Allegria, entusiasmo, stanchezza-non-pervenuta. voglia di divertirsi, una bellezza disarmante... entriamo nel mondo teenagers!
Quando diventi adulta, anzi, "molto adulta", arriva un momento in cui capisci con assoluta chiarezza che sei cresciuta e che, anche se ci provi intensamente a rimanere giovane, le vere teenagers sono imbattibili.
È attraente la loro fisicità, certo, ma anche il fatto che sanno inconsapevolmente trasformare i loro "difetti" in pregi:
- il modo di salutare con baci e carezze dicendoti "amore" e "ho pensato tanto a te",
- il riferirti le frasi spiacevoli che hanno sentito sul tuo conto perché ti vogliono un gran bene,
- il piangere e commuoversi per ogni cosa,
- lo squittire quando ridono,
- gli strafalcioni grammaticali,
- l'ignoranza su molti fatti del mondo,
- il non conoscere nulla di ciò che è successo più di dieci anni fa.
Tutti atteggiamenti snervanti in un'adulta, ma che in questo caso diventano fonte di divertimento e di sorpresa: ovvero, automaticamente attraenti. In più, non sono mai stanche, si vestono coi più strani abbinamenti e ballano e si muovono allegramente non pensando a quanto possano sembrare sexy e provocanti... oppure lo sanno e un po' ci "giocano".
Un amico ha coniato la frase "minorenni is the new minorenni "e io la trovo azzeccatissima. Perché (e lo dico, attenzione, senza entrare affatto nel pruriginoso: mani a posto sempre!!!) nella vita di ogni uomo (non importa l'età...è biologico) c'è una minorenne da bramare e nella vita di ogni donna c'è una minorenne da invidiare: "ne saltano fuori" continuamente e sono una meglio dell'altra! Infatti, quando una teenager cresce, viene subito rimpiazzata da altre dieci, quindi diciamo che il top delle attenzioni una donna le riceve in quella fase della sua vita...dopo, basta, perché i teenagers maschi guardano le loro coetanee e gli uomini adulti guardano le minorenni.

Prima di osservarle anche noi però ricordiamoci le teenagers che siamo state:
- Abbiamo odiato tutte la ragazza più popolare della scuola.
- Se a scuola c'era la mensa, abbiamo provato l'imbarazzo del dover scegliere dove sederci.
- Abbiamo inventato nuovi linguaggi e abitudini.
- Non volevamo sentirci bambine ma amavamo ancora peluches e pupazzetti di ogni tipo.
- Abbiamo contato le calorie per non ingrassare troppo, facendo diete strampalate trovate sui giornali per ragazze (dove abbiamo anche fatto educazione sentimentale e sessuale) perché lo specchio ci ha sempre restituito un'immagine orribile di noi stesse.
- Abbiamo ubbidito a regole stupide e discriminanti.
- Abbiamo fatto shopping al centro commerciale e scherzi telefonici per vendicarci dei nostri ex.
- Abbiamo spettegolato e detto cattiverie senza accorgerci di quanto facesse male e senza capire che non vuol dire essere amiche il farlo insieme.
- Eravamo terrorizzate dal “suicidio sociale”.
Tutto questo è ancora vero per le generazioni successive alla nostra. Teniamolo dunque presente come base per capire come le teenagers possano vivere in un mondo che ci sembra strano e incomprensibile e dove sono sempre sotto i riflettori...
Vanno sempre in giro in gruppo (ho quindi volutamente usato sempre il termine teenagers, al plurale): per farsi forza a vicenda in situazioni in cui si sentono impreparate.
Disprezzano il proprio corpo. Questa è l'età del cambiamento, in cui vorresti già un corpo da adulta... anzi, no, per la precisione, vorresti un corpo da donna magra ma formosa, senza peli e soprattutto senza brufoli. Un corpo per il quale nessuna persona al mondo ti possa prendere in giro.
Hanno le prime mestruazioni e, se non hanno ricevuto le corrette informazioni, ne hanno paura, si vergognano, hanno timore che "si veda" e che perderanno sangue anche semplicemente camminando... per cui, magari, in quei giorni, non indossano abiti bianchi, non fanno sport, non escono.
Si vestono uguali, per essere accettate dalle persone che sentono più simili in quanto madre, padre, fratelli e sorelle (specie se di età diverse dalla loro) sono sempre in prima linea a giudicare la lunghezza di una gonna o di un top o di un pantaloncino. E figuriamoci cosa accade quando le teenagers vogliono indossare un abito "non appropriato per la loro identità sessuale"!!! In mezzo ad altre come loro, invece, si sentono meglio... pure se, a volte, sono terribili anche i commenti che si scambiano ("sembra mia nonna" pare essere il più gentile fra i più "gettonati"). Si ritrovano dunque in un corpo che non comprendono, perché cambia continuamente: magari di testa si sentono ancora bambine che vogliono giocare ma lo sguardo altrui dimostra che non possono più farlo e sono spiazzate da tutte queste novità... vestirsi uguali significa ritornare all'anonimato che bramano.
Danno le stesse risposte vaghe perché, quando sono sole, non sanno come rispondere. "Se non riesco a rispondere ai miei genitori, che mi vogliono bene e che sono il mio porto sicuro, come posso farlo a persone che non conosco?" E anche nella stessa famiglia non parlano perché non si sentono capite, sia nel caso siano circondate da amore e comprensione, a maggior ragione se intorno vedono persone che proiettano su di loro desideri e aspettative o che le ignorano totalmente. Perciò, in realtà, sanno esattamente cosa vogliono per se stesse, ma non si sentono abbastanza forti da decidere di seguire la loro strada, per cui dicono semplicemente "non voglio essere così", perché dire "cosa voglio essere" è troppo difficile da spiegare.
I professori le odiano o, almeno, è questo quello che pensano la maggior parte delle studentesse a medio/basso rendimento. Pensano di stare antipatica e che i voti migliori spettano alle "secchione" o alle "lecchine" (quelle esageratamente gentili con i prof). Per cui a volte in classe fanno altro, chiacchierano e si mostrano sprezzanti: pensano di star parlando con una persona che le ha già "condannate".
Temono di perdere la propria famiglia. Oggi è sempre più comune per le teenagers vivere con genitori separati e in famiglie allargate. Sembrano accettare tutto o sembra che non gliene importi niente, ma in realtà soffrono, perché vedono, ascoltano, spiano. Capiscono se un genitore sta mentendo o se sta minimizzando.
Sono costantemente tristi o incazzate. Perché nella loro vita è tutto un "non fare questo o quello", "non dire così", "vestiti così", "comportati così" e soprattutto "ma perché fai quella faccia che hai tutto". La tristezza e la rabbia individuale non si possono mostrare soprattutto tra amici e amiche per non sembrare pazza e per non essere etichettata come "acida", "sotto mestruo" o "trovati qualcuno con cui fare sesso".
Trovano una persona con cui fare sesso. Inutile nascondersi dietro un dito e pensare che le figlie adolescenti non facciano sesso: ci pensano e lo fanno.... e sperimentano, perché è tipico della loro età provare e capire cosa succede e cosa vogliono e cosa le eccita. Racconteranno sempre più della verità, per non sembrare "sfigate", ma senza esagerare, per non sembrare "troppo facile".
Stanno sui social perché è il posto dove confrontarsi e dove possono fingere di essere adulte. Ed è nel loro completo diritto farlo perché è come un gioco... come quando da bambine lo facevano tenendo in mano le bambole. Il problema nasce nel momento in cui persone adulte le trattano come tali e superano il limite del rispetto, considerandole oggetti sessuali che fanno video per adescare. No, sono teenagers e stanno sperimentando dove stanno i loro confini... aiutiamoli a trovarli, non a superarli.
DIAMO LORO DEI LIBRI, DEGLI ESEMPI E DELLE NARRAZIONI IN CUI POSSANO RICONOSCERSI
Diamo loro la possibilità di esprimersi, attraverso il ballo, lo sport, il disegno, la creatività.
Condividiamo con loro le nostre esperienze...sapere che anche noi ci siamo passate e siamo sopravvissute è di grande aiuto.
Rispettiamo i loro spazi e i loro silenzi.
Lasciamo che parlino con le loro parole e il loro linguaggio. Ascoltiamo, senza per forza dover insegnare sempre qualcosa.
Non tentiamo di nascondere loro qualcosa: meglio parlarne... anche in modo impreciso e frammentario, ma parlarne.
Possiamo mostrarci fragili davanti a loro, e spiegare che è debolezza... è essere umani.
Non è obbligatorio che siamo amiche con chiunque, ma è importante rivolgere la parola e rispettare le loro coetanee.
Non devono tenere la testa bassa e la bocca chiusa: la loro opinione è importante... il loro pensiero ha valore.... e vanno usati per la libertà di espressione.
Ascoltiamo le loro soluzioni ai problemi: potrebbero essere più valide di quelle che pensiamo noi, rivelando lati del loro carattere e della loro personalità che mai ci saremmo aspettati.
Sono fonti di confronto le teenagers, non nemiche.
Fonti, approfondimenti, consigli
"Acciaio", libro di Silvia Avallone, ed Rizzoli, 2010: Anna e Francesca sono due adolescenti che vivono in un casermone a Piombino, circondate dai problemi degli adulti
"Carrie", libro di Stephen King, ed. Bompiani, 1974 & film del 1976 di Brian De Palma & film del 2013 di Kimberly Pierce: Carrie White viene presa in giro dai compagni di scuola ed è sottoposta all'educazione repressiva della madre
"Easy girl", film del 2010 di Will Gluck: Quando una ragazza racconta qualcosa sulla sua vita sessuale, a scuola diventa subito molto popolare
"Girl power - La rivoluzione comincia a scuola", film del 2021 di Amy Poehler: Per contrastare il bullismo e i comportamenti sessisti dei loro compagni, alcune ragazze iniziano a scrivere una fanzine femminista.
"Il mostruoso femminile - Il patriarcato e la paura delle donne", libro di Jude Ellison Sady Doyle, ed. Tlon, 2021
"Little miss sunshine", film del 2006 di Valerie Faris, Jonathan Dayton: Una famiglia disfunzionale accompagna la figlia a un'audizione di danza.
"Mean girls" film del 2004 di Mark Waters: La nuova arrivata a scuola vuole fare amicizia ma si imbatte in perfide reginette del liceo.
"Rivoluzione n.9", libro di Silvio Muccino e Carla Vangelista, ed. Mondadori, 2011: Sofia ha 14 anni negli anni Sessanta e Matteo li ha negli anni Duemila e vivono nella stessa casa.
"Rivoluzione Z - Diventare adulti migliori con il femminismo", libro di Giulia Blasi, ed. Rizzoli, 2020
"Scream queens", serie tv del 2015 (due stagioni) di Ryan Murphy e Brad Falchuck: Una confraternita dovrebbe essere il posto dove le ragazze socializzano... ma la realtà è ben diversa
"Il sesso, l'amore e le relazioni spiegati bene", libro ispirato dalla serie tv "Sex education" , ed. Il Castoro, 2021