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L'universo femminile mestruato si divide in due categorie:

  1. quelle che saltano come in un mattino di primavera e si buttano dall'aereo con il paracadute
  2. quelle come me, totalmente in balia degli ormoni. 

Non sono sempre stata così: prima ero anch'io una di quelle ragazze i cui dolori mensili significavano: studio sdraiata tutto il pomeriggio e poi di sera ballo scatenata per tre ore.

Poi un giorno ho iniziato a sentirmi diversa... tutto intorno a me era diverso. Pianti, dolori, fame, rabbia... tutto insieme. Settimane di sbalzi ormonali a cui seguivano giorni di crampi insopportabili.

 Ora quindi cercherò di raccontarti cosa succede in quei giorni... prima e durante... lo romanzerò pure (molti passaggi sono tratti dal mio e-book "Ciambellona 2.0"  disponibile su Amazon clickando qui ), ma ricordati: non aver paura della visita ginecologica perché ti salva la vita.

 Non esitare ad andarci per qualsiasi problema e non fidarti del "La donna deve provare dolore in quei giorni e più soffri più significa che stai bene"... pensali come quando fai esercizio fisico: deve essere sopportabile, non costringerti a letto per ore. Studia il tuo comportamento e il male che senti e vai a fare una visita per capire davvero ciò che è normale, non perché l'hai sentito dire ma perché te ne ha parlato una persona esperta.

Detto questo.

 

I giorni tra una mestruazione e l'altra sono il paradiso in terra. Sei creativa, disponibile, affabile, multitasking, allegra e amorevole. Ti senti felice, al sicuro e amata.


 

 Poi ti accorgi che non senti il tuo Amore da un po' (una settimana o mezza giornata...il tempo, in questi casi, diventa molto relativo) e provi un senso di abbandono...manco ti avesse lasciata in mezzo alla strada come fanno certi incivili senza cuore coi poveri cagnolini.

 Ripensi a tutti i momenti belli come se non potessi viverne altri, l∂ immagini innamorat∂ pers∂ di un altro essere umano e credi che non ti cercherà più perché sei una stronza egoista.

 La tristezza ti pervade talmente tanto che ti accorgi di star piangendo non solo davanti ai film e alle serie tv, ma anche di fronte al Boss delle torte che non riesce a spiattolare bene la crema al burro su una creazione alta 2 metri. Piangi pure perché non ottieni qualcosa che in condizioni normali non vorresti nemmeno.

 

 

 

 

 La fase successiva è quella del bisogno compulsivo di cioccolato. 

 Se il suddetto Buddy Valastro ti portasse a casa quella torta ne mangeresti anche la struttura in legno.

 Se ci fosse in un cassetto un pezzettino (dimenticato da Natale o Pasqua - non importa di quale anno) di fondente, bianco, al latte, o la Nutella, saresti in pace.

 Se non c'è, decidi all'istante di mandare a fanculo la dieta e di ingurgitare esperimenti: pane vecchio spalmato di maionese, i formaggini avvolti di salume e che è decisamente ora di finire quel pacchetto di biscotti che sta in dispensa (non è importa se è ancora sigillato...è già lì da troppo).

 (Ti consiglio seriamente di tenere sempre la scorta... ha un potere che ha del miracoloso.)

 

 

 

 

 Questa famelica compulsione ti suggerisce che sei passata di livello.

 Basta col Candy Crush Saga e avanti con Battlefield Heroes. È ora di combattere. Contro tutto e tutti.

 Se ti vedesse Sauron ributterebbe nel fango i suoi uruk-hai e assumerebbe solo te per metterti contro hobbit, umani, nani ed elfi, insieme.

 Perché, messa come sei, li odi tutti, indistintamente.

Urli contro la stampante, il pc e gli elettrodomestici che non fanno il proprio dovere. Se sbatti inavvertitamente contro qualcosa, diventi la regina delle parolacce (sono stata capace di urlare FOTTITI a una pedivella incappata per caso contro il mio ginocchio #sapevatelo). Per strada guidano tutti come imbranati con manie suicide. Se qualcun∂ osa contraddirti, gli leggi la vita tirandogli fuori tutti i "gravissimi peccati" commessi nei tuoi confronti da quando è entrat∂ nella tua orbita. E più ti rendi conto di essere isterica, più ti incazzi.

 

 

 

 Tutta questa rabbia scatena anche un altro fenomeno: la voglia di fare sesso.

 Ti eccita tutto. Ti faresti anche il Boss delle torte. E quegli Uruk-hai così muscolosi, e quei nani con quegli arti allungati...

 Sono i giorni in cui sembra che vai in bagno mille volte a controllarti se ti è arrivato il mestruo ma in realtà ti dai una toccatina anche veloce pur di calmare un po' i bollori.

 E, ovviamente, guardi chi ti circonda con sguardo languido.

 Ora, io non so come funzioni questa cosa tra donne. Ma so che gli uomini, che sono provvisti di "sesto senso", ti stanno lontano, spaventati dal tono irritabile che sfoderi da giorni, quindi continui a non battere chiodo, per cui ti incazzi ancora di più e mangi ancora più cioccolato.

 

 

 

 

 Mentre queste fasi si succedono vorticosamente, tu senti un dolore incredibile e costante alle ovaie, come fossi incinta di dieci gemelli che vogliono essere partoriti tutti nel medesimo istante.

Vuoi solo che il dolore ti esca da qualche parte, una qualsiasi.

 Preferiresti ti staccassero un braccio piuttosto che sentire una sofferenza che ti deforma all'istante la faccia e ti rimane addosso un'unica espressione... come col botox, ma triste.

 A volte è difficile anche stare seduta e in piedi per cui camminare, lavorare e avere una vita sociale può risultare quantomai complesso.

 

 

Poi vai in bagno e finalmente trovi una macchiolina rossa nelle mutande. Tutto comincia a rallentare. Sanguini come se dovessi sfamare tutti i Cullen e devi continuamente cambiarti e docciarti e lavarti i denti e i capelli (il bidè non basta: a volte il mestruo porta con sé odori molto forti che ti escono dai pori), ma stai bene. Inizi a riprenderti. E a calmarti. Hai un'alimentazione equilibrata, non abbai contro nessuno, la voglia di sesso è ai livelli di guardia.

A quel punto, devi solo aspettare che finisca... e goderti la pace. Per un paio di giorni. Perché poi tutto ricomincia da capo.

 

 

 

 

Coinquilin* di mentecorpo: