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Come invecchiare e prenderla bene

 

In esclusiva per te

 

Un viaggio sulla DeLorean

Un esercizio antistress

 

 

 

 

 

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    Mentre ero ubriaca al tavolo del locale, unica avventrice -
la testa che cascava sul piano
di fianco al boccale -
la poesia era lì che mi scrutava con
un misto di pena e affetto.

A me sembrava di vederla chiara,
poi confusa, poi chiara; il cervello non mi
funzionava bene. Eppure c’era qualcosa da
qualche parte che valeva la pena d’appuntare.
“Scrivimi”, diceva lei.
Era molto bella, la meglio agghindata e
fascinosa entità che avessi mai visto: vecchi colori,
parlata calda, lo spunto intelligente
che ti fa cascare infatuato.
Sentivo di poter sfogliarle pagine senza
trovare mai noia per un’intera vita.
“Ti sto facendo il favore di proporti di scrivermi” -
insisteva - “non dovresti trascurarmi, non sono solita
trattenermi davanti a chiunque”.
Pigra mediocre ebbra mi sentivo una larva lusingata.
Era così tardi che il locale deserto non contava più nemmeno
il birraio. Sola. Chiusa con sgabelli
capovolti sui tavoli, odore di legno, idee confuse.
“Sposami”, formulai provocando con parlantina impastata.
Senza lucidità, non ponderavo rischi.
“Non sono il tipo che fa il bucato e ti spazza casa”
mi sentii dichiarare, e subito decisi di poter
soprassedere.
“Non potrai mai contare su di me, sono immateriale,
vado e vengo, non amo il possesso né la costrizione”
……attese…..
“ma ti offrirò certe sere che nemmeno il fuoco sa scaldar meglio”.
Si dà il caso che avessi proprio voglia di ignoto e passione.
Stringemmo il patto.
“Bene” disse subito “sei mia, cominciamo:
per iniziare è necessario che ti faccia giusto
un po’ di vuoto attorno”.

...


La poesia un po' te la sposi. E ti farà soffrire. L'amalgama prevede che una parte di poesia tu l'abbia dentro - così, gettata a spaglio dalla fatalità, senza meriti - e che qualcuno in qualche momento te la attivi all'improvviso dandole forma solida e tangibile, al punto di farti dire semplicemente "ah..." quando la comprendi; la chiameremo persona innesco.
Potresti avere poesia ma non trovare mai un innesco, oppure trovare un innnesco ma non avere poesia. Gioco di equilibrismo esistenziale.
E qualora tutto avessi, comincia a rincorrerla.
Non sarà mai dove la vuoi, non comparirà a comando ma ti comanderà: non esce poesia sotto sforzo, e non puoi trattenerla se decide d'uscire. Fatica e frustrazione tali da chiederti di questo affannarsi....perché ?
Perché qualche volta arriverà un verso, tuo o di altri, in pieno giorno o in una notte profonda che ti compenetrerà e sarà come se per un attimo potessi vedere tutto quello che esiste, che è esistito prima, che esisterà. Tutti i tempi, tutti i luoghi, tutti i volti, tutti i modi.
Un poeta vende se stesso per pochi attimi; disadattato rassegnato disarmato. Confortato.


"...
se è tua
questa che è più di un dolore
gioia di continuare sola
nel limpido deserto dei tuoi monti

ora accetti
d'esser poeta"

(Antonia Pozzi)


D'altra parte chi non si sente poeta, non dimentichi di abusare della fortuna di leggersi quella degli altri a cuor leggero, gustando al contempo una vita equilibrata e ricca di sana socialità !

 

Monica Santi

 

 

MONOLOGUE FOR TWO ABOUT POETRY WITH WEDDING PROPOSAL


While I was drunk at the pub table, the only visitor
The head falling down on the shelf
Near the pint –
Poetry was there looking at me
With a mix between sorrow and love.
I thought I saw her bright,
Then hazy, then bright
My brain didn’t work very well.
And yet there was something, somewhere
That was worth writing down
“Write me”, she said.
It was very beautiful
The best dressed up and charming entity I’d ever seen
Old colours, warm speech,
The intelligent inspiration that makes you fall infatuated.
I felt I could browse the pages for her
Without ever finding boredom for a lifetime.
“I’m doing you the favor of proposing to write me”
She insisted “You shouldn’t neglected me
I don’t usually hold back in front of anyone”
Lazy, mediocre, inebriated
I felt like a flattered larva.
It was so late than the desert pub doesn’t count
Even the brewer. Alone. Closed with
Stools upside down on the tables,
Smell of wood, confused ideas.
“Marry me”, I expressed, provoking with mix gab.
Without lucidity, I wasn’t thinking about risks
“I’m not the one who wash and sweep”
I heard myself saying, and immediately I decided to move on
“You will never count on me, I’m immaterial
I come and I go, I don’t love possess nor constriction”
…she waited…
“But I will offer you some evenings not even fire can better heat”
I just happen to have a craving for the unknown and passion
We made the pact
“Well” she said “You’re mine, let’s do it:
To start you need to make
A little emptiness around”

You are almost marrying the poetry. And it will make you suffer. The mix foresees that you’ve already have a piece of poetry in yourself – threw by fate, without, worth – and that someone, in a moment, actives it for you giving it a solid and tangible shape, to the point making you say a simple “ah…” when you understand it; we call it “the trigger person”.
You could have poetry but never find a trigger, or find a trigger without having poetry. Game of existential balancing.
And whenever you had everything, you’ll start to chase it.
It will never be where you want, it will not appear to command but it’ll command you: no poetry comes out under effort and you can’t hold it if it decides to come out. Effort and frustration such as asking yourself about that running around…why?
Because sometimes a verse will arrive, yours or somebody else’s, in broad daylight or in a deep night, that will permeate you ad it will be as in a moment you could see what exist, what existed before, what will exist. All of the times, all of the places, all of the faces, all of the ways.
A poet sell himself for a few moments; resigned, maladjusted, unarmed. Comforted.

“…
If is it yours
This is more than a pain
Joy to continue alone
In the bright desert of your mountains

Now you accept
To be a poet”

(Antonia Pozzi)

On the other hand, to who doesn’t feel being a poet: don’t forget to abuse the good fortune to read other’s to the light heart, enjoying meanwhile a balanced and rich of good sociality life!

Monica Santi

 

 

Coinquilin* di paroleparole: