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alfredino giornale

 Alle 9 del mattino, lo stetoscopio che per tre giorni era sceso e risalito da un pozzo ha dato il suo esito finale: Alfredino Rampi era morto.

 Il titolo di giornale dice la verità: in pochi giorni era diventato il bimbo di tutt∂. Volevamo vederlo arrivare in superficie, dal pozzo in cui era caduto il 10 giugno, malconcio ma vivo. E quello stetoscopio ha fermato la speranza di tutta Italia.

 Era un bambino di 6 anni, in vacanza dai nonni, che stava giocando in campagna, ed è caduto in un pozzo, aperto senza protezioni di sicurezza per non si sa quale motivo. I genitori hanno dato l'allarme e poi sono arrivati i vigili del fuoco, le forze dell'ordine, i curiosi... anche la televisione, che ha iniziato una diretta terminata solo quel 13 giugno.

 Nel 1981 io avevo 9 anni. Quel sabato dovevo andare al mare coi miei genitori. Era tutto organizzato e io non vedevo l'ora di partire. Ma già avevo saputo di Alfredino ed ero in apprensione. Ho sperato con tutte le mie forze che lo salvassero prima della mia partenza, così, quel giorno, avrei festeggiato anche per lui... quel bimbo in canottiera che presto avrebbe rivisto anche lui il mare.

 Invece no. Mi svegliai prestissimo... accesi subito la televisione... e sentii il dottore che, dopo aver auscultato quello stetoscopio diede la sua sentenza. Ma non avevo perso la speranza... forse si era sbagliato. Così partimmo, ma in macchina la radio portatile era sempre accesa e, arrivata in spiaggia, andai al bar, davanti al televisore, insieme agli altri, a sentire le novità.

Alle 16 fu chiaro, da una registrazione fatta da una telecamera, che Alfredino non si muoveva e non respirava. Io andai via dalla spiaggia. Non avevo più voglia di giocare... sentivo solo tristezza per quel bambino che nemmeno conoscevo ma che ormai era parte di me, di quella giornata e dalla mia vita.

Ancora oggi, quando ne sento parlare... quando vedo e leggo qualcosa che lo riguarda... sento quella tristezza.

 

 E, come me, altr∂ non hanno dimenticato "ALFREDINO", protagonista di un serial di 5 puntate di Sky.

 É l'estate del 1981, alla radio suonano "Per Elisa" di Alice, "Rock'n'roll robot" di Alberto Camerini e "Summer on a solitary beach" di Franco Battiato. I Rampi, in spiaggia, sono preoccupati per la salute del figlio più grande, Alfredo, cardiopatico, ma fiduciosi che, con un'operazione chirurgica in America, potrà guarire e diventare un adulto come gli altri.

 Ma il bambino, in vacanza a Vermicino per respirare aria buona, cade in un pozzo, costruito nel cantiere adiacente alla casa dei nonni.

 Polizia, pompieri, speleologi, volontari, curiosi... una folla si raduna lì attorno, con la speranza di salvare Alfredino che, terrorizzato, parla con la mamma attraverso un microfono.

 Sentita quella voce disperata, la Rai, desiderosa di dare una buona notizia ad un'Italia funestata da mafia e rapimenti e delitti, arriva sul posto e, per la prima volta, decide di trasmettere tutto in diretta.

 Attirato da quell'avvenimento, anche Sandro Pertini, Presidente della Repubblica, arriva sul posto e aspetta, come chiunque lì attorno e davanti alla televisione, di vedere apparire Alfredo...

La serie, interpretata da Anna Foglietta, Luca Angeletti, Giacomo Ferrara, Vincenzo Acquaroli, Vinicio Marchioni e Massimo Dapporto, è davvero commovente. 

Per il fatto in sé, per il coraggio di coloro che hanno fatto di tutto per salvare Alfredino e per la tenacia dei genitori, specie della madre, che ha sopportato anche un'intrusione nella vita privata mai vista prima come quella dei mezzo di informazione, con grande dignità.  

Guardandola sai come finirà ma speri sempre che almeno la fiction ti dia l'illusione di poter cambiare le cose in meglio... o almeno di capire e non ripetere... cosa che purtroppo non è accaduta perché il 18 febbraio 2022 Haider è caduto in un pozzo in Afghanistan e il 5 febbraio era successo lo stesso a Rayan, in Marocco.