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Vie d'uscita

 

 

 

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 L'evoluzione darwniana ha dimostrato che siamo per natura portat3 al cambiamento, esattamente come ogni specie di questo pianeta, eppure, trascorriamo la maggior parte della nostra vita ad averne paura. Perché?

 Due motivi, fondamentalmente.

 Il primo è che l'ignoto ci spaventa: quando ci muoviamo completamente al buio non sappiamo cosa ci sia dietro l'angolo per cui non possiamo preparare una reazione "sicura" e temiamo di annoiarci, di rimpiangere ciò che abbiamo lasciato, di soffrire e di attirarci addosso guai indesiderati.

Il secondo, molto più inconscio, è che temiamo di disilludere l'idea che le altre persone hanno di noi, facendole soffrire. E, a volte, costoro sono amic3 e familiari che si oppongono in ogni modo al nostro cambiamento, agendo sull'amore che provano per noi e facendoci sentire in colpa. Oppure sono datori e collegh3 di lavoro, che minacciano conseguenze economiche e/o legali (le peggiori in assoluto) zittendoci in un batter d'occhio e facendoci allontanare sempre più dal pensiero del cambiamento. Oppure è la persona che amiamo... ci amerà ancora se diventeremo divers3 da come siamo sempre stat3?

La conseguenza di tutto ciò è la resistenza continua a ciò che fa parte del nostro essere...ed è faticoso, resistere. Comporta un dispendio di energie positive incalcolabile. Anche perché pensiamo di essere "in trappola" e non vediamo via d'uscita.

Mi dispiace dirlo, sia a te che a me stessa (perchè io vado in panico subito), ma l'unica via d'uscita è cambiare. Chi ti ostacola lo fa perché vorrebbe avere il coraggio di farlo, ma è pavid∂ e preferisce lasciarti al suo livello, o più in basso, piuttosto che vederti spiccare il volo. E questo non è amore né professionalità. Chi ti ama crede in te e ti "tiene per mano" ad affrontare l'ignoto insieme, pagandone tutte le conseguenze, sia positive che negative, con te. E datori e colleghi di lavoro dovrebbero essere lieti se qualcun∂ cambia ciò che è sbagliato e ha idee per far progredire e migliorare non solo se stess∂, ma l'intera azienda: dovrebbero regalare una promozione a queste persone, e non toglier loro lo stipendio.

La difficoltà ovviamente risiede nel come affrontare il cambiamento: sai che qualcosa devi fare ma non sai da dove iniziare. Ho letto una frase molto bella di Marina Innorta che dice: Parti da dove sei.

La prima domanda che ti devi fare è cosa ti ha spinto a voler cambiare. Non è valido rispondere “Devo cambiare tutto perché non mi piace niente”. Non ci riuscirai… non si cambia completamente una personalità e un carattere… puoi solo livellarti… smussare. Quindi sii onest∂ e scegli il comportamento che hai adottato e che ti ha dato fastidio. Scrivilo e segna la tua reazione. Poi segnane alcune diverse: quella che avresti voluto avere, quella che avrebbe avuto un’amic∂, quella impossibile che mai-e-poi-mai.

Inizia dal piccolo, dal molto piccolo. E non preoccuparti se non funzioneranno subito, se te ne dimenticherai, se fallirai… sei una persona umana e per crescere hai bisogno di tempo.

L’evoluzione darwiniana, infatti, oltre al cambiamento ci ha insegnato anche che essi non avvengono da un giorno all’altro… abbi pazienza, riprovaci… e perdonati.

Coinquilin* di mentecorpo: