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il mostruoso femminile

 Esiste davvero la paura delle donne?

 In "Il mostruoso femminile" (2019, Ed. Tlon), Jude Ellison Sady Doyle ne è decisamente convinta: il patriarcato le teme così tanto che le rappresenta sempre come mostri.

 Nei miti e leggende, nelle storie, nei racconti, nel cinema, nella medicina, nella psicologia, nella filosofia: anche a noi è capitato di aver letto o visto almeno una delle opere citate nel libro, il che significa che il messaggio trasmessovi ha influenzato il nostro modo di considerare le donne (anche se siamo noi stesse donne).

 Queste figure, di una bellezza letale o di una bruttezza intollerabile, rappresentano tutto ciò che gli uomini trovano minaccioso nelle donne: bellezza, intelligenza, rabbia e ambizione [-] Il terrore delle donne è forse la più importante verità dietro la misoginia. Del resto una gabbia ha due scopi. Il primo è di confinare, tenere in trappola, impedirci di fare incursioni nel loro territorio e di impadronirci di ciò che se sei maschio è più facile ottenere: il lavoro, i soldi e il rispetto. Ma il secondo scopo di una gabbia, il più interessante, è quello di proteggere il mondo circostante da ciò che è rinchiuso dentro: la gabbia esiste per evitare che le donne ne escano fuori. 

 La gabbia è fatta di tutte quelle frasi e quelle convinzioni che circolano da centinaia di anni. Qualche esempio? Il sangue mestruale fa morire gli uomini di consunzione, guasta il cibo e fa appassire i fiori. La sessualità femminile è così libera che fa paura persino al Diavolo. Il feto femmina rovina il corpo della madre.

 Nel libro sono identificate le tre fasi di vita di una donna e numerosi esempi delle sue rappresentazioni mostruose. 

 1 - Figlie. L'adolescenza femminile è un periodo di estrema ribellione, in cui si pensa che una donna sia libera di fare ciò che vuole, dato che sta decidendo del suo futuro, e l'arrivo del ciclo mestruale non fa che esaltare questa rabbia, scaturita dal fatto che le figlie sono spesso sgridate e/o zittite.

 Ecco perciò che la pubertà attira i poltergeist (esplosioni di rabbia che distruggono gli oggetti senza toccarli)... tipo "L'esorcista", per intenderci, che portò molti genitori a voler esorcizzare le figlie che avevano comportamenti non conformi o malattie tipo l'epilessia o traumi da abusi sessuali (Fino a quando andremo a caccia di demoni sovrannaturali anziché di violentatori in carne e ossa continueremo a vedere nella donna l'azione di Satana e non il suo dolore)... o "Dracula", con una ragazza con tre pretendenti che diventa preda di un vampiro per essere una libertina nella Londra di fine '800 e poi essa stessa è si trasforma in un vampiro... o "Giovani streghe", con le protagoniste dotate di poteri magici che decidono di vendicarsi su una società che le deride per il loro aspetto fisico o per il loro affetto o per le loro capacità e, soprattutto, per le loro stranezze. 

Jude Ellison Sady Doyle pensa anche però alle adolescenti dei film horror ("Scream", "Psyco", "The mutilate", "Twin peaks"): belle e destinate a morte certa in modalità con una forte connotazione sessuale oppure normali e destinate a sopravvivere (perché non eccitano nemmeno il killer assatanato?). Erano film destinati ai maschi e invece furono le femmine ad affollare le sale, curiose di scoprire come si sopravvive alla violenza verbale e fisica quotidiana.

2 - Mogli. La donna sposa un uomo e diventa parte di esso... completamente succube, come ne fosse una parte fisica (la costola di Adamo...giusto?). Ma se una donna vuole un lavoro indipendente e una relazione extraconiugale (è alto tradimento, non scappatella - come invece viene chiamata quando ad averla è un uomo), che accade?

Accade come in "Specie mortale", "Rebecca la prima moglie", "L'amore bugiardo": tutte donne che diventano vendicative e terribili, cattivi esempi per la società.

3 - Madri. Partorire è un'esperienza che ha del sovrannaturale: Il parto non è soltanto mostruoso, nella nostra galleria di miti non lo possiamo porre al fianco della sposa serpente e della teenager posseduta perché è la ragione stessa di tutti gli altri miti, la fonte della loro mostruosità. [-] Assistere alla gravidanza e al parto vuol dire osservare senza alcun filtro il potere che una donna esercita sulla vita e sulla morte - un potere che gli uomini non possono sottrarle. 

Più grande è il potere, più mostruosa diventa la donna: "Godzilla" è più pericoloso quando partorisce... lo stesso in "Jurassic Park". E la prole è deviata se la madre è deviata: "Elephant man", "Psyco", "Venerdi 13", "Carrie lo sguardo di Satana"... nessun∂, guardandoli, si domanda mai il ruolo del padre o cosa sia successo a quelle donne per diventare così crudeli.

L'unico modo per non generare mostri è essere una mamma: docile e sottomessa, che pensa sempre a marito e figli e mai a se stessa e, quando osa uscire da questa strada asfaltatale dal patriarcato, non le restano che immensi sensi di colpa.

"Il mostruoso femminile" ti fa chiedere quanto i tuoi pensieri siano i tuoi e quanto ti siano stati in qualche modo inculcati da ciò che hai visto e letto. Ti fa fare domande sulla tua vita. La scrittura è scorrevole ma i concetti hanno bisogno di molte letture per essere compresi... e io ve le consiglio tutte.

 

Coinquilin* di paroleparole: