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gioia e felicità 

 Bella domanda, ma di difficile risposta perché non le sappiamo distinguere.

 Chiamiamo allo stesso modo la sensazione di appagamento derivata dal raggiungimento di un obiettivo, sia personale che lavorativo. Questa in realtà è la felicità.

 La gioia è differente e dura pochissimo. È quella risata che ci fa venire le lacrime agli occhi. È lo sguardo pieno d'amore che rivolgiamo a partner o figli. È quel bicchiere di vino o quel dolcetto che beviamo o mangiamo furtivamente. È sentire un profumo o un sapore che ricorda l'infanzia. E tutto ciò capita e va via velocissimamente.

 Il punto è che noi diamo risposta alla domanda nel titolo nel momento in cui sacrifichiamo quelli che Amelie chiama "i piccoli piaceri della vita" per ottenere i nostri obiettivi...e questo capita sempre (almeno così ho imparato dalla scrittrice Ingrid Fettel Lee).

Lavoriamo per una promozione e ci perdiamo momenti di gioia con i bambini. Riserviamo le attenzioni al partner solo in vacanza o nei weekend, dimenticando così pian piano perché ce ne siamo innamorat3. E la cosa peggiore è che, una volta raggiunto l'obiettivo, sacrifichiamo altri attimi di gioia per dedicarci ad uno nuovo.

Se invece ci concentrassimo su questi attimi, otterremmo periodi di felicità con meno sforzo...anzi, sarà come se, in parte, l'avessimo già raggiunta.

Pensando alla nostra giornata trascorsa, non dovremmo quindi focalizzare il pensiero solo ed unicamente su quanto abbiamo fatto e su cosa ci resta da fare, ma anche su quei momenti in cui ci siamo sentiti appagat∂.

È difficile??? Eccome se lo è. Specie se la nostra vita è piena di preoccupazioni. Ma, a lungo andare, sappilo, esse diventano la coperta sotto cui ci rifugiamo e che ci impedisce di vivere la vita come vorremmo....se ci rimaniamo sotto abbastanza, nemmeno li sapremo più riconoscere, quei momenti di gioia che accadono ogni giorno, condannandoci così ad una continua depressione.

Perciò, è ora di risolvere la situazione. Non "nel primo momento libero"...ora.

Facciamo attenzione a cosa ci fa sorridere perché ci aiuta a ricreare quel momento, senza aspettarlo dall'esterno.

Nella lista delle cose da fare diamo alla gioia il primo posto nelle nostre considerazioni, pensando a cosa potremmo fare l'indomani per conquistarla.

Basta una piccola cosa: una passeggiata, una seduta dal parrucchiere, ascoltare l'album preferito ecc... programmiamola in un momento della giornata e rispettiamola come se fosse una scadenza con la banca.

E soprattutto non aspettiamo di darci il tempo o il permesso di farlo: facciamolo e basta (per esempio: non c'è bisogno di una vacanza al mare se l'acqua ci rilassa: andiamo all'ora di nuoto libero nella piscina più vicina!)

Solo così possiamo essere non solo gioiosi, ma anche felici.

 

...e siccome l'abbiamo citata...

 

 

  ...già il titolo originale di questo film del 2001 di Jean Pierre Jeunet "LE FABULEUX DESTIN D'AMELIE POULAIN"  suona come una delizia. E a completare l'opera ci si mettono l'atmosfera parigina e tutti i personaggi strampalati che Audrey Tatou incontra nel suo "viaggio" verso Mathieu Kassovitz.

 Amelie ha appunto una catteristica: quella di saper vedere i piccoli piaceri della vita e perciò ogni giorno sa come ritagliarsi un attimo di gioia da ciò che vede a ciò che va.

 Pensiamo solo al cibo, una gioia a cui tutt3 possiamo accedere. 

 Tra gli "ad Amélie piace" ci sono infatti il tuffare la mano in un sacco di legumi e, soprattutto, il rompere la crosta della crème brulée con la punta del cucchiaino, come da fotografia esplicativa.

Nel film ci sono comunque altre piacevoli scenette con il cibo come protagonista. Il kirsch al lampone che ogni giorno lei serve al "poeta fallito". I granelli di zucchero raccolti dal tavolo direttamente con la punta del dito. Le meravigliose frutta e verdura del negozio. Il riferimento della sua padrona di casa alle madeleines. E, soprattutto, il pasticcio di cavolfiore, dentro il quale sono racchiuse tutte le speranze per una vita futura molto diversa da quella attuale ma anche molto felice!!!

Una gioia piccola e facilmente raggiungibile apre dunque alla protagonista le porte di una vita migliore, perché apprezzandola impara ad aprire le porte alla felicità.

 

LINK

Trailer di "Il favoloso mondo di Amelie"

 

 

 

 

Coinquilin* di mentecorpo: