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Nessuno dice di no al basilico nel sugo di pomodoro. Ancora meno sono quelli che rinunciano alla menta nel mojito. Ma troverete spesso qualcuno che preferisce il cibo "senza prezzemolo".

Pur essendo famosissimo per altri motivi (per esempio il pupazzo di Gardaland e il famoso "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio") in tavola non c'è proprio modo di farlo apprezzare (anche Carrie Bradshaw lo rifiuta platealmente in una puntata di "Sex and the city").

Penso che la colpa sia dell'eccesso: sulla pasta allo scoglio, sulla carne, sul pesce, nel risotto, sulla pizza marinara, nella minestra...mi sa ne abbiamo mangiato troppo. E forse chi lo rifiuta se n'è trovat@ una foglia sui denti ;)

E magari non crede alle sue proprietà ornamentali (nell'antica Roma era così grande da comparire in molti giardini) o medicinali (gli antichi Greci lo ritenevano così potente da riuscire addirittura a resuscitare i morti...oggi è valutato come integratore di vitamina A, C e la rarissima K) o che ne basta un cucchiaino ben tritato nell'olio extravergine per farsi passare la sbornia (non ne sono totalmente sicura, a essere sincera....ma di certo otterrete un veloce pesto).

Io sono per l'equilibrio. Quindi, da una parte dico basta alle foto di ricette con "una spolverata di prezzemolo" e dall'altra voglio offrirvi degli abbinamenti golosi. Iniziamo da prezzemolo + prosciutto al forno (con pane croccante e birra), per passare ai funghi trifolati e finire col prezzemolo che ravviva le patate bollite (a volte, due cibi non da acquolina-in-bocca ne creano un terzo buono e nutriente) e le polpette.

La tradizione popolare dice di non cuocerlo troppo per non renderlo tossico, quindi, direi che potete aggiungere i gambi all'inizio e le foglie solo alla fine. 

Arthur Le Caisne ha scritto che, a contatto con la padella bollente, le foglie saltano in tutte le direzioni facendo rumore. Ecco, al prezzemolo come popcorn mi sa non ci aveva ancora pensato nessuno!!!

 

 

 

"...MY PORTION WITHOUT PARSLEY, THANK YOU"

 

No one says no to the basil in the tomato sauce. Even less are those who gives up the mint in the mojito. But often you will find someone who prefers food "without parsley".

On the table there's really no way to make it appreciate (even Carrie Bradshaw, in an episode of  "Sex and the city" blatantly rejects it).

Maybe the fault is excess: on the seafood pasta, on the meat, on the fish, on the risotto, on the pizza marinara, on the soup...I think we ate too much. And, perhaps, who rejects it found a leaf on his/her teeth!

Maybe he/she doesn't believe its ornamental (in ancient Rome it was so big that it appeared in many gardens) or medicinal (the ancient Greeks believed it so powerful that it could even raise the dead...today it's evaluated as vitamin A, C and the very rare K supplement) properties or that a teaspoon of it well chopped in olive oil is enough to get rid of the hangover (but I'm not quite sure...but you will certainly keep a quick pesto).

I am for balance. So, on one hand, I say stop photos of recipes with "a sprinkling of parsley", on the other, I want to offer you delicious combinations. Beginning from parsley + baked ham (with crisp bread and beer), passing through sautéed mushrooms and ending with the parsley that revives the boiled potatoes (sometimes two foods that are not watery-in-the mouth create a third good and nutritious) and the meatballs.

The popular tradition says not to cook it too much so as not to make it toxic, so I'd say you can add the stems at the beginning and the leaves only at the end. 

Arthur Le Caisne wrote that, in contact with the boiling pan, the leaves jump in all directions making noise. Here's the parsley as popcorn I guess no one had thought it yet

Coinquilin* di mangioscrivo