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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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 Il primo significato della parola "computer" (apparsa su un annuncio del "New York Times" nel 1892) era "una donna che computa".

 Il lavoro, offerto dall'United States Naval Observatory, consisteva nel calcolare a mano le posizioni della luna, delle stelle e di altri pianeti, e solo le donne potevano farlo perché era noioso, sottopagato e si poteva svolgere anche da casa.

 Nessuno lo sapeva, ma quelle donne computer hanno contribuito alla nascita della tecnologia informatica e di internet e Claire L. Evans ce le racconta.

 Alcune di queste pioniere sono:

 - Ada Byron incoraggiata a studiare matematica perché non diventasse una poetessa pazza come il padre (Lord Byron vi ricorda qualcuno??), scrive le note tecniche di una macchina analitica

 - Grace Hopper lavora alla IBM su un rudimentale computer alto due metri e mezzo e del peso di cinque tonnellate, che va a vapore e risolve problemi balistici militari

 - Betty Holberton inserisce nella programmazione anche le lettere (oltre a numeri e simboli) e insegna alla macchina come leggere i programmi e valutare i dati statistici senza il controllo umano

 - Patricia Crowther speleologa, è la prima a pensare ad un programma in cui ci si possa muovere come all'interno delle caverne, creando così il primo videogioco di avventura

 - Pam Hardt-English pensa che le informazioni possano essere passate da un computer all'altro

 - Jude Milhon lascia un computer in un negozio di dischi, a disposizione del pubblico, che inizia a scrivere commenti, creando così la prima community

 - Wendy Hall crea i link per collegare documenti di varia natura in uno stesso file...

Queste e molte altre donne si occupano di tradurre il linguaggio in simboli informatici (esisteva l'unità di misura "girl" addirittura: 1kgirl = 1000h di calcolo) mentre altre lavorano attorno alle macchine (portando anche conoscenze ingegneristiche e intellettuali, non solo manualità): Per qualche secolo, gli hardware furono gruppi di donne che lavoravano in alveari o "harem": macchine biologiche in grado di compiere calcoli prodigiosi che andavano oltre le capacità mentali di un singolo individuo, calcoli che catalogarono il cosmo, mapparono le stelle, misurarono il mondo e costruirono la bomba atomica. 

Il loro lavoro, però, non è mai stato riconosciuto: ad apparire in pubblico erano quasi sempre uomini che ripetevano ciò che è stato loro raccontato, fingendo di aver avuto un'intuizione e nascondendo che essa era il frutto di molte ore di lavoro e di sacrifici compiuti dalle donne del loro team... pochi sono gli uomini che le hanno valorizzate e riconosciute come artefici del successo. Come i computer su cui lavorano, erano giudicate troppo rumorose e costose e innovative.

Questo libro rende loro giustizia raccontandone le storie e insegnandoci anche molto sullo sviluppo dell'informatica e di internet.

Coinquilin* di paroleparole: