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Dolce. Bollente. Confortevole. Amo il il caffe e il tè, ma la cioccolata in tazza è un mondo a parte.

Un mondo in cui si mescolano il Messico e il Maya, lo zucchero e le spezie, la merenda e l'alta cucina (Tania Grandis aggiunge mascarpone al coriandolo e frutto della passione, Nigella Lawson rum o caramello salato, Jamie Oliver sale marino e farina di mais). Praticamente, un mondo a portata di dispensa. 

Come si prepara la cioccolata calda in casa? Preferibilmente non con la busta. Meglio diluire le polveri (zucchero, cacao, amido di mais o fecola di patate) nel latte e portarle ad ebollizione. Niente vieta di usare del cioccolato solido: fondente (direi che un 70% va bene) o bianco, al posto delle polveri. Di aggiungere panna, per renderla più corposa e/o crema alla nocciola per aumentarne la golosità. Di aromatizzarla con vaniglia, peperoncino, cannella, noce moscata...ho letto che si può provare anche col vino rosso (scaldato col cioccolato e poi incorporato al latte bollente).

Il mondo della cioccolata in tazza è fatto però anche di divieti e io ne so qualcosa perché soffro di intolleranza al lattosio. Per me, la classica è un misto di gioia e dolore: la bevo con voluttà ma poi l'intestino si ribella. Per anni l'ho evitata, serbandomi un solo ricordo entrato nel mito: una cioccolata calda servita in un bicchiere trasparente. densa e perfetta, che io e la mia amica ci gustammo al bar per consolarci di un esame universitario andato male. Ma, per fortuna, i tempi sono cambiati. 

Come si prepara una cioccolata calda senza latte? Col prodotto delattosato, che non ti fa rimpiangere quello vero, oppure con la bevanda vegetale e, per esperienza, ho ottenuto i risultati migliori, a livello di piacevolezza di gusto, con quelle di riso (forse troppo neutro), di mandorle (che può coprire il sapore del cacao) ma soprattutto di cocco (uno dei miei abbinamenti preferiti). Il procedimento non cambia.

Grazie a queste soluzioni, posso finalmente gustarmi la cioccolata in tazza in pace e tranquilla e sorseggiarmela con piacere...dolce, bollente e confortevole.

 

 

HOT CHOCOLATE

 

Sweet. Boiling. Comfortable. I love coffee and tea, but the hot chocolate is a world apart.

A world in which they mingle Mexico and Maya, sugar and spices, the afternoon snack and the haute cuisine (Tania Grandis prepares it with mascarpone with coriander and passion fruit, Nigella Lawson with rhum or salted caramel, Jamie Oliver with sea salt and maize flour). A world within the reach of cupboard. 

How to make hot chocolate at home? Preferably not with the packet. It's better to dilute the powders (sugar, cocoa, maize or potato starch) in the milk and bring them to boil. Nothing prohibits to use solid chocolate in the place of cocoa: dark (70% it's okay) or white. Or add cream, to make it more substantial and/or hazelnut cream to increase gluttony. And flavour it with vanilla, chili, cinnamon, nutmeg...I've read you can try also with red wine (heated with chocolate and incoroporated to hot milk).

But the world of hot chocolate is made also of prohibition and I know because I'm a lactose intolerant. In my case, the classic one is joy and pain. I drink it with delight but, after a while, my intestine rebels against it. For years I have avoided it, keeping an only memory, entered in the myth: a hot chocolate served in a transparent glass, thick and perfect, that me and my friend had tasted at a bar to console us of a university exame gone wrong. But, luckily, times have changed. 

How to make a hot chocolate without milk? With the no-lactose product or with the vegetable drink and, in my experience, I've obtained the best results in terms of pleasentness of taste with that of rice (maybe too neutral), of almonds (that could cover the cocoa taste) but, above all, of coconut (one of my favourite combination). The procedure doesn't change.

Thanks to these solutions I can finally enjoy the hot chocolate in peace and quiet and sip it with pleasure...sweet, boiling and comfortable.

 

 

 

Coinquilin* di mangioscrivo