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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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Se vi concentrate troppo sul delitto, rischiate di perdere una intrigante saga familiare.

Certo, Patrizia Reggiani è la protagonista indiscussa del film: ambiziosa, determinata ad ottenere ciò che vuole... anche lungimirante, in certe situazioni.

Ma sono i Gucci a tener viva l'attenzione.

Rodolfo, che ha lavorato duramente per creare lo stile ed i colori della casa di moda. È il figlio di Guccio Gucci e il suo unico obiettivo è che il lavoro del padre venga mantenuto ad alti livelli e che niente possa infangarne nome e reputazione (manda via di casa il figlio quando scopre che sposerà una donna non nobile né ricca né colta). 

Aldo, pur essendo il fratello di Rodolfo, ha un'idea completamente diversa degli affari: per lui il marchio non conta nulla... pensa solo ai soldi, al business e alle vendite. Guarda sempre avanti, verso il mondo... non sembra nemmeno troppo legato alla famiglia, se non fosse per la tenuta toscana in cui alleva vacche per ricordarsi da dove viene.

Paolo, il figlio di Aldo, non ha talento e per questo nessuno dei Gucci ha stima di lui e delle sue opinioni. Troppo eccentrico, troppo esagerato, troppo egoista... è facile fargli credere ciò che si vuole.

Maurizio è perciò il fulcro della vicenda. Chi deve essere? Il figlio di Rodolfo? Il nipote di Aldo? Il cugino di Paolo? Il marito di Patrizia? Un cognome che deve diventare un simbolo? Su di lui si esercitano notevoli pressioni... viene spinto qua e là dalle ambizioni altrui e, quando trova il coraggio per essere se stesso (fa un sorrisino mentre va involontariamente incontro al suo destino, con una corsa in bicicletta finalmente spensierata), subisce la più crudele delle punizioni.

Ridley Scott dirige un cast dimostratosi una scelta azzeccata.

 Lady Gaga ti fa subito dimenticare di essere una popstar di fama mondiale per portarti dritt∂ nella mente e nel cuore di Patrizia.

Jeremy Irons e Al Pacino sono sempre impeccabili: danno classe ed elevano il tono.

Jared Leto ci offre un'altra sorprendente trasformazione (solo guardandolo bene negli occhi capisci chi è).

Adam Driver non è mai fuori dalle righe... dà compostezza e classe al suo personaggio.

Citerei anche Salma Hayek, nel ruolo di Pina Auriemma, il cui sguardo ammaliante riflette il lato più oscuro di Patrizia.

Insieme creano la saga di una famiglia italiana il cui nome è riuscito a sopravvivere nel mondo della moda... nonostante l'avidità e la sete di potere che sembrano scorrere da sempre in quelle G intrecciate. 

 

Coinquilin* di guardopenso: