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In questo blog abbiamo le gastrovisioni cinematografiche, le gastroletture...poteva mancare una rubrica dedicata alla cucina in tv? Direi proprio di no! Per cui eccomi a commentare le trasmissioni del presente e del passato, quelle terminate e quelle ancora in corso...quelle che ci aspettano puntuali quando torniamo a casa per pranzo o per cena e quelle che da piccole ci facevano sognare.

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Questo non è un film di cucina. Ma chi ama i momenti conviviali in cui succede qualcosa di imprevisto (molte cene da allora hanno avuto questo stesso titolo) e chi adora i gialli lo troverà irresistibile. Anzi, quasi chiunque lo troverà irresistibile.

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Devo molto a questo film...molto. Ricordo ancora con precisione quando l'ho visto, al cinema, il 25 ottobre 2009, visione della domenica pomeriggio 18,30. Ho preferito andarci da sola perché la sentivo come un'esperienza che, in quel momento, non potevo condividere con nessuno: ci dovevo essere io, Julie Powell, Julia Child, il cibo e nessun altro.

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Quando l'ho visto al cinema ho sinceramente rimpianto che ancora non siano state inventate le pellicole in "odorama", perché il profumo che esce dalla pasticceria di Vianne dev'essere paradisiaco.

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Adoro il cinema di Ferzan Ozpetek per la sua abilità di raccontare storie profonde che mi fanno emozionare e pensare...e perché usa il cibo come mezzo per dipanare la storia e per spingere i personaggi a prendere coscienza della realtà e a vivere situazioni difficili con leggerezza.

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Non è un film di cucina. È una visione adatta a noi donne super-super-maggiorenni che cominciamo a pensare di essere rimpiazzabili in ogni occasione della vita, con ragazze più giovani. E, come in "Mamma mia", è la sempre bravissima Meryl Streep a insegnarci che non è così, perché si ritrova improvvisamente invischiata in una storia di letto col suo ex marito (Alec Baldwin), che l'ha lasciata 10 anni prima per un'attraente fanciulla, e contemporaneamente è intrigata da un architetto (Steve Martin) che la sta aiutando a ricostruire una casa adatta alle sue sole esigenze.

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In molti dei miei post c'è un riferimento cinematografico...ognuno riferisce di ciò che sa, direi. Così oggi ho deciso di aggiungere ogni tanto a questo blog (già ricco di articoli seri...anzi, facciamo semiseri...ricette e oroscopi) anche qualche post su questo per me magico connubio, raccontandovi (gastrovisione = consiglio cinematografico per il gastrofanatico...fa anche rima!) di film dedicati al cibo che mi hanno lasciato un'impronta addosso e che hanno influenzato, influenzano e influenzeranno la mia passione per il cibo...e per lo scriverne.

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Lo ascrivo ai film di cucina perché veder gustare il cibo da Julia Roberts ha più forza del leggerlo dalle parole di Elizabeth Gilbert, ma in realtà è il libro che mi ha davvero sconvolto. Perché fonde cibo, spiritualità e amore e racconta in maniera semplice quanto sia importante avere la forza di cambiare per perseguire l'amore verso se stessi.

Coinquilin* di guardopenso: