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 Da vendere non ne ha nessuno.  

 L'autostima di questi tempi è una merce rara come i diamanti. Ed entrambi sono i migliori amici delle ragazze. Anche molti uomini però ne avrebbero bisogno, schiacciati dal peso del dover essere sempre forti e coraggiosi.

 Il problema sta in come valutarne il peso nella nostra esistenza, perché non esiste un'unica unità di misura...niente deposito della medesima sotto una teca in un prestigioso museo o istituto di ricerca come per il metro, il litro e il grammo, da cui ricrearla quando ne siamo carenti. Quindi come possiamo sapere quanta ne abbiamo, e soprattutto, come ottenerne di più?

 La nota dolente e meravigliosa è che ce la costruiamo da sol3. Dolente perché spesso non abbiamo proprio idea di come procedere, meravigliosa perché possiamo cambiarne l'unità di misura ogni giorno...e le due possono coesistere (tipo "oggi ho lasciato che i commenti sul mio fisico pregiudicassero la mia capacità di sentirmi sexy, ma ho brillantemente superato una situazione che di solito mi crea ansia").

Il vero problema però è che chi ha bassa autostima tende a ritenere più significativo ciò che non ha saputo affrontare rispetto ai risultati ottenuti e a credere alle cattiverie piuttosto che ai complimenti. E, soprattutto, ha costantemente bisogno di qualcun∂ che ne legittimi l'esistenza... qualcun∂ che dica "Sei bell∂" e "Sei brav∂", "Ti voglio bene come sei", "Sono dalla tua parte".

Questo penso sia il punto più difficile da superare, per me e per chiunque sia arrivat∂ a leggere fino a qui (chi è consci∂ di avere abbastanza autostima si è di certo fermat∂ prima perché non ritiene opportuno sprecare il proprio tempo con le fragilità umane altrui), per cui propongo una soluzione.

Scriviamo le nostre unità di misura dell'autostima. Come ci sentiamo riguardo ciò che ci dicono e ciò che ci succede quotidianamente, in bene e in male, che possa modificare la percezione che abbiamo di noi stess3. A fine pagina, avremo già un'idea significativa di cosa ci ferisce e di cosa ci aiuta, e perché. E lavorarci sopra.

È sicuramente un piccolo passo, ma almeno sappiamo da che parte iniziare!

Secondo passo: chiedere aiuto a chi ne sa di più. Prima coi nostri mezzi, poi rivolgendoci a una persona esperta, che ha studiato psicologia. Io ho iniziato da lei.

 

 L’autostima non è tutto; è soltanto qualcosa senza di cui non esiste nient’altro.

 Le parole sono di Gloria Steinem, la femminista che negli anni ‘70 era in prima linea per il diritto all’aborto (la puoi vedere nella serie “Mrs America”). Le scrive nella prima parte di “Autostima - La rivoluzione parte da te” scritto nel 1992. La mia copia è stata ripubblicata da VandA nel 2021 e l’ho comprata perché ho pensato che Gloria sia la persona adatta a insegnare a una donna come conquistare questo valore tanto raro e prezioso.

E pensare che inizialmente era vista come una sciocca vanità, anche se è un concetto antico e universale quanto l’umanità stessa. Ma nel momento in cui lo Stato della California creò una commissione per la promozione dell’autostima e si accorse di quante persone partecipavano, allora si iniziò a comprendere che possederla risolverebbe anche molti problemi sociali perché con l’autostima non c’è più nessun bisogno di padroni.

La mancanza di autostima trova le sue radici nell’infanzia, in qualcosa che abbiamo subito e/o ci è mancato. Da adulti dobbiamo trovare quei punti spezzati (Un sapore, un odore o un suono associati a forti emozioni provate nel passato possono fare riemergere quei sentimenti dimenticati) e ripararli, essere i genitori de3 bambin3 che eravamo, cambiando quelle convinzioni che ci sono state inculcate ma che non hanno più alcun significato per le persone che siamo diventat3, e  insegnando ai3 nostri3 figli3 ciò che abbiamo imparato.

La mancanza di autostima deriva dall’aver pensato di essere bambin3 cattiv3 perché qualcun∂, a casa, a scuola, giocando, lo ha detto e noi gli/le abbiamo creduto anziché pensare “Sì, forse ho fatto qualcosa di sbagliato, ma posso rimediare e questa azione non inciderà sul fatto che posso essere amat∂ per come sono”.

La mancanza di autostima deriva dagli studi che abbiamo compiuto, basati su “teorie scientifiche” che in realtà traevano la propria forza da un pregiudizio (quella che la misura del cranio potesse misurare l'intelligenza, per esempio, o la superiorità di una razza sull’altra).

La mancanza di autostima deriva da tutte quelle persone che ci hanno detto: “Non ce la puoi fare, non ce la farai mai”, nascondendo la voglia di tenerci al livello in cui si trovavano senza avervi mai provato dietro il timore che potessimo tentare, cadere e farci male.

La mancanza di autostima ci fa sentire inadeguat3 perché pensiamo che chiunque sia migliore di noi (è la sindrome dell’impostore). In realtà siamo circondat3 da persone che si sentono inadeguat3, anche nel confronto con noi, e ascoltarle e parlare con loro ridurrebbe questa sensazione.

Ottenerla ci permette dunque di avere più fiducia nella nostra personalità e in chi vorremmo essere, conquistando risultati che migliorerebbero non solo noi stessi, ma anche chi ci sta accanto.

Gloria Steinem propone testimonianze di chi è riuscit∂ a migliorare la propria autostima e ne trae insegnamenti utili che ti faranno pensare e riflettere sulle tue potenzialità. Ti fa ragionare sul corpo, sull’età, sulla bellezza, sull’amore, sulla natura, sulle persone, sulla religione, sulle possibilità e ti offre anche una guida alla meditazione e una biblioterapia. Direi che ce n’è abbastanza per iniziare a lavorarci sopra...

 

 Approfondimenti

 "Mrs America" e le donne della politica

La sindrome dell'impostore

 

 

Coinquilin* di mentecorpo: