Al fine di fornire la migliore esperienza online questo sito utilizza i cookies.

Utilizzando questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

Newsletter !!!

 

Non considero i miei lettori followers o fans.... solo amici che conosco o non ho ancora conosciuto.

La newsletter ci permetterà di farci due chiacchiere tranquille

E in più, solo per te... 

 

 

 

 

Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

PER LEGGERLA ↓

Click qui per iscriverti

 

 

 

 

 

0
0
0
s2sdefault

 Simpatia e bravura in cucina: così descriviamo lo chef di Medicina (Bo) diventato famoso grazie a MASTERCHEF.

Una passione nata guardando la nonna, che cucinava le lasagne, la conserva di pomodoro, il pane, il galletto alla cacciatora, la salsiccia matta e ogni genere di ricetta: Mia nonna era l'unica che aveva intuito fin dal principio qual era il mio destino. I genitori lo fanno iscrivere alla scuola per geometri, ma dopo un mese si iscrive all'alberghiero e, ottenuto il diploma, va a fare esperienza sulla riviera, in un locale storico di Milano Marittima, che si dimostrò all'altezza della terribile nomea, un vero inferno: si sgobbava come muli in turni massacranti. Ma avevo voglia di imparare ed ero come una spugna, pronto ad assorbire quanto più potevo. Per fortuna la mia famiglia mi aveva insegnato a non aver paura di rimboccarmi le maniche e sporcarmi le mani: se lo avessi scartato a priori come fecero tanti miei compagni avrei perso una delle più grandi occasioni della mia vita.

Infatti lì incontra uno chef che lo invita a lavorare sulle navi specializzate in crociere di lusso: Bruno accetta subito. Il suo primo incarico è già di livello: terzo cuoco di brigata, ma è giovane e quindi poco considerato dai colleghi, ma non si arrende e dalle 4.30 alle 22 s'impegna con pochissime pause nel suo compito.

Quando torna si sente quindi pronto a lavorare nei ristoranti e per primo si affida al Trigabolo di Argenta: 15 anni di sperimentazione pura. Poi si sposta, ottenendo sempre riconoscimenti (7 stelle Michelin) e pubblicando libri (in particolare sulle polpette). Il suo sogno è quello di preparare una lasagna gigantesca, con tanti ragù e besciamella, da poter far felici i bambini africani, ma andrebbe bene anche fare un programma con Fiorello o recitare in un film con Johnny Depp (Abbiamo anche gli stessi occhiali!). Va ad aprire un ristorante a Londra, portandosi le sfogline, e continua a fare esperimenti sui sapori: Sono convinto che i piatti diventano grandi piatti quando sanno giocare con l'arte del richiamo e del contrasto, quando presentano ingredienti che sembrano nati per stare insieme (uova e zucchero, aglio e prezzemolo) o fanno scoprire assonanze sorprendenti (cumino e albicocca, cioccolato bianco e cardamomo) [-] La mia cucina è un'esplosione di colori, odori, forme, sapori forti e concentrati ma al contempo molto nitidi tra di loro.

E poi c'è il suo condimento segreto, l'ironia, che gli fa pronunciare e scrivere frasi come: Ci sparavamo di nascosto le granite [-] Mio nonno ne raccoglieva a manetta di spugnole: stanno da Dio con gli asparagi [-] Gianfranco Vissani ha uno stile davvero micidiale [-] Fare televisione non è facile. È un meccanismo che funziona un po' come una lavatrice: ti gettano dentro, schiacciano un bottone, ti centrifugano e il giorno che decidono che sei diventato un maglioncino infeltrito, impiegano esattamente 30" a scaricarti nella spazzatura.

Che vi dicevo??? Irresistibile ai fornelli e nella vita!!!

Nel 2015, Bruno Barbieri "prende a prestito" il mercato della sua città, Bologna, per aiutarci a fare correttamente la spesa e ad abbinare le materie prime, trascrivendo tutto nel libro "Cerco sapori in Piazza Grande".

Ci sono suggerimenti generali, ma ovviamente c'è anche ciò che più noi desideriamo leggere dal popolare chef: le sue ricette. Io ho scelto: Cocotte di porcini con stracciatella al latte in gratin, tartufo e coppa cotta (...dubito che riuscirò a trovare il tartufo, però), Zuppa di porri con crema acida e noci di salmone abbrustolite, Patrizia la parmigiana la fa così (con pesce spada e pomodorini secchi sottolio), Cocotte di tarassaco e polenta con lardo e stracchino (secondo me è buona anche senza tarassaco), Budino di fragole e yogurt con albicocche marinate alla menta e aceto balsamico (siccome è un dolce complesso, lo cucinerò per cena una sera di primavera), Croccantini di limone (sono rondelle di biscotto con un ripieno zuccheroso e una bagna al sambuca), Frullato di melone al Porto e salvia con hamburger freddo di culatello.


E poi ci sono le sue espressioni tipiche, che anche quando le vedi scritte ti sembra di sentirle pronunciare col suo accento. Tipo: Il carciofo con aglio e menta è fenomenale; Il crescione di fonte con il midollo è la morte sua; Provate la scarola ripassata in padella con aglio e olive e messa sulla pizza è una bomba!; I calamari amano l'aglio in una maniera sviscerata; I calamari ripieni sono spaziali; La portulaca mi piace adoperarla con il pesce, ma, a dire la verità, anche con la carne mi fa impazzire; La faraona sta un gran bene con ingredienti acidi; In Italia le varietà di manzo sono tante, tutte strepitose; La vaniglia con il rabarbaro va davvero a nozze; Vi consiglio l'orzotto con le lumachine di mare: di una bontà esagerata; A me gli arancini piacciono molto ripieni di code alla vaccinara, ma va bene quello che passa il convento.

Insomma, Bruno Barbieri è non solo bravo e creativo, ma anche simpatico!!! Tanto orgoglio per Piazza Grande!!

 

 

Evitare gli sprechi è diventato un must: il pianeta ha urgentemente bisogno di un aiuto da parte nostra per non essere sovraccaricato, per cui è importante che, in cucina, utilizziamo le materie prime in toto e che ricicliamo gli avanzi.

Nel libro "Domani sarà più buono" ad aiutarci è Bruno Barbieri, chef celebre e rispettato, con le sue 7 stelle Michelin, ma che è cresciuto in un ambiente contadino, per cui avvezzo a consumare ogni tipo di cibo e a ritrasformarlo con fantasia (c'è una lunga premessa che racconta le sue esperienze). Non c'è nemmeno bisogno di un'eccesso di precisione: lo chef presenta le varie fasi della preparazione separatamente per riunirle alla fine in un'unica ricetta, coi consigli per il giorno dopo, quindi potete abbondarne e poi riciclare, scoprendo così appieno il tema del libro.

La suddivisione è quella classica: Antipasti (fonduta di formaggio, intingoli, hamburger, spiedini, tartare, bonbon e frittelle di pesce, stufato oppure oliocottura di verdure, insalata di mare, grissini, raviola di pasta fritta, crescenta ed erbazzone e piadine e tigelle - che non possono mancare in un antipasto emiliano), Zuppe e paste (brodi, ragù di mare, pasta ripiena, gnocchi, minestrone e i classici panna & cotto, cacio & pepe, pasta & legumi/patate), Carne e pesce (arrosto, bruschettato, allo spiedo, brasato, fricandò, gratin), Dolci (torta, affogato, babà, risolatte, cheesecake, crostata, pesche dolci, ma anche frutta grigliata e a minestrone).

Devo essere sincera: a volte il "domani" presenta ricetta più alla portata di tutti e meno da chef...e forse anche più golose ;)

Coinquilin* di paroleparole: