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crudelia

 

 Dimentica il film Disney, subito. Così potrai goderti lo spettacolo.

 In comune con la cattiva a cartoni animati questa ragazza ha infatti solo il nome.

 Osserva dunque con occhi nuovi Estella, la bambina chiamata "puzzola" per i suoi capelli bicolore, rimasta orfana, che vive a Londra con due mendicanti. Guardala tingersi i capelli per non essere riconosciuta, rubare per sopravvivere, fare le pulizie per crearsi una dignità.

 Assisti poi alla trasformazione in Cruella, la sua parte pazza, spavalda, coraggiosa e sfrontata, con un look da urlo.

 È esagerata e innovativa... almeno finché la sua vendetta assume toni più simili alla Crudelia che conosciamo e acceca sia la parte timida che quella geniale.

 Sarà difficile capire per lei chi è la vera se stessa (e pronuncia un magnifico monologo a questo proposito) e una delle sue personalità dovrà scomparire, ma ormai è tempo di cambiare... 

 Emma Stone ("The help") è la protagonista di "Crudelia" (2021, Craig Gillespie), capace di incarnare alla perfezione le varie personalità. Al suo fianco, Emma Thompson, un'antagonista di classe che molto deve alla Meryl Street de "Il diavolo veste Prada").

 Segnalo anche i magnifici costumi di Jenny Beavan, la colonna sonora (siamo in pieno punk rock londinese anni '70) e il contributo di Aline Brosh McKenna alla sceneggiatura (nota proprio per "Il diavolo veste Prada"  e altre rom-com nonché per la divertente serie "Crazy ex girlfriend").

 

 

 

 

...a proposito di stiliste vendicative...

 

 

 "Sono tornata...bastardi".

 Basta una frase ed un abito simil Dior per definire Mirtle "Tilly" Dunnage di  "THE DRESSMAKER" (2015, Jocelyn Moorhouse).

 Arriva, negli anni '50, nella cittadina australiana da cui è stata allontanata quando era piccola, accusata di aver ucciso un suo compagno di scuola, per capire se sia davvero un assassina. 

 E, per cambiare la mentalità dei suoi compaesani (che chiamano lei "maledetta" e sua madre "pazza") è armata solo della sua macchina da cucire e dell'esperienza di sarta maturata da Balenciaga e negli atelier di tutto il mondo.

 Kate Winslet domina letteralmente la scena, con un personaggio pieno di sfaccettature supportato da Judy Davis (ironica e divertente), Liam Hemsworth (il classico bravo ragazzo che non ha nulla di sbagliato, nemmeno il fisico) e Hugo Weaving (lo sceriffo costretto a nascondere la sua passione per l'alta moda).

 Due elementi sono però fuorvianti: il sottotitolo "Il diavolo è tornato" (creato ad hoc per attirare il pubblico che aveva affollato le sale per vedere "Il diavolo veste Prada") e il trailer, che usa una canzone allegra e una sfilata di abiti per far credere si tratti di una commedia con qualche punta di acidità.

 Non la è: è una trama pervasa di morte, di pregiudizi e di vendetta...ma per fortuna anche di rinascita, di quelle che fanno schizzare l'autostima alle stelle.

  

Coinquilin* di guardopenso: