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La Collina

 

Come si svolgono le giornate in una comunità per tossicodipendenti?

Valentina è nata lì, mentre i suoi genitori, Ivan e Barbara, cercavano di curarsi. Dopo qualche anno sono andati via, ma fuori la vita era difficile, così ora sono di nuovo davanti al cancello de La Collina, aspettando il tempo sufficiente per far capire a Riccardo, l'uomo che l'ha creata e ne è il supervisore, che sono abbastanza motivati per rimanere, stavolta.

Quando si aprono le porte, è come se quel luogo si mostrasse per loro con tre volti diversi:

- ne La Collina, Valentina vede gli amici, la spensieratezza, la festa... un posto (completo di piscina, chiesa, ippodromo, ospedale, asilo, campo da calcio, laboratori artigianali, campi coltivati...) che aiuta le persone (presentate sempre con nome e cognome, data e luogo di nascita, capelli, occhi, altezza, segni particolari, cittadinanza) a stare meglio solo grazie alla propria volontà e che insegna loro un mestiere per sopravvivere, poi, nel mondo (La Collina - scrive un giornalista - è un lampo di speranza in questo buio desolato e desolante che sono gli anni Ottanta)

- ne La Collina, Barbara vede persone che vengono torturate se non seguono il regolamento (niente sesso se non si è coniugati, né musica né niente da scrivere e da leggere) e/o tentano di scappare... un posto che può diventare una vera e propria gabbia

- ne La Collina, Ivan vede un Riccardo che comanda e corrompe, facendosi rispettare e ammirare in tutti gli ambienti che frequenta (compresa la tv, la polizia e le scommesse clandestine)... un posto che può arricchirlo e  fargli dare un futuro a sua figlia, se ubbidisce e tace.

Fino al punto in cui, per una serie di circostanze, le visioni della famiglia Carrau iniziano a intrecciarsi e contaminarsi, mostrando il vero volto de La Collina. 

Andrea Delogu e Andrea Cedrola firmano un romanzo-verità: lei è cresciuta davvero in una comunità... lei è Valentina. È colei che assiste all'intrecciarsi delle storie, alle persone che arrivano, a quelle che se ne vanno, a quelle che restano. Osservandoli, capisce la difficoltà per i tossici nel riprendersi la propria vita, ma anche che non sempre chi ti vuole aiutare è capace davvero di farlo. E descrive i suoi pensieri con estreme semplicità e chiarezza.

Il libro è ispirato alla comunità di San Patrignano e alla vicenda di Vincenzo Muccioli, di cui Walter Delogu era autista e braccio destro.

Coinquilin* di paroleparole: