Il metodo Kominsky", per 3 stagioni e 22 episodi. Un serial prodotto da Chuck Lorre, già dietro le quinte di "Big bang theory".

 Nessuno come lui e il suo coprotagonista Alan Arkin possono spiegarci come sia la vecchiaia per un uomo. Questo serial è un po' come "Grace e Frankie": molto onesto e incredibilmente intelligente e divertente....irriverente e sarcastico.

 Sandy Kominsky è un attore che non ha mai avuto un ruolo importante per cui ora insegna recitazione in un teatro che gestisce assieme alla figlia Mindy. Norman Newlander è il suo agente e vive con lui tutte le problematiche relative alla gestione della vita quotidiana e dei rapporti con gli altri dopo i 70 anni,

 Del cast principale fanno parte Alan Arkin, Sarah Baker e Nancy Travis, oltre a Lisa Edelstein (è sorprendente vedere la serissima Lisa Cuddy di "Dottor House" nella parte della tossica con problemi di personalità).

 Tra le guest star segnalo Jane Seymour, Morgan Freeman, Paul Reiser, Haley Joel Osment, Barry Levinson, ma soprattutto Kathleen Turner e Danny DeVito, coi quali ritrova l'armonia dei film fatti insieme.

 

 

Coinquilin* di guardopenso: