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Non si conversa più... si comunica solo in chat. Di gruppo o personale. Dove nascono e finiscono le più disparate relazioni.

Un tempo per comunicare si parlava o si scrivevano lettere. Lunghe lettere in cui raccontavi i tuoi sentimenti e le tue giornate... c'era il tempo della scrittura, che doveva essere in bella calligrafia e in italiano corretto... e c'era il tempo dell'attesa, quello in cui correvi dietro al postino per sapere se c'era qualcosa per te.

Io ho salutato con entusiasmo l'arrivo della tecnologia e degli sms (sono Gen X, si sappia): con un solo messaggio potevo far arrivare a più persone possibili un invito per una serata senza disturbarle al telefono fisso o rincorrerle fra mille impegni. Ho anche accolto favorevolmente l'arrivo delle emoticon: il mio senso dell'ironia era salvo e comprensibile grazie a delle faccine. 

Ho accolto invece con meno entusiasmo le chat di Whatsapp, Facebook, Instagram, TikTok ecc. perché sono invasive. Si lo so, sono come gli sms ma con l'inserimento automatico, ma sono troppe, ovunque, e purtroppo hanno sostituito il parlare di persona e il telefonarsi.

Il problema peggiore nasce quando sui telefonini arrivano gli orari dell'ultimo accesso e le chat di gruppo... o quando le relazioni (appuntamenti, sesso, separazioni) si svolgono tutte online. E ora ti spiego perché.

 

Perché non rispondi?

Ti ricordi quando, nell'infanzia, eri in cortile a giocare e la mamma urlava come una matta il tuo nome per poi chiedere: "Perché non rispondi?". Tu le urlavi di rimando: "Non ti ho sentita!!", ma era vero solo la metà delle volte... perché di solito fingevi di non sentirla perché sapevi che voleva che tornassi a casa e non ne avevi voglia.

Oppure ricordati dei bigliettini che scambiavi con la persona amata: lo sapevi immediatamente se voleva uscire con te... c'erano anche le caselle da barrare!!!

Adesso invece se non ti rispondono subito è un problema. Ti chiedi: "Perché ha visualizzato e non risponde? Perché è online ora e non risponde?"  e parte il film dell'orrore... quello in cui la tua autostima scende ai livelli minimi perché pensi di non valere abbastanza nella vita di quella persona per meritare una risposta.

Lo so che è così. Lo so perché ho aspettato risposta senza riceverla nell'immediato e a volte anche senza riceverla mai, per cui quel pensiero ha ossessionato anche le mie giornate, non solo le tue. Ma è solo quando l'ho fatto a mia volta che ho capito il perché: 

- perché non potevo fisicamente rispondere, impegnata altrove.... ma poi ho richiamato

- perché mi si stava chiedendo un impegno che non avevo voglia di prendermi... in tal caso mi sono presa del tempo per pensarci

In entrambi i casi ci vuole pazienza. E, se non vuoi sentirti fare quelle due domande, togli l'orario dell'ultimo accesso e le spunte blu. Ma dai comunque una risposta... quando te la senti.

 

Chat di gruppo

Sei lì, sul divano, finalmente a rilassarti, in pace, senza marito/fidanzato e/o figli e/o amici/amiche che vogliono qualcosa e, improvvisamente, il telefonino impazzisce.

 Arrivano tipo venti notifiche in un colpo solo e tu pensi: "Ma che è?? Una catastrofe?? La bomba nucleare?? La bambina di The Ring che vuole avvisarmi che ho solo sette giorni di vita??"


 No, niente di tutto questo. Ti hanno semplicemente inserito in una chat di gruppo.

 Nessuna di noi è un lupo solitario quanto vorrebbe far credere... facciamo sempre parte di qualche branco: compagni di scuola, associazioni di volontariato, mamme, persone che vanno in vacanza con altri, persone che partecipano a un avvenimento, amiche più amiche che con le altre ecc... Per cui, a un certo punto della vita un altro essere umano con cui hai un'interazione decide di inserirti in uno di questi gruppi e ogni messaggio che scrivi in questa chat finisce sul telefonino di tutti i componenti.

Molto utile se si tratta di organizzarsi o di tenere i contatti con gente che di solito non frequenti (soprattutto per ragioni geografiche), devastante se diventa la scusa per scriversi cazzate senza senso...perché molte persone dimenticano che non siamo sempre rilassati e in vena di scherzare e/o di ascoltare dettagli sull'organizzazione di un viaggio o di un evento o sulla vita privata di uno dei componenti.

Magari sei al lavoro. Magari stai aspettando un messaggio più importante da qualcun altro. O, più semplicemente, hai il telefono sotto carica e non ti va di alzarti dalla sedia per andare a guardare chi ti ha scritto. O ce l'hai spento e quando lo riaccendi non vuoi che suoni per un quarto d'ora per ricordarti ciò che hai perso (spoiler: quasi nulla).

Perciò sento sempre più gente lamentarsi del cattivo uso delle chat di gruppo.

Per "salvarmi" io faccio così: la uso solo per cose davvero importanti che interessano... niente pettegolezzi e niente filmati e foto divertenti (ci sono i social per quello). Nei gruppi che fanno altrettanto ci rimango. Quelli che stanno esagerando (anche solo con troppi buongiorno), li silenzio (= chat muta che vedi solo quando il telefono suona per un altro motivo). In quelli che degenerano, saluto e me ne vado.

Non è un obbligo, ricordatelo...e la gente che ti giudica "asociale" perché non sei più in una chat di gruppo dovrebbe farsi delle domande sui confini delle interferenze personali e rispettarli.

 

Impegnata/o in una relazione

Ogni relazione inizia sempre con un appuntamento. Bugia. Una relazione moderna inizia sempre con una serie di like sui social. Poi, se si comprende che c'è del sentimento, allora si passa in chat.

Una volta mi è arrivato un messaggio con solo l'emoticon della faccina che strizza l'occhio e ha la lingua fuori. Mi sono detta: "Ok, gli piaccio". La domanda "Usciamo?" era a parole (e meno male... almeno quella, altrimenti la conversazione sarebbe finita). Quando ho scritto "Si" (il pollicione in su sarebbe stato indice di poco interesse) mi è arrivata una faccina con gli occhi a cuore. Poi mi ha chiesto a che ora doveva passare a prendermi. E mentre io stavo cercando un orologio con la scritta sulle 8 (e continuavo a scorrere: sole, chitarra, gelato, mani battute, scarpa, zucca di Halloween, fantasmino, computer, Babbo Natale...) mi arriva un: "Passo da te alle sette e mezzo. Non vedo l'ora di vederti". E, da brava GenX, ho pensato che non c'è niente di più romantico delle parole.

Parentesi a parte è quella del "sexting", ovvero scambiarsi dettagli sessuali e fotografie. Niente di male, ma ricordati che ci vuole consenso... non conosco nessuno che decide di conoscere un'altra persona solo perché ha aperto una chat e si è trovata davanti un pene o il seno, ma ne conosco tante che sono stati derise in altre chat per questo.

Quando la relazione si avvia verso la solidità, è tempo di annuncio sui social. Fare insomma sapere che i giorni da single se ne sono andati e che abbiamo preso "l'impegno": quello di buttare l'agendina coi numeri dei trombamici e iniziare a pensare a come rimanere incinta al più presto.

A quel punto si passa al cosa condivido e quanto. 

Ci sono quelle coppie che postano tutto: ogni appuntamento, ogni cena, ogni bacio.

Ci sono quelle che "posto solo perché devo pur giustificare con chi ero o sembro sfigata in un luogo romantico".

Ci sono quelle che tengono molto alla propria privacy e nessuno si accorge nemmeno se siano single o con qualcuno. 

Si può anche scegliere l'opzione 2 cuori & 1 account.

Personalmente non la amo affatto. Innanzitutto si perdono le proprie identità e reti di amicizie, che invece sono fondamentali per definire i limiti personali. E poi subentra il meccanismo del controllo: avere una sola password vuol dire sapere tutto della vita altrui, il che toglie un peso alle insicurezze, che però viene poggiato sulla spalla dell'abuso digitale.

Quello in cui ci si sente chiedere il perché di certe richieste di amicizia o di certe foto ricevute o dell'orario in cui controllavamo i social, per sentire poi interpretare queste informazioni con malizia e colpa per ciò che non abbiamo fatto e nemmeno incoraggiato a fare. Rientrano in questo meccanismo anche il chiederci di cancellare qualche contatto o il voler rispondere per noi.

Attenzione però perché questo è controllo, non amore. "Non amore" è anche monopolizzare tutti i social: riempire le caselle di vocal e di chat e pretendere una risposta immediata, non significa provare affetto ma opprimere e ottenere l'effetto contrario a ciò che si desidera, ovvero repulsione e allontanamento. Non c'è niente di male in un profilo condiviso o nel pieno accesso ai propri social, ma, se la motivazione è "se mi ami" oppure "se non hai niente da nascondere", drizza le orecchie, perché forse non è vera condivisione e forse nemmeno vero amore.

Quando poi la relazione finisce, è nata l'abitudine di lasciarsi via chat. Mi è capitato anche questo e ho pensato fosse un'esperienza senza cuore. Se una relazione (non solo d'amore, ma anche di lavoro o d'amicizia) è finita bisogna incontrarsi (o telefonarsi) e parlare. Avere il coraggio di confrontarsi di persona. Perché via chat ci possono essere fraintendimenti: un punto, una virgola e un'emoticon assumono significati diversi a seconda dell'umore di chi legge.

 

Va bene usare le chat, ma COMUNICATE: per certe cose le parole non bastano... anche il corpo deve poter dire la sua.

xoxo

 

 

Post scriptum: Telefono nuovo, rubrica nuova

Quando decidi di cambiare telefono, cambi vita: avrai più funzioni, più "possibilità di distrazioni", più strumenti a tua disposizione... ma una domanda ti si pone davanti: "Faccio il backup e salvo tutti i contatti e tutte le chat o faccio una scelta?"

Ovviamente metti per primi la famiglia, il/la partner e gli amici/le amiche del cuore. 

Per le chat di gruppo non c'è problema... prima o poi qualcuno scriverà e, non avendo cambiato numero, leggerai tutto (non avrai lo storico però).

Quanto al resto...

Butta il numero di ex colleghi/colleghe/conoscenti persi completamente di vista o in memoria solo con un vago accenno (per esempio: "tipo del mare").

Butta il numero degli ex o dei trombamici: questi ultimi si faranno vivi prima o poi, i primi meglio dimenticarli.

Tieni il numero di chi abita lontano e non vedi solo per la distanza e non per l'affetto.

Tieni il numero di quei rompicoglioni a cui non rispondi mai ma a cui vuoi far sapere che li stai ignorando.

Tieni il numero dei vicini di casa o delle persone che ti possono aiutare in caso di emergenza.

Tieni anche il numero di quella persona con cui, prima o poi, riallaccerai i contatti.

Una vita nuova è okay... ma si ha spesso bisogno anche di quella vecchia, per un po'...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Coinquilin* di antinnocenza: