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donne e politica

 Probabilmente il primo approccio che una bambina ha delle donne in politica è con Mary Poppins.

 La Signora Banks che arriva a casa e, ignara che tata Katy ha appena perso i suoi figli, fa un discorso cantato sulle suffragette.

 Lasciando perdere il ritmo accattivante, ascoltiamo cosa dice: Ci piace l'uomo preso a tu per tu, ma al governo lo troviamo alquanto scemo [-] Non puoi arrestarci o maschio son finiti i tempi tuoi e un solo grido unanime "Femmine, a noi". Ben presto anche in politica seguire ci dovrai, il voto ancor ci neghi e per te saranno guai... siam pronte al peggio anche a morire ormai, chi per il voto muor ,vissuto è assai" Niente male per un film per famiglie uscito nel 1964.

 L'idea che ci si fa delle donne in politica è però quello di un passatempo... rischioso, certamente, ma un passatempo... tant'è che quando il signor Banks torna a casa la moglie si affretta a nascondere tutto e a dargli ragione in ogni cosa che dice.

 La lotta di cui lei narra invece è stata molto meno divertente di come può apparire da quella canzone ed è giusto raccontarla di nuovo perché, a cent'anni di distanza, sembra di essere ancora allo stesso punto e di dover lottare per dare alle donne un rilievo vero in politica... non una quota rosa ma la vera possibilità di poter esprimersi senza essere zittite o ridicolizzate.

 Da quel momento in poi, le donne hanno iniziato a lottare per i propri diritti, organizzandosi perché venissero rispettati. Ma ci sono anche state donne che si sono sottomesse al patriarcato, pur di arrivare al potere... hanno capito qual'era "il gioco" e come trarne vantaggi e hanno iniziato a praticarlo... e molte di loro sono diventate politiche di primo piano... anche Primo Ministro e Presidente del Consiglio.

 

 

 Iniziamo dunque da Londra, nel 1903, quando il pensiero comune è che le donne non possiedano l'indole pacata e l'equilibrio mentale per votare e se verrà loro permesso pretenderanno anche di più.

 Il che è corretto, perché ci sono donne come Emmeline Pankhurst, che decide di non protestare più in silenzio ma indire la disobbedienza civile.

 Ma ci sono anche donne come Maude, che lavora in una lavanderia, è sposata, ha un figlio e si spaventa quando vede vetrine rotte a sassate e le manifestazioni di persone che urlano contro la polizia.

 Però a Maude non piace che il capo possa disporre di lei e delle altre che lavorano lì come crede. Non sopporta il vederlo allungare lo sguardo e le mani sulle giovani operaie, come ha fatto con lei... non sopporta la sua vita, a cui è costretta da sempre e che mai cambierà.

E la racconta davanti alla commissione del Parlamento: spera che, riferendo a proposito dei soprusi, della madre morta sul lavoro e della paga più bassa di quella degli uomini (che non sono costretti a lavorare in un ambiente chiuso e saturo di sostanze tossiche), quelle persone le offriranno un altro modo di vivere la vita.... un modo che prevede dei diritti.

Ma il Primo Ministro decide che non ci sono elementi sufficienti per accogliere le proteste delle suffragette e così, per Maude e le altre, inizia un periodo di attacchi verbali (al marito viene detto di "tenere sotto controllo quella puttana" e lui non sopporta quell'umiliazione), di prigione e viene allontanata dal figlio in quanto giudicata cattiva madre ("la mamma ha qualcosa nella testa, non puoi starle vicino").

Solo le parole della Pankhurst ("Non arrenderti, non smettere mai di lottare") le danno la forza per farlo... perché si rende conto che non lo sta facendo solo per se stessa, ma anche per tutte le altre donne e anche per i loro figli. ... Non possiamo rispettare una legge che non ci rispetta [-] Siamo in ogni casa, diamo la vita, non riuscirete a fermarci

Le proteste diventano quindi guerriglia e nessuna di loro ha paura di morire perché, senza diritti, non c'è possibilità di vita.

 

  "MRS. AMERICA" è un serial ambientato negli anni '70, durante gli scontri sull'ERA (Equal Rights Movement), in 9 episodi.

 Ognuno di essi ha un nome che ben ne definisce i reali protagonisti e i luoghi, regalandoci eventi di storia recente che troppo poco vengono raccontati. A dar loro volto, alcune tra le più brave attrici del piccolo e del grande schermo. 

 1. Phyllis. Cate Blanchett è Phyllis Schlafly, casalinga, madre e moglie ma, essendosi sempre interessata di politica, pensa di occuparsi di una causa "minore", ovvero opporsi all'ERA e difendere il ruolo della donna nella famiglia americana.

 2. Gloria. Rose Byrne è Gloria Steinem, il volto delle femministe, scelta non solo per la sua bellezza ma anche per la sua intelligenza (dirige la rivista "Ms.") il cui obiettivo principale è far approvare una legge a favore dell'aborto.

 3. Shirley. Uzo Aduba è Shirley Chisholm, la prima donna di colore candidata alla presidenza: la sua figura è rilevante per la posizione che occupa, ma spesso le stesse femministe si chiedono se non sia più influente la parola di un uomo bianco.

 4. Betty. Tracey Ullman è Betty Friedan, che per il carattere irruente, i discorsi aggressivi e diffamatori e lo schierarsi sempre con molta fermezza, è spesso malvista non solo dalla stampa ma anche dal suo stesso gruppo (nonostante fu la prima a scrivere un libro sul femminismo)

 5. Phyllis & Fred & Brenda & Marc. Fred (John Slattery) è il marito di Phyllis, che vede pian piano perdere il suo potere a favore di quello della moglie in ascesa. Marc (Adam Brody) è invece il marito di Brenda Faigen-Fasteau (Ari Graynor) e i due sono i paladini della coppia aperta e paritaria.

6. Jill. Elizabeth Banks è Jill Ruckelsaus, Presidente della Commissione Nazionale a sostegno delle donne. Conosce la First Lady e sa come convincere i repubblicani, ma spesso viene messa a tacere. 

7. Bella. Margo Martindale è Bella Abzug: sempre in prima linea al senato e alle convention, è spesso costretta a fare da mediatore e prendere decisioni scomode sull'appoggiare la causa o le persone. 

8. Houston. È il luogo dove, nel 1977, si svolge il più grande raduno femminile della storia americana. Il serial ce lo mostra attraverso la sorprendente esperienza di Alice Macray (Sarah Paulson), la migliore amica di Phyllis. 

9. Regan. Il nuovo Presidente Usa è l'unico che può decidere se il cambiamento sarà attuato...ma qualcosa nella vita delle protagoniste è già cambiato.

 

 

Puoi approfondire l'argomento anche leggendo...

 

gruber basta

 

 Il voto alle donne è anche il tema dell'ultimo capitolo di "BASTA! - Il potere delle donne contro la politica del testosterone" di Lilli Gruber (2019, Solferino), che scrive così: Il voto alle donne. Uno slogan antico che non è mai stato così attuale. Oggi, può salvarci la vita. 

 Capiamo il perché dall'inizio del libro: Ne abbiamo abbastanza di questa retorica del maschio da capire e compatire. Offende gli uomini quanto le donne. Dai dettagli più folkloristici, come l'episodio di Matteo Salvini che mi dice: "Ho i limiti di un maschietto", fino a quelli più gravi: chi ha detto che la virilità abbia a che fare con l'inaffidabilità o con la volgarità, o con le pulsioni incontrollabili? Basta. [-] Il tempo dei proverbi è finito ed è arrivato il tempo del cambiamento. Che è nelle mani delle donne. Non per una questione di femminismo, ma per una questione di civiltà. Quella che rischiamo di giocarci, insieme alla democrazia, alla pace sociale e all'abitabilità del pianeta Terra, a meno di una decisa invasione di rotta. [-] Ovunque leader autoritari hanno sfruttato emergenze e alimentato paure, per poter cavalcare l'onda di nazionalismo retrogrado, suprematismo bianco e populismo violento che avevano creato. 

 É precisa, Lilli Gruber, e decisa e non lascia spazio ad altre interpretazioni. Definisce volgarità, violenza e visibilità come protagoniste del dibattito politico internazionale... associate al concetto di virilità.

 Lei è giornalista e conduttrice di telegiornali e trasmissioni televisive. Ha avuto esperienza, nella sua carriera, di cosa significa lotte di potere e delle sue conseguenze, sia a livello di redazioni che di tribune politiche. Ne ha visto i risultati disastrosi, che trascendono il rispetto umano per scadere nei paragoni offensivi e nelle battute fuori luogo, fino ad arrivare a misure che sono la negazione stessa del sistema democratico che garantisce sicurezza e libertà. Lei stessa fu eletta la giornalista più desiderabile sessualmente e quando si autodefinì "telescopabile" ne nacque un polverone: Chiunque era autorizzato a dire di me ciò che voleva ma se riportavo chiaro e tondo il loro pensiero quella volgare ero io.

 Parla di invisibilità delle donne, che rimangono "dietro il divano" o "sotto la scrivania": Noi dobbiamo mostrare competenza e risultati, non gambe e scollature. E dobbiamo pretendere parità e gratificazioni, non omaggi e favori. Riportando al centro della discussione debito pubblico, tasse, disoccupazione, fuga dei giovani talenti, crescente disuguaglianza, scuole e ponti che crollano, territorio che si disgrega, catastrofe ambientale, violenza alimentata dal suprematismo bianco, deriva del capitalismo globale, corruzione.

I populisti hanno dichiarato guerra alle donne, perché si sono schierate a favore dei diversi. E questi populisti rispondono al nome di Donald Trump, Matteo Salvini, Viktor Orban, Boris Johnson, Recep Tayyip Erdogan, Vladimir Putin, Xi Jinping, Jair Bolsonaro. Uomini di potere disposti a tutto pur di mantenerlo, compreso l'usare violenza verbale e avere atteggiamenti aggressivi. L'Europa si trova in mezzo, come vero nemico di ogni aspirante tiranno perché è l'unica esperienza multinazionale riuscita di cooperazione politica, economica e culturale al cui centro c'è la difesa delle libertà individuali, incluse quelle femminili, che sono continuamente minacciate. [-] Ursula Von der Leyen è la prima donna a ricoprire la più potente carica politica del nostro continente. Non è solo un suggello del suo valore, è anche una risposta alle correnti anti-europeiste, alimentate dalle ideologie machiste. 

La discriminazione esiste però non solo in politica ma anche nello sport, in ambito ecclesiastico e in ogni altro campo dell'esistenza. Sono i numeri a dirlo: ci sono meno donne che uomini al potere e, quelle poche che ci sono, non hanno la stessa retribuzione degli uomini né fanno la stessa carriera.

Lilli Gruber pensa che forse un po' di quote rosa sarebbero utili, almeno all'inizio, per equilibrare la situazione e far comprendere che le competenze non hanno sesso: Ci vorranno più di cent'anni perché ci sia parità di genere: chi dice il contrario è ignorante o in malafede [-] Potrà cambiare la composizione del G20 ma non quella del conclave. La parità aiuterebbe anche a gestire meglio la situazione lavorativa ed economica delle famiglie. E si ridurrebbe la disparità di potere che porta a molti casi di violenza proprio tra partner o ex. E, a livello internazionale, si ridurrebbero le disuguaglianze sociali rendendo i Paesi più forti anche economicamente e orientati alle esportazioni (lo ha detto Christine Lagarde, a capo della Banca centrale europea).

Lilli Gruber ha quindi fiducia nell'Unione Europea, di cui ha fatto parte: Dare la colpa all'Ue è semplice. Per molti ha l'aspetto di un esercito di funzionari senza volto che succhiano il sangue dei bravi cittadini italiani. [-] Siamo un'esperienza unica nella storia del mondo. Un patto di Stati e di popoli che hanno deciso di proteggere insieme le libertà individuali e di costruire un benessere comune. [-] L'Europa è uno spazio di libertà e di opportunità che mette le donne al centro del suo progetto. 

 

Link relativi alle citazioni del post

La canzone delle suffragette di "Mary Poppins" 

Trailer del film "Suffragette"

Trailer del serial "Mrs. America"

 

Coinquilin* di guardopenso: