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 Il corpo delle donne è sempre oggetto di rappresentazione pubblica. Da totalmente privato diventa oggetto di osservazione da parte dei media. 

 Lorella Zanardo scrive "IL CORPO DELLE DONNE" (Feltrinelli, 2010) dopo aver guardato programmi tv per un mese (da dicembre 2008 a gennaio 2009) e quello che vede la sconvolge a tal punto da scatenare feroci riflessioni.

 A tutte le ore ci sono corpi femminili, in esposizione.

 Iniziando dall'ora di pranzo, con giochi a premi in cui le donne si buttano in piscina o vanno in altalena. Per continuare con la tv del pomeriggio, che presenta donne che simulano interventi ambulatoriali di chirurgia estetica. Per arrivare all'ora di cena dove gli italiani guardano due quasi bambine in ginocchio col culetto in vista e due anziani presentatori con una comicità da avanspettacolo anni Cinquanta (il tutto abilmente mascherato da "tv di informazione") o una donna in latex (in alternativa, una straniera formosa) che ammicca alla telecamera e ai concorrenti durante un quiz a premi.

 La domanda che si pone la scrittrice è se sia davvero questo che il pubblico vuole vedere o se invece non sia un'evoluzione imposta, dettata dagli indici di ascolto. Il pubblico può anche essere educato al bello, al meglio, e la Rai, all'inizio, aveva anche questo tra i suoi obiettivi.

 Lorella Zanardo ricorda molto bene i varietà basati su innovazione e professionalità, dove ballerine e top model e presentatrici sapevano fare il loro ruolo, con costumi confezionati su misura per valorizzare chi li avrebbe indossati, e non avevano bisogno di provocare ad ogni costo e sottoporsi a inquadrature sempre più strette, indossando costumi sempre più minimal. Alla base di tutto, poi, c'erano autori che cercavano di realizzare un programma televisivo di intrattenimento piacevole e intelligente, che non trasudasse solo e unicamente sesso. 

E poi si domanda cosa pensano le donne che osservano questi spettacoli: E' da quei tinelli, da quegli sguardi di donne che vagano dallo schermo al marito, al figlio, al fratello che lo guarda, che si fa strada l'idea che essere una di quelle donne potrebbe essere l'unico modo per "esistere"? 

Le donne di quei programmi non parlano se non per avvalorare le opinioni altrui... sono una semplice decorazione... altre sono oggetto di battute... Il messaggio che passa è che basta un bel fisico e dar ragione agli uomini per avere un valore.

L'unica soluzione possibile è dotarsi di un corretto pensiero critico (che non è di certo "Basta spegnere la tv o cambiare canale"... questo è semplicemente un non voler vedere una realtà e non assumersene la responsabilità, quando invece siamo tutt∂ parte del problema) ed educare le giovani generazioni a fare altrettanto... il rischio è far loro pensare di avere un'opinione che non conta e che la diversità corporale sia un difetto (perché solo un corpo perfetto porterà ad avere una relazione d'amore e quindi alla felicità).

Indubbiamente, da quando è stato scritto il libro, si sono fatti dei passi avanti... ma siamo anche passati dalle "ragazze decorazione" a quelle che parlano e vengono zittite o a quelle che parlano ma insultandosi tra di loro... i modelli a cui ispirarci sono davvero pochi.

 

 

 Uno dei luoghi dove il corpo delle donne è giudicato con severità sono le competizioni di bellezza.... passerelle dove esso deve rispondere a dei numeri ben precisi (90-60-90), a un colore della pelle ben preciso (bianco), a un'altezza conforme (1m70) e non avere difetti e particolarità di alcun genere. 

 Il film "IL CONCORSO" (2020, Philippa Lowthorpe) mette bene in luce queste caratteristiche riportando ciò che avvenne alla passerella di Miss Mondo del 1970.

 Sally Alexander, divorziata e con una figlia, fatica ad affrontare esami universitari mentre Miss Mondo 1969 è in Vietnam a far bella mostra di sé coi soldati. In cerca di risposte, decide di partecipare ad una conferenza tenuta da donne e incontra tre ragazze dallo spirito vandalico.

 Le giudica troppo esagerate, ma poi Sally si accorge di essere spesso zittita dai suoi compagni di corso e si ritrova a pensare, come loro, che Miss Mondo non sia uno spettacolo per famiglie (paragona il misurare le ragazze a ciò che solitamente accade ai mercati del bestiame), per cui non vuole che la figlia lo guardi per non crearle l'idea che basta essere belle per ottenere tutto ciò che si vuole. Così decide di aiutare il Movimento per la Liberazione delle Donne a boicottare la manifestazione, organizzando una protesta dentro e fuori il teatro.

 Si accorge però che molte delle candidate vedono quella passerella come l'opportunità per mostrare anche le minoranze e per guadagnare soldi per poter mantenere sé stesse e i loro figli, garantendosi così un futuro.

 Interpretato da Keira Knightley, Jessie Buckley, Gugu Mbatha-Raw, Keeley Hawes, Lesley Manville, Rhys Ifans e Greg Kinnear (nel ruolo di Bob Hope) "Il concorso" è rivoluzionario e divertente, e fa riflettere su cosa serve davvero nella vita per conquistare delle opportunità e sfruttarle al meglio.

 

il corpo elettrico

 

 Il corpo delle donne rimane comunque continuamente sotto osservazione.

 In una poesia, Walt Whitman lo definiva "elettrico", nel senso di pieno di energia, Nel suo libro, "IL CORPO ELETTRICO - IL DESIDERIO NEL FEMMINISMO CHE VERRÀ" (2020, Tlon) Jennifer Guerra lo chiama invece un terreno politico, uno spazio fisico dove possiamo giocarci la nostra rivoluzione. 

 Negli anni '70, Il Women's Liberation Movement trasformò in visibile la sfera privata: fra loro si parlava di mestruazioni, parto, salute mentale, fantasie sessuali, contraccezione, aborto. Si dava alle donne la possibilità di conoscere e curare il proprio corpo, perché ha un valore non solo fisico, ma anche ideologico

 Ma poi qualcosa è cambiato e abbiamo lasciato che il corpo femminile fosse argomento di conversazione di tutti, tranne che delle donne. Che hanno dunque iniziato a guardarsi sotto il filtro dello sguardo maschile, perdendo così un valore e un'identità; oggi il corpo è diventato solo ed unicamente un oggetto sessuale che ci rende insicure e in continua competizione, convinte che dalla bellezza del nostro fisico dipenda la bellezza della nostra vita. 

 È tempo dunque di restituire visibilità al corpo, raccontandolo con sincerità: Ogni corpo è diverso ed è nella diversità che risiede la nostra forza. [-] Dobbiamo liberare il nostro potenziale di amiche, sorelle e alleate, riconoscere che siamo tutte soggette alle stesse forze e alle stesse difficoltà. 

 Il corpo non è un argomento semplice da trattare, ma Jennifer Guerra lo fa con molte competenza e attenzione, scegliendo con cura le parole con cui esprime i concetti, nonché i temi da affrontare (come l'educazione delle bambine, le mestruazioni, il femminicidio), perché siano efficaci.

Non si tratta infatti di riprendersi il proprio corpo non avendo cura di sé (l'esempio è quello che fa più una femminista depilata ad un corteo che una che si fotografa non depilata), ma di autodeterminarsi secondo le proprie logiche e il proprio desiderio. 

Donne cis e trans devono riprendere possesso di sé e parlarne, liberamente, senza pregiudizi e liberandosi dai condizionamenti pregressi: solo così si creeranno corpi consapevoli e più elettrici che mai.

 

 

 

 

Coinquilin* di mentecorpo: