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 Negli anni 2000 siamo entrati in un nuovo secolo.

 Superato il millenium bug, credevamo di essere liber3, che i Maya avessero sbagliato, che saremmo sopravvissut3.

 Invece nel 2001 c'è stato l'attentato alle Torri Gemelle. Ed è letteralmente crollato tutto. 

 Poi sono arrivati i social network, facebook primo fra tutti, il cellulare pronto a fare i selfie. e ci siamo risollevat3.

 Ma nel 2009 c'è stato il terremoto de L'Aquila e di nuovo è crollato tutto.

 Abbiamo quindi cercato, nelle nostre visioni cinematografiche, donne che ci dessero la forza di continuare, di lottare, di risollevarci, di comunicare, di esprimerci.

 

 

 

 

 

 

 

 La Christine Collins interpretata da Angelina Jolie in “Changeling” (2008, Clint Eastwood) è realmente esistita. Nel 1928, ma guardandola ho visto in lei tutte le madri i cui figli sono scomparsi e ancora non sanno il perché (mi è venuta in mente la piccola Denise Pipitone, che manca da casa dal 2004).

Christine, rispetto alle altre, si potrebbe ritenere fortunata: il figlio Walter è tornato, è stato ritrovato. Al loro incontro è presente la polizia, la stampa, i dottori… tutt3 felici per l’incontro tra madre e figlio. 

Ma Christine sa che quello non è il suo bambino. Una madre lo sa, lo sa sempre. Il problema è che nessun∂ le crede. Piuttosto che avere il minimo dubbio sul proprio operato, le forze dell’ordine preferiscono far credere che sia lei, quella pazza. 

E infatti viene internata in un manicomio.

Christine è una ragazzaccia perché si oppone: è disposta a subire l’elettroschock pur di affermare la propria verità e non ha paura a mettersi contro tutta la città, la stampa, la polizia, i dottori e anche un feroce assassino, pur di ritrovare Walter.

A muovere questa madre è una sola parola: “speranza”. Non può rinunciare al suo affetto più caro. Non può lasciarlo solo. Per lei è inconcepibile vivere senza sapere cosa sia successo al suo bambino. 

 Trailer di "Changeling"

 

 

Coinquilin* di guardopenso: