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 Omicidio di Marta Russo.

 Roma, Università La Sapienza. Marta Russo e Iolanda Ricci, dopo aver assistito a una lezione, camminano verso un'altra aula in uno dei vialetti della Facoltà di Giurisprudenza. Improvvisamente, Marta cade a terra, colpita da un proiettile di arma da fuoco.

 Muore qualche giorno dopo e da quel momento si apre un'inchiesta per omicidio.

 Su quel vialetto si affacciano centinaia di finestre. Non ci sono testimoni. Gli inquirenti pensano al terrorismo (la data richiama quella della morte di Aldo Moro) e valutano l'ipotesi legata ai dipendenti dell'impresa di pulizia che possiedono il porto d'armi e forse si esercitano sui muri della facoltà.

 Poi un residuo di polvere da sparo viene trovato sulla finestra dell'aula 6 dell'Istituto di filosofia del diritto.

 Chi c'era in quell'aula? Cosa ha visto? Cosa ha sentito?

 

 

 

 

 Passano gli anni e di Marta Russo quasi nessuno si ricorda. Poi, un giorno, il nome di una delle persone che probabilmente stavano in quella stanza arriva alle orecchie di Chiara Lalli e Cecilia Sala.

 Le due iniziano così a chiedersi cosa sia successo in quel vialetto e in quella stanza, quel 9 maggio. Le loro ricerche sono pubblicate nel libro "POLVERE" (2021, Mondadori). Si cerca di scoprire se le conclusioni a cui sono arrivati gli inquirenti e il processo che ne seguì (che condannò i due assistenti Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro) fossero corrette o falsate.

 Il focus è sulle prove, appunto: su un residuo che potrebbe provenire da un'altra fonte, sulla scena del crimine contaminata e sui testimoni (Maria Chiara Lipari, Gabriella Alletto, Francesco Liparota, Giuliana Olzai) che si sono contraddetti più volte. Ma anche sul silenzio che ha protetto gli intoccabili professori, in stretto contatto con membri dello Stato e dei Servizi Segreti.

 Le due autrici presentano nuove testimonianze  e pareri di esperti, per valutare ciò che accadde con occhio distaccato, senza la pressione della stampa e la curiosità generale, che in quei giorni dipinsero i due giovani assistenti come "figli di papà strafottenti e intelligenti che hanno giocato al delitto perfetto".

 Ciò che emerge è una serie di errori e di bugie e di nuovi silenzi. Nessun∂ pensa a fare davvero giustizia a Marta Russo, che è stata uccisa senza un motivo.

 

 

 

 

 

 

 Dal libro è tratto il podcast "POLVERE" con le voci di Chiara Lalli, Cecilia Sala e dei protagonisti della vicenda. 

 É un'operazione importante aver riportato questa vicenda all'attenzione di chi non la conosce, che può informarsi anche grazie a questa possibilità, ascoltandola dalle voci di chi c'era e l'ha vissuta in prima persona.