Al fine di fornire la migliore esperienza online questo sito utilizza i cookies.

Utilizzando questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

Newsletter !!!

 

Non considero i miei lettori followers o fans.... solo amici che conosco o non ho ancora conosciuto.

La newsletter ci permetterà di farci due chiacchiere tranquille

E in più, solo per te... 

 

 

Come invecchiare e prenderla bene

 

In esclusiva per te

 

Un viaggio sulla DeLorean

Un esercizio antistress

 

 

 

 

 

PER LEGGERLA ↓

Click qui per iscriverti

 

 

 

 

 

0
0
0
s2sdefault

the help

 

 Com'era la vita delle domestiche nere nel Mississippi degli anni Sessanta?

 Quasi in ogni casa, a Jackson, lavora una di loro: Io mi prendo cura dei bambini bianchi, è questo che faccio, e poi cucino e faccio le pulizie. So farli addormentare e smettere di piangere e so farli andare di corpo prima ancora che la loro mamma scenda dal letto al mattino. 

 Aibileen è talmente brava che la piccola Mae Mobley si affida a lei totalmente, più che alla madre. Elizabeth Leefolt infatti è una donna giovane e molto egoista, preoccupata sempre delle apparenze, e non ha tempo per prendere in braccio la figlia.

 La sua più cara amica è Hilly Holbrook, convinta che le domestiche debbano avere servizi igienici propri all'esterno della casa in quanto portatrici di malattie. E siccome Hilly è molto rispettata in città, ciò che lei dice diventa "legge" per cui le altre donne bianche di Jackson si affrettano a costruirli e a rifiutare un lavoro alla sua domestica cacciata via da casa da lei usando la parola "ladra" (in realtà Minny ha solo osato dirle che non era giusto trasferisse la madre all'ospizio) e ad allontanare dagli eventi pubblici Celia Foote (che ha l'unica colpa di aver sposato l'ex fidanzato di Hilly).

 Con loro, al tavolo del bridge, c'è Eugenia "Sketeer" Phelan, che non fa troppo caso al suo aspetto e vuole fare la giornalista e vivere da sola a New York. Tutto quello che riesce a trovare che non sia un lavoro da "segretaria di bella presenza" è una rubrica di consigli per casalinghe (che Elizabeth e Hilly definiscono una specie di bibbia per le bianche pezzenti della periferia sud di Jackson, senza domestica). Non essendo un'esperta, chiede aiuto ad Aibileen.

 Parlando con la domestica però Sketeer si rende conto che le sue amiche hanno un atteggiamento poco rispettoso nei confronti delle donne che quotidianamente le aiutano e vorrebbe cambiare le cose.  Anche se sa che, facendolo, perderà le amiche, che non accetteranno il suo non adeguarsi alle regole e la emargineranno come già fanno con Celia.

 A motivarla invece è una redattrice della Harper & Row che le promette di pubblicare le sue idee su cosa le dà particolarmente fastidio, soprattutto se non dà altrettanto fastidio agli altri. Sketeer decide così di raccogliere le storie delle domestiche.... e quella pubblicazione diventerà un libro.

 In ogni pagina di "The help" ci sono riferimenti, più o meno velati, a sfruttamento e razzismo: atteggiamenti e modi di fare che le bianche quasi non notano, tanto per loro sono abituali, mentre per le nere pesano come macigni.

 Da piccole le bianche sono affezionate a quelle donne che si occupano di loro in ogni momento... crescendo dimenticano l'affetto e lo trasformano in disprezzo.

 Le domestiche di solito non si ribellano per paura di perdere il lavoro e di essere picchiate dai mariti e di non poter garantire un futuro ai figli. Ma stavolta hanno deciso di parlare, pur prendendo delle precauzioni perché la signora bianca non dimentica mai... e non ha pace finché non ti vede morta. 

Dal romanzo di Kathryn Stockett (2009, Mondadori) è stato tratto il film "The help" (2011, Tale Taylor) con Viola Davis ("Le regole del delitto perfetto""Ma Rainey's Black Bottom"), Emma Stone, Octavia Spencer, Bryce Dallas Howard, Allison Janney ("Masters of sex""Tonya") e Jessica Chastain.

Ma io ti consiglio di leggere il libro... Kathryn Stockett scrive parole semplici ma profonde e leggere certe verità ti colpisce di più che sentirle pronunciare, dandoti il tempo di pensarci e di farti domande. 

 

il buio oltre la siepe

 

 

 Uno dei libri che Aibileen chiede a Sketeer di prenderle alla biblioteca (lei non può perché le persone di colore non possono entrarvi) è "IL BUIO OLTRE LA SIEPE" scritto nel 1960 da Harper Lee (diventato anche un film di successo con Gregory Peck).

 Ambientato nell'Alabama del Sud, il romanzo è narrato in prima persona da Scout, la figlia minore dell'avvocato Atticus Finch, vedovo (c'è una governante di colore che lo aiuta nella crescita dei figli). Mentre lei e il fratello Jem sono impegnati a cercare di vedere il misterioso Boo Radley (che vive al di là della siepe, appunto e che non esce mai di casa), il padre deve affrontare un processo molto difficile.

 Ha deciso infatti di essere l'avvocato difensore di Tom Robinson, un uomo di colore accusato di aver violentato una ragazzina. E, per questo, in città da cittadino rispettato ora è diventato "negrofilo" ed è soggetto a minacce.

 Questo non spaventa Atticus, ma ne deve una spiegazione a Scout, che ha pure fatto a botte per difenderlo: Hanno il diritto di far rispettare la loro opinione, ma prima di vivere con gli altri bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza. [-] La gente ignorante, i bianchi poveri, usano questo termine quando credono che una persona consideri i negri più di quanto non consideri loro. É entrato pian piano nell'uso corrente per il bisogno di una parola  volgare, brutta, da appiccicare a gente come noi come un'etichetta per offenderla. La parolaccia dimostra soltanto quanto sia meschina la persona che te la dice: a te non può fare alcun male. 

Quanto poi alle condizioni di vita delle persone di colore, sono ancora peggiori di quelle già difficili raccontate in "The help": molte non sanno leggere (a Messa cantano ripetendo a memoria) e sono sempre considerate dalla parte del torto e da eliminare, perché corrompono i bianchi. C'è qualcosa nel nostro mondo che fa perder la testa alla gente - non riescono a esser giusti neanche quando lo vogliono. E nei nostri tribunali, quando contro la parola di un bianco c'è soltanto quella di un nero, è sempre il bianco che vince. Sarà brutto, ma la vita è fatta così.

I ragazzini cominciano quindi a capire perché Boo non voglia uscire: forse è spaventato dal mondo, dalla differenza di classi sociali, dai pregiudizi e da chi non esita a usare la violenza contro i neri e gli ebrei. E che il vero nemico non è lui.

Se hai il coraggio di guardare dentro il buio, smetti di avere paura e puoi vedere la vita da tutt'altro punto di vista.

 

Coinquilin* di paroleparole: