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manuale per ragazze rivoluzionarie

 

 Se volete davvero capire cos'è il femminismo, leggetela.

 Giulia Blasi l'ho "conosciuta" su Twitter e da allora ho sempre seguito la sua carriera: riviste, newsletter, conferenze e libri. Scrive in modo intelligente e ironico, con riferimenti a me molto familiari (abbiamo la stessa età e vissuto esperienze simili), esempi dalla cronaca e dalla storia, dati statistici, nomi e cognomi. Con lei prendo appunti, sottolineo, mi segno i consigli, rifletto e mi spingo oltre le mie convinzioni. 

"MANUALE PER RAGAZZE RIVOLUZIONARIE" (2018, BUR Rizzoli) è un libro forte e potente, che apre gli occhi a tutt∂ su qualsiasi dubbio abbiamo sull'argomento e ci dà soluzioni pratiche, con cui destreggiarci in tutte le situazioni per poter essere femministe consapevoli e attiviste. 

 Siamo cresciut∂ nel patriarcato, dove maschi bianchi borghesi (e donne e istituzioni che lo accettano perché "così va il mondo") trovano normale dirti che devi adeguarti a certi comportamenti e spiegarti come devi vivere.

 Questo riduce le donne a una fotocopia le une delle altre: occupate a raggiungere un ideale di bellezza per ottenere sguardi e approvazione (per essere viste), grate all'uomo che le ha scelte (nel lavoro come nell'amore), impegnate a odiarsi tra loro per primeggiare (ed è "giusto" che sia così perché, quando lo fanno, non si preoccupano più di lottare contro il patriarcato) e a odiare se stesse se non riescono ad adeguarsi a questo schema.

 Il femminismo invece invece si domanda perché. Perché devi stare zitta. Perché guadagni poco. Perché sei accusata di lamentarti sempre e/o prendertela per delle piccolezze. Perché la tua vita sessuale e gli abiti che indossi e se e come ti trucchi e il tuo peso e la tua età e i tuoi peli e chi vuoi amare siano oggetto di giudizio. Perché è sempre colpa tua. Perché vieni punita (con battutine e/o prese in giro e/o botte e/o uccisa) se non ti adegui al patriarcato.

La questione è, come scrive Giulia Blasi, che il femminismo non si siede al tavolo col patriarcato: il femminismo lo rovescia il tavolo. 

E ci spiega che è una parità nella diversità e che possono essere femministi anche gli uomini e chi non si riconosce nell'identità binaria di genere. Per esserlo basta la convinzione che ognun∂ ha il diritto di vivere la propria vita e che bisogna battersi per se stess∂ e per gli altri anche se ti diranno che non hai le competenze e/o la capacità.

 

rivoluzione z

 

 Dopo la pubblicazione del libro precedente, Giulia Blasi legge i commenti e i dubbi e decide di crearne una versione adatta al pubblico adolescente. 

 Si parla dunque ancora di patriarcato per spiegare come le ragazze dovrebbero proteggersi tra loro e non giudicarsi e di come dovrebbero difendere la propria diversità e quella altrui, senza sminuirla né deriderla mai, trattando il proprio corpo come meglio credono (Il corpo di una donna appartiene solo a lei: solo lei può decidere cosa farci in ogni minuto, in ogni secondo della sua vita)

 In "RIVOLUZIONE Z - DIVENTARE ADULTI MIGLIORI CON IL FEMMINISMO" (2020, Rizzoli) Giulia Blasi parla loro a tu per tu definendo subito i suoi obiettivi: Ho solo due priorità: che tu sia felice senza che la tua felicità si realizzi al prezzo della sofferenza di qualcun altro, e che tu non abbia paura di usare la tua voce per difendere i tuoi diritti e quelli altrui. [-] Non dobbiamo incazzarci meno: dobbiamo incazzarci MEGLIO. E anche per chi non può farlo. 

 Ha fiducia nella Generazione Z a cui chiede di comprendere i Boomer e quelli della Generazione X (specie se sono i loro genitori), che difficilmente provano empatia per ciò che è nuovo, che va invece incoraggiato perché tutti possano inventarsi e reinventarsi come vogliono.  

 Porta esempi concreti e riferimenti per smantellare tutte le convinzioni sbagliate inculcate ed ereditate dalle generazioni precedenti, spingendo le Z a sperimentare, imparando i limiti in base alle sensazioni di agio e di disagio, senza mai invadere il confine altrui.

 Devono diventare una comunità unita, che chiede un'educazione più consona e possibilità di esprimersi artisticamente, per sviluppare un pensiero critico efficace. L'obiettivo non è ottenere potere, ma creare soluzioni condivise. 

 

 

 Stessa autrice, argomento diverso, o quasi.

 Inizio a leggere "BRUTTA - STORIA DI UN CORPO COME TANTI" (2021, Rizzoli) e... sbam!!! Eccomi di nuovo descritta in quelle parole. Leggere lei è come leggere non solo i miei pensieri e la mia ironia, ma la mia vita... potrei scriverle io quelle frasi e userei gli stessi riferimenti.

 E anche se racconta di un "corpo come tanti" che ha un aspetto diverso dal mio, scopro che siamo state soggette anche alle stesse discriminazioni (quindi non è un problema di corpo, evidentemente)

 Se sei una donna non ti puoi mai dimenticare di averlo, un corpo. Puoi al massimo prendere delle decisioni su come e quanto mostrarlo, e le prenderai, con maggiore o minore successo, e puoi essere sicura che non saranno mai soddisfatti, come puoi essere sicura che tutti vorranno avere un'opinione in merito. 

 Giulia Blasi è una donna che, come facciamo noi, guarda il proprio corpo, a pezzi, leggendolo con gli occhi di coloro che l'hanno giudicato e l'hanno fatta sentire brutta (troppo magra, troppo alta, con gli occhiali), perciò inadeguata a vivere. Il momento in cui diventi donna davvero è il momento in cui capisci se sei figa e, se sì, quanto. 

 Ecco che allora inizi a preoccuparti delle mestruazioni, del sesso (che non è più qualcosa di pericoloso, sbagliato e indecente, ma qualcosa che ti potrebbe far divertire molto), della faccia e della forma che hai (Tu che frutto sei?). Scopri, in pratica, che tra cibo e pancia ci passa di mezzo il giudizio, per cui inizi a nascondere ogni parte di te, con tutto ciò che hai a disposizione: Nemmeno l'età è riuscita a farmi smettere [--] Ogni giorno mi viene ricordato che quei rotolini sono indesiderati e indesiderabili [--] Ogni giorno mi sveglio e mi ricordo che potrei migliorare: non come essere umano, non come scrittrice, come attivista, come sorella, compagna, figlia, zia, no: come donna che non fa abbastanza per essere in forma.

A proposito di attivismo: in questo libro ci sono due capitoli, dal titolo "Qualcuna era femminista" e "L'antica leggenda della Complessata" che sono due capolavori di maestria letteraria. Femminismo e catcalling sono descritti in modo chiaro, totale...definitivo.

Coinquilin* di paroleparole: