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 Era il grido di guerra dei Nativi Americani ed è stato reso famoso da Star Trek. La domanda però è: se potessi decidere, quando vorresti che ti cogliesse la morte?

Io ho sempre detto "soffocata dai libri": ne ho talmente tanti che la casa un giorno potrebbe non reggerne il peso. La mia amica mi ha riposto "investita mentre vado felice in bici". Certo, ce ne sono altri, come "fra le braccia del mio amore, dopo aver fatto sesso", "sola al mondo, senza lasciare qualcuno che soffre", "non in auto", "in modo indolore" ecc. e c'è chi non ci vuole pensare.

Ricordo che nel film "Big fish" di Tim Burton si poteva scoprirlo guardando nell'occhio di una strega: saperlo, aiutava il protagonista anche a correre determinati pericoli perché sapeva che sarebbe sopravvissuto. Effettivamente, non c'è niente come il pensare alla morte per apprezzare di più la vita e farlo non dovrebbe fare tanta paura. È una fase inevitabile e, come diceva mia nonna (e a me piace credere che avesse ragione), già scritta: "Nasci con un destino segnato: ti sembrerà di poter deciderlo, ma non è vero...certe decisioni e certi eventi saranno inevitabili". Detto per inciso, lei, soffrendo di diabete, avrebbe voluto morire mangiando una grande torta.

Ma forse aveva ragione Hemingway: Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto.

 

 

TODAY IS A GOOD DAY TO DIE

It is a phrase historically associated to the Native American cultures, being successful thanks to Star Trek. But the question is: if you could decide, when you would death to arrive?

I've always said "suffocated by the books": I have so many of them that one day the house couldn't support their weight. My friend answered me: "crashed while I'm happy riding my bike". But there are other answers: "hug to my love, after sex", "alone, without leaving someone suffering", "not in the car", "in a painless way" etc...some people don't want to think about it.

I remember Tim Burton's "Big fish" movie: you could know it watching in a witch's eye and, knowing it, helped the protagonist to risk because he knew he survived. Effectively, there's nothing like thinking to death to appreciate more life and doing it shouldn't be so scary. It's an inevitable phase and, as my grandma said (and I want to believe she was right): "You are born with a marked destiny: it will seem you can choose but it's not true...some decisions and some events will be inevitable". Said in passing, since she was diabetic, she would die eating a big cake.

But maybe Hemingway was right: Dying is a very simple thing. I've looked at death and really I know. If I should have died it would have been very easy for me.

Coinquilin* di mentecorpo: