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 Queste sono le donne del cinema del dopoguerra.

 Sono delle sopravvissute. Hanno superato un periodo terribile e vogliono mostrarci la rinascita, la riscoperta.

 E' un decennio colmo di ribellione e sensualità, in cui si tenta di vivere al massimo proprio perché si è appena uscit3 da un periodo in cui ogni pulsione e ogni bisogno personale veniva subordinato in nome della sopravvivenza.

 Perciò, se da un lato Hollywood "si scopre" mostrandoci le divine, dall'altro il cinema italiano diventa realista, mostrandoci la situazione per come è, piena di povertà e di problemi. 

 

 

 

 

 

 

 

 Quando si tratta di scegliere una delle commedie più divertenti di tutti i tempi, critica e pubblico sono sempre d'accordo nel premiare "A qualcuno piace caldo" la storia di Joe e Jerry, saxofonista e contrabbassista che, per sfuggire agli esecutori della "strage di San Valentino", compiuta a Chicago nel 1929, scappano in Florida a suonare con una band di ragazze.

 Il film, del 1959, funziona per la sensualità di Marilyn Monroe, per la scaltrezza di Tony Curtis e per l'irresistibile comicità di Jack Lemmon, diretti con maestria da Billy Wilder.

 Marilyn si prende il titolo di ragazzaccia perché Zucchero Candinsky, afferma di non voler più "ciliegie col verme" ed è alla ricerca dei soldi, perché l'amore le porta solo delusioni. Ecco perché, per conquistarla, Joe si inventa di essere Shell, della famosa benzina. Lei ci casca e lo stordisce di baci e champagne. Ma l'equivoco non può durare a lungo... lui la lascia perché pensa di essere l'uomo non adatto a lei, ma la più terribile delle ciliegie col verme. Lei però non lo accetta... 

Ingenua? Masochista? Chi può dirlo?? Per me è solo innamorata.

A rubarle la scena in questo film sono comunque altre due ragazzacce: Daphne e Josephine. Quest'ultima (Tony Curtis en travesti) totalmente messa in ombra da Jack Lemmon en travesti: entra perfettamente nella parte ("Sono una donna! Sono una donna! Sono una donna!), si lascia conquistare da Osgood ballando il tango e, muovendo le maracas, recita un monologo su come approfittarsene per ottenere una rendita.

Nel 1959, due personaggi del genere sulla scena non si vedevano spesso: la bravura dei due attori però è stata tale da farli rimanere impressi nella memoria... non in modo macchiettistico ma funzionale alla storia, la cui morale è proprio in quel celeberrimo Nessuno è perfetto.

 

 

Coinquilin* di guardopenso: