Al fine di fornire la migliore esperienza online questo sito utilizza i cookies.

Utilizzando questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

Newsletter !!!

 

Non considero i miei lettori followers o fans.... solo amici che conosco o non ho ancora conosciuto.

La newsletter ci permetterà di farci due chiacchiere tranquille

E in più, solo per te... 

 

 

Come invecchiare e prenderla bene

 

In esclusiva per te

 

Un viaggio sulla DeLorean

Un esercizio antistress

 

 

 

 

 

PER LEGGERLA ↓

Click qui per iscriverti

 

 

 

 

 

0
0
0
s2sdefault

Girls

 É una di quelle serie che, se l'avessi vista a 20-30 anni, avrei adorato alla follia... forse più di "Sex and the city" (ommioddio che ho detto!).

 Perché ha tutti gli elementi di "Sex and the city" che mi piacciono (è pure ambientato a New York), ma è meno patinato (e fanno vacanze in posti meno chic degli Hamptons), proprio come la mia vita in quegli anni.

 Non indossavo alta moda, non facevo un lavoro ben pagato e che mi appassionava e gli uomini che avevo intorno erano di certo meno affascinanti di Mr. Big.

 Ero Hanna. Una Lena Dunham con le mutande a vita alta anche quando è vestita sexy, che spesso indossa salopette e vestiti informi, che balla in modo scoordinato ma molto convinto e ha un vero talento per la scrittura e le battute umoristiche.  Ma anche che dice sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato.

 Lei è il cuore e la mente del progetto "Girls", andato in onda dal 2012 al 2017 per 6 stagioni: l'ha inventato, prodotto e diretto. Grazie al suo talento di scrittrice (il suo libro "Non sono quel tipo di ragazza" è recensito in questo post) mette in scena situazioni esilaranti e commoventi ma sempre molto reali e tiene per sé il ruolo del collante. Anche se è egocentrica, si aspetta l'aiuto degli altri, si lamenta e, quando si sente ferita, attacca con parole che possono fare molto male.

 Il personaggio che mi è piaciuto di meno è Marnie. Alison Williams è di certo la scelta perfetta per interpretare la brava ragazza piena di regole che incorre in molti errori, ma Marnie rimane sempre sullo sfondo. Non ha abbastanza carattere, si mette con chiunque le faccia un complimento, non riesce mai a dare una svolta alla sua vita, rimpiange sempre ciò che ha appena lasciato andare.

 Quella che mi ha colpito di più è Shoshanna. Zosia Mamet è bravissima a farla passare dalla piccola del gruppo, vergine, inesperta e ambiziosa, alla donna obiettiva, capace, sicura di sé, sempre in grado di dare ad ogni situazione un punto di vista intelligente e moderno.

 Quando ho visto recitare Jemima Kirke in "Sex education" ho capito che donna di talento sia, ma qui l'ho amata dalla prima all'ultima scena. La sua Jessa è magnetica, pazza, indipendente, combinaguai, irriverente, arrabbiata, sempre pronta ad accusare gli altri, ma anche combattiva, dotata di autostima e molto orgogliosa... e quando non c'è ti manca terribilmente. 

Due parole le devo spendere però anche per i ruoli maschili più importanti, pochi ma presenti e in crescita continua. Elijah (Andrew Rannels) è il classico personaggio che credi di vedere per sole due puntate e invece pian piano diventa la presenza costante e divertente, capace di smorzare ogni situazione pesante col suo umorismo. Invece Adam... beh, considera che io Adam Driver l'avevo visto in "House of Gucci", apprezzandolo per il ruolo misurato, e me lo sono ritrovato qui completamente scriteriato e fuori di testa... è stato uno schock ma ne ho apprezzato l'evoluzione e la capacità di fare passi falsi e di rimediare.

La serie vede la partecipazione anche di molte guest star, per pochi o parecchi episodi, tra cui Vanessa Ray (la Cece di "Pretty little liars"), Chris O'Dowd, Rita Wilson, Patrick Wilson (Lou in "Fargo"), Rosanna Arquette, Shiri Appleby (la Liz di "Roswell"), Amy Poehler, Patti Lupone, Danielle Brooks e Natasha Lyonne (Taystee e Nicky di "Orange is the new black"), Kim Gordon, Richard E.Grant, Maude Apatow (Lexi in "Euphoria"), Zachary Quinto, Lucy Liu, Julia Garner (la protagonista di "Inventing Anna"), Lisa Bonet, Tracey Ullmann e Ann Dowd (Zia Lydia in "The handmaid's tale").

"Girls" non è proprio la storia di una grande amicizia dove ognuna è l'anima gemella dell'altra. Hannah, Marnie, Shoshanna e Jessa sono capaci di grandi slanci e grandi avventure insieme, sono capaci di urlarsene contro di tutti i colori, ma sono anche le persone che faticano a dirsi che si vogliono bene. Ciò nonostante impari ad affezionarti alle loro stramberie pensi che siano solo ragazze che stanno affrontando la vita vera.... in ogni sua sfaccettatura.

Coinquilin* di guardopenso: