Al fine di fornire la migliore esperienza online questo sito utilizza i cookies.

Utilizzando questo sito, l'utente accetta l'utilizzo dei cookies.

0
0
0
s2sdefault

 

 Non credere a chiunque dica di conoscere i segreti del sesso. Sta mentendo.

 Il sesso ha una componente oggettiva, ovvero gli incastri ormonali dell'anatomia umana, e una componente soggettiva, ovvero l'insieme di emozioni e comportamenti e stimoli, anche culturali, di chi lo pratica.

 Non esiste il "non essere bravi a letto": compatibilità, gusti diversi, fantasie diverse, esperienze diverse, aspettative diverse, scarsa conoscenza del corpo altrui e scarsa (o nulla) stima del proprio ci fanno pensare di essere delle schiappe. Ma non è vero. É semplicemente un territorio inesplorato e non per niente si usa l'espressione "mettersi a nudo" emotivamente e fisicamente: significa abbassare le difese e fidarsi completamente di noi e di chi ci sta davanti... e fa paura. 

 La paura della prima volta non accompagna solo chi deve perdere la verginità... perché, spoiler, ogni volta con una persona nuova è la prima volta. Il "territorio inesplorato" fa paura a uomini e a donne e solo tramite una buona conoscenza reciproca (anche sentimentale, non solo fisica) si ottiene "il sesso migliore della tua vita", Ma è chiaro che ci vuole tempo per ottenerla.

 E poi, chi è che ci ha inculcato il concetto di non essere bravi a letto??? La pubblicità, la pornografia, i racconti, la nostra mente. La verità è che si è bravi quando si soddisfano i desideri nostri e altrui, ma bisogna ascoltarli quei desideri e non abbiamo l'abitudine a farlo, visto che l'educazione sessuale ricevuta erotizza il corpo femminile e il desiderio maschile invece di conoscere anche il corpo maschile e il desiderio femminile. Il sesso, poi, non è basato solo sulla penetrazione ma su molte altre pratiche, note o da creare... deve essere una consapevole esplorazione reciproca, non un esame per cui riceveremo un voto (parleremo anche di questo, più avanti). E tieni anche ben presente che tra frigidità e ninfomania ci sono innumerevoli varianti.

 Quindi chi ti sta raccontando tutto sul sesso, erigendosi a guru, si basa su esperienze e "sentito dire", ma non è detto che ciò che va bene per "la maggioranza" vada bene anche per te, vista la diversità umana sia fisica che emozionale. Se ascolti queste persone ti sembrerà di essere un superuomo o una super bomba sexy e poi magari incontri una persona vera ed è un fallimento totale, oppure pensi di avere "un punteggio bassissimo" e poi riesci a soddisfare chi sta con te senza nemmeno sforzarti: questo perché il sesso non è matematica, è filosofia.

 Non devi applicare la regola a+b=c perché non sempre funzionerà... magari per voi come coppia va bene un altro tipo di equazione, più complessa o più semplice. L'importante è che siate d'accordo e operiate sempre nei limiti del consenso e della sicurezza, parlando del perché preferite certe pratiche al posto di altre. 

 Collegarsi alla filosofia significa parlare di rispetto, di orgasmo, di pratiche, di trovare le parole che riescano a descrivere ciò che è davvero piacevole e che vi permettano di trovare il vostro significato della parola "sesso".

 Ho deciso quindi di scrivere questo post per raccontare questa filosofia... per aiutarti a capire. E per aiutare anche me stessa, visto che non ho studiato la materia a scuola ma sono abbastanza vecchia da averci ragionato sopra. Non sono sicura di aver capito tutto, ma queste sono le mie riflessioni e voglio condividerle con te.

 

Astinenza

 Primo concetto importante: non giudicarti se non hai voglia di fare sesso. Non sempre si è nelle condizioni e nella predisposizione d'animo... e a volte tale stato d'animo può durare a lungo. Anche questo non è materia di giudizio.

 Ma possiamo indagare questa condizione. Cosa significa "non fare sesso"? Si tratta di astinenza subita o voluta? La masturbazione ne fa parte o no? E se ti abitui a bastarti poi come sarà quando sarete in due? Quanto tempo è considerato "troppo"? Si tratta di sesso senza penetrazione o sesso senza contatto? Con o senza desiderio?

 Forse nessun∂ ti tocca da un po' di tempo quindi anche un semplice abbraccio risulta troppo intimo per te. 

 Forse decidi di non fare sesso perché non ne puoi più di farlo "a caso" e vuoi prendere del tempo per te per capire cosa vuoi e trovare partner adatti con cui sperimentare. 

 Forse non puoi fare sesso perché hai un problema fisico o psicologico che lo rende complicato... o, semplicemente, perché la persona che ami abita in un'altra città o in un altro continente o perché non è più accanto a te (le famose 3D del film "Le streghe di Eastwick": death - divorce - departed; morte, divorzio, scomparsa). 

 Forse vorresti fare sesso ma non puoi perché segui precetti religiosi molto rigidi al riguardo o perché hai figli di cui ti devi prendere cura e/o per i quali vuoi essere d'esempio o perché vivi geograficamente in un luogo che non permette gli incontri.

Ricordati poi che ormoni, situazione psicologica personale, farmaci, droghe, alcol, malattie sessuali, pensieri negativi sul sesso e sul proprio corpo, ansia da prestazione e impegni quotidiani sono "spazio occupato" in cui il desiderio non può emergere. Ci vuole tranquillità, tempo, stimoli e assenza totale di giudizio.

 Il tempo dell'astinenza è dunque un tempo sospeso. Non esiste un inizio, perché spesso non ti accorgi che non stai facendo sesso, visto quanto la tua vita è impegnata. Non sai quanto durerà, perché, anche se programmi con meticolosità (anche di "agenda del sesso" parleremo più avanti) un rapporto, non è detto che avverrà in quel momento e che sarà piacevole e soddisfacente come te lo aspettavi. Non esiste una fine, perché un certo tipo di sesso arriva inaspettato, magari proprio nel momento in cui ti eri arres∂ all'astinenza. A volte l'astinenza rimane sospesa anche in una coppia, perché l'età, le esigenze personali, lo stile di vita, fanno in modo che i corpi non riescano o non vogliano più toccarsi.... alcune ne parlano e trovano una soluzione, altre rimangono nel silenzio per anni, aspettando o arrendendosi.

 

Masturbazione

 Come ho detto, per fare del buon sesso bisogna conoscersi a fondo. Personalmente non amo il termine "masturbazione" perché è una parola complicata per indicare un'azione semplice... ma è un problema lessicale mio. 

 L'azione è semplice, quella di toccarsi per scoprire cosa ci piace... toccarsi ovunque, non solo in specifiche zone.

 Magari mi sbaglio, ma penso siano poche le persone che si siano messe d'impegno a dire: "Ok, oggi è il giorno, lo faccio per la prima volta".... penso sia un istinto...senti uno stimolo e cerchi di soddisfarlo.

 Poi inizi ad avere delle fantasie e a toccarti perché le hai. 

 Poi quelle fantasie te le vai a cercare e rendi l'esperienza più intensa.

 Poi provi modi diversi di toccarti, usare fantasie diverse, provare con qualche oggetto. (Mi raccomando però: non correre rischi inutili). Nessuno ti giudicherà quindi evita di farlo tu.

 Si tratta in fondo di un esperimento piacevole. Come lo fai a tavola, coi cibi preferiti, allo stesso modo lo fai con il sesso. Così alla fine, con onestà, potrai dire: "Ok, questo mi piace e questo no". Saperlo è fondamentale: aiuterà te e il/la tuo/tua partner a scoprire come ottenere dall'esperienza divertimento e non un senso di disgusto o di "ah... tutto qui?".

 

Iniziamo dal telefono?

 

È coi Village People che ho scoperto il sesso telefonico. In un brano del 1985 dal titolo appunto "Sex over the phone" che diceva: Qual'è la tua fantasia? Te ne voglio raccontare una davvero calda.

Ebbene sì, un gruppo di gay mi ha insegnato che era possibile raccontarsi fantasie erotiche da un lato all'altro della cornetta e che non era una pratica usata solo da maniaci anonimi ansimanti!

A decenni di distanza ora so che esistono anche i messaggi e le videochiamate, ma io continuo a preferire il telefono.

messaggi sono utili solo per preparare l'evento, chiedere quando si svolgerà e abbozzare qualche scenario, in modo da entrare nel mood; durante, però, è impossibile: devo correggere la grammatica, scegliere le emoticon giuste, toccarmi...troppo da pensare e da fare!!

La videochiamata invece mi irrita perché non posso fare e farmi fare ciò che vorrei con ciò che vedo, e alla fine sono frustrata più che rilassata.

Il telefono invece è perfetto: immediato, comodo (mani libere), senza nessun tipo di imbarazzo, con la fantasia che vola... Non vedi, perciò devi esprimere tutto a voce, con un linguaggio sussurrato e/o esplicito, che descriva ogni abito che viene tolto, ogni zip che si abbassa, ogni punto di pelle che baci o dove vuoi essere baciat∂, come e dove sentire mani e lingua e tutto il resto.... Non c'è paragone.

Fidati di me. Fidati dei Village People.

 

 

Dalla fantasia alla realtà

Le fantasie sessuali danno carica e novità al rapporto. Psicologi e sessuologi lo dicono sempre....ma completano anche la frase dicendo altre cose importanti, quali:

 - le fantasie non vanno improvvisate...durante la masturbazione pensate a cosa vi eccita e ripensateci mentre fate sesso;

 - se la fantasia è condivisa con il/la partner, parlategliene prima: deve sentirsi a proprio agio, e non trovarsi catapultat∂ in qualcosa che non conosce e in cui non sa come muoversi;

 - ogni fantasia sessuale diventa l'equivalente del "missionario del sabato sera" se viene ripetuta troppo di frequente...è fantasia e non ha confini...liberatevi e giocate rendendo eccitante ogni cosa che vedete e situazione che vivete.

Come si fa a variarle?  Usando la regola fondamentale del dottor Lecter (si, sto citando il più famoso cannibale della storia del cinema... ma è un dettaglio): si desidera e il desiderio diventerà azione. Ti spiego meglio. La fantasia parla del tuo mondo interiore, quello dove sei al sicuro. Se stai per fare sesso con una persona con cui ti senti al sicuro, hai la libertà di poter confessare ciò che ti piace senza subire giudizi di sorta e senza sensi di colpa e/o di inferiorità. Se non provi paura di deludere o timore di lanciarti in qualcosa che non sai se funzionerà, la libertà provocherà eccitazione ed è a quel punto che la fantasia si scatenerà.

 E, se, a mente lucida, trovi che la tua fantasia sessuale sia aberrante o ti scatena un giudizio negativo o ti fa scattare una reazione non piacevole, non devi scansarla, ma provare ad analizzarla (magari con l'aiuto di una persona competente) e scoprire qualcosa in più su di te.

 Io ovviamente le mie non le posso dire. Più che altro perché cambiano in base al partner: ecco perché sono più "brava" nel lungo termine, con una persona...più lo conosco e più idee mi vengono...se non succede è come se suonasse un campanello di allarme che mi avverte che è ora di cambiare partner.

Comunque, per farti qualche esempio sul fatto che la fantasia sessuale realizzata debba prevedere condivisione, userò per primo l'esempio dell'acqua. Doccia, vasca, mare fra i bagnanti, fiume tra le piccole rapide....ok, tutto è lecito. In più, l'acqua contrasta la gravità ed è un lubrificante naturale. Ma questa fantasia non va improvvisata. Altezze diverse nella doccia, mal di ginocchia nella vasca, bambini che si avvicinano col salvagente nel mare, sassi infilati nella schiena nel fiume....un minimo di preparazione ci vuole e farlo rende il tutto più eccitante.

Un altro esempio è quello del fare sesso all'aperto. La sensazione del pericolo mette i sensi all'erta e aumenta l'eccitazione. In età adolescenziale, è quasi l'unico modo per farlo, perché la paura di essere sorpresi dai genitori è più alta di quella di essere sorpresi da estranei. Da adulti invece è una scelta...programmata o spontanea? La spontaneità è di certo la scelta migliore: trovarsi di fronte a un romantico paesaggio in un momento di affinità spinge una coppia ad accarezzarsi e baciarsi con più passione, fino ad arrivare a praticare diverse gradazioni di sesso. Ma programmarlo permette di scegliere il momento e il luogo propizi, dove c'è meno possibilità che passi gente e possiamo osare di più e scoprirci di più (di solito, è bene tenere le parti superiori coperte...quelle inferiori sono più semplici da mascherare). Inoltre, abbiamo anche la possibilità di portare una coperta o una giacca su cui poggiarci: al mare c'è la morbida sabbia, ma un terreno può rivelarsi parecchio scomodo...quasi come un pavimento. Ricordiamoci inoltre che fare sesso all'aperto è un reato (l'art. 527 del Codice Penale prevede un'ammenda da 5000 a 30000 euro!), ma il lungo braccio della legge non può colpire se siamo nel giardino di una casa di proprietà o in un casale abbandonato. A quel punto, via libera alla fantasia: un missionario è sempre gradito "in tutti i luoghi e in tutti i laghi", ma, a seconda dell'ambiente e degli appoggi disponibili, tutto è sperimentabile...beh, quasi tutto...forse è meglio non bendarvi entrambi: uno sguardo verso il cielo durante l'estasi farà davvero vedere il paradiso.

 

L'agenda del sesso

 Preparazione significa a volte anche mettere in agenda gli appuntamenti hot.

 Non importa se sei single o in coppia. Segnati, almeno 1 volta/mese (come minimo) una serata (o una mattinata, o un pomeriggio) dedicata al sesso. Anche se non vedi un∂ partner da molto tempo. Anche se frequenti diverse persone. Anche se sei fidanzat∂ o sposat∂ e hai figli.

 Programmalo in agenda chiedendoti cosa significa per te (non per la società) "soddisfazione sessuale": quale pratica ti fa stare bene per essere in vera connessione emotiva con te. Se non lo sai, spogliati, accarezzati, massaggiati e scoprilo; fallo da sol∂ poi prova in coppia o con più partner (se pensi che una sola persona non ti basti) e domandati quanto spesso ne hai bisogno. Quando l'hai scoperto, attivati perché la tua agenda preveda la soddisfazione sessuale.

 L'attesa sarà eccitante; non esitare a comprare lingerie e sex toys nuovi o a leggere libri o vedere film e a preannunciare l'appuntamento al/alla/ai/alle partner con qualche messaggio intrigante... insomma, fai qualche azione pratica. E se qualcuna di queste ti fa paura o ti fa provare vergogna, riducila fino a trovarne una che non ti spaventa.

 Il viverlo sarà appagante (potete lasciarvi andare completamente e sperimentare - senza freni) e il giorno dopo vi sentirete meglio (al punto da programmare un altro appuntamento per cambiare lo scenario in base ai desideri e agli obiettivi e goderne ancora di più).

 Non aspettare di avere "un attimo di tempo". Il non averlo è una scusa usata per non esplorare ciò che davvero desideri. Invece ti meriti di provare gioia ogni giorno della tua vita e il sesso ne fa parte, esattamente come l'aperitivo, la cena fuori o ridere fino alle lacrime.

 Lo so, a volte è difficile anche organizzare la giornata e incastrare tutti gli impegni. Pensare al sesso significa aver soddisfatto i bisogni primari per cui occupatene dopo aver predisposto la tua base di sicurezza. Ma non esitare e non vergognarti.

Pianificare il sesso non vuol dire perdere spontaneità e magia. Si tratta solo del fatto che tutt3 abbiamo altri impegni per cui è giusto trovare un momento di tranquillità... anche se, naturalmente, niente è scritto nella pietra e si può sempre cambiare idea (il consenso in ogni momento, ti ricordi?).

Avere la responsabilità delle proprie emozioni e di quelle altrui significa trovare un compromesso tra pianificazione e spontaneità. Basta comunicare.

 

Spesso la cosa più semplice è anche la più difficile e disequilibrata

 Quante volte capita che "la penetrazione no... per oggi va bene il sesso orale"?? E sembra una pratica semplice, ma non lo è, quindi merita un capitoletto per sé.

Innanzitutto, diciamolo. Il rapporto completo è un gioco di equilibrio reciproco, ma quello orale è altruismo.

 In quello completo vogliamo sentirci appagati e il nostro corpo si muove istintivamente; facendolo in due, c'è un equilibrio che permette di ottenere soddisfazione da entrambe le parti perché al piacere egoista si aggiunge quello dell'altr∂ e quello ottenuto dall'intesa a due.

 Nel sesso orale invece il disequilibrio è totale perché chi lo fa non sente nulla, mentre chi lo riceve sente tutto, per cui lo si fa solo per far piacere all'altr∂ e ricevere lo stesso trattamento.

 Chi dice che ne gode a farlo, secondo me, mente. Perché in quel momento la tua attenzione è più incentrata sul dover respirare col naso (non farlo mai col raffreddore...mai!) e  sul dover districarti fra peli, pelle e odori naturali (e se lo fai a un uomo rischi anche il soffocamento - ricordatelo uomo quando ci spingi la testa più giù e pretendi che rimaniamo lì immobili fino all'esplosiva conclusione).

 Praticarlo è, come tutte le posizioni sessuali, una scelta....che prevede un consenso (importantissimo, da sottolineare due volte).

 Un consiglio?? Suonati una canzone nella testa... scegline una che abbia un ritmo piacevole per il/la partner e seguilo... sarà più facile ;) Io ne ho trovata una perfetta guardando un poster appeso nella camera di un tizio... ha funzionato anche con altri quindi direi che va bene... ma non ti dirò mai qual'è ;) 

 

Siamo amici ma facciamo sesso

 Il significato del termine "scopamic∂" o "trombamic∂" l'ho scoperto il 5 settembre 1990. Stavo cercando di avere una storia con un ragazzo che era nel mio stesso giro di amici e gli altri mi hanno fatto sapere, per prepararmi, che non è che volesse stare con me, ma fare sesso ogni tanto e per il resto rimanere amici. E io sul diario ho scritto:... se me la mette su questo piano GIURO che farò finta di starci e poi sul più bello, cioè quando meno se lo aspetta, dirò: "Guarda che se volevo darci giù e poi stare per i cazzi miei non stavo con te, ma con un altro che ci starebbe pure" e lui dovrà comprarsi un apparecchietto da tener su il mento perché cadendogli farà un boato talmente grosso che lo sentiranno a 10 km di distanza!" Bè, l'ho presa bene laughing 

 In quel momento mi stavo chiedendo quand'è che è stata data alla persona che ami la facoltà di stare con te ma senza metterci i sentimenti... e vista da questo punto di vista non è effettivamente una bella cosa. Se ami qualcun∂ vuoi il "pacchetto completo"... accontentarti del solo sesso non è un'opzione valutabile. Lo so, la tentazione sarebbe quella di dire di sì perché, come si dice dalle mie parti, "piutost che gninto dmei piutost", ovvero che anche poco è preferibile al nulla, ma in amore non è possibile. Se ami non devi accontentarti... piuttosto girati e cercati una persona che ti dà tutto... anche se è difficile.

 Però devo dire che col tempo ho imparato cosa intendesse quel ragazzo: trombamic∂ o scopamic∂ è quella persona che non ami, ma che ti faresti ogni tanto. É stata Samantha Jones a insegnarmelo, con la frase, pronunciata credo alla prima puntata di "Sex and the city": "Se sei single il mondo è il tuo buffet", ovvero che non è necessario metterci sempre in mezzo i sentimenti e l'amore... puoi anche avere un amic∂ che, all'occorrenza, sa farti compagnia per sfogare le tue voglie, e tornare a essere un amic∂ subito dopo. E negli anni ho rivalutato questa opzione (ma non con quel tizio, dato che era già scattato il click dei sentimenti). 

 Mi sono però sempre assicurata di non essere abbastanza coinvolta sentimentalmente e che non lo fosse nemmeno lui. E il modo per assicurarsene è uno solo: parlarne... e ribadire il concetto ogni tanto.. così da avere la certezza che l'accordo sia ancora valido... altrimenti il buffet risulterebbe troppo indigesto.

 

Lo facciamo strano?

Per me, che vivo di riferimenti cinematografici, musicali e letterari, quando penso alle pratiche BDSM (Bondage - Dominazione - Sadismo - Masochismo) penso a Ivano & Jessica in "Viaggi di nozze" (film del 1995 di Carlo Verdone) quando cercavano modi diversi per provare piacere al grido di " 'O famo strano??".

Direi che, dopo "Cinquanta sfumature di grigio/nero/rosso" (libri scritti da E.L. James e relativi film) questo tipo di pratiche sono diventate quasi d'uso comune.

Quello che mi raccomando è di agire in sicurezza, con consenso, con safe word. 

Solo in questo modo non è violenza o abuso di potere ma divertimento ed esplorazione... un modo per cambiare i ruoli e mostrare un lato nascosto del proprio carattere. E, spesso, fa bene anche alla vita quotidiana, perché si mollano le redini dell'atteggiamento che abbiamo di solito per crearne un altro... e farlo nell'ambito di un gioco in cui tutte e tutti ne sono consenzienti può insegnare molto.

 

Sesso a tre

 Iniziamo da un presupposto fondamentale, anzi, due:

 1- ci vuole il consenso di chi partecipa

 2- non si improvvisa.

 Un conto è quando lo pensi nella tua testa, in cui muovi i personaggi come burattini al tuo servizio. Sai già cosa ti piace e loro fanno tutto senza dover spiegare nulla. Un conto è la realtà, dove hai a che fare con esseri umani con differenti fantasie e limiti. 

 Innanzitutto, trova le persone giuste. Non solo ti devono piacere entrambe, ma devono anche trovarsi a proprio agio tra loro. Vale anche nel caso abbiate deciso che saranno solo e unicamente concentrate su di te: non ci deve essere alcun imbarazzo. Aiuterà molto un incontro preliminare, in un ambiente comfort, in cui ci si racconta senza filtri... riscalderà l'atmosfera e servirà a stabilire "le regole" e le parole d'ordine per fermarsi quando è il momento.

 Una sana competizione è gradita. La gara del "chi lo fa meglio" in questo caso potrebbe essere divertente. Ci si impegna di più se non si è l'unica persona a giocare in campo. 

 Usa la pratica dominante/sottomess∂. Sempre sotto consenso, che si può revocare in qualsiasi momento (previa safe word, non mi stancherò mai di dirlo), questo gioco di ruoli movimenta la situazione. Rimane un gioco, ma ti aiuta a capire fin dove puoi arrivare e magari a scoprire qualcosa di non banale.

 Vai oltre la classica penetrazione. Ricordati che tutto e tutti e tutte possono essere stimolazioni e che ogni parte del corpo è sesso, non solo il pene e la vagina. Amplia lo sguardo e ricordati che oltre a un organo sessuale hai una lingua, mani e piedi e tanti centimetri di pelle da strofinare addosso.

 Il web (o altri aiuti esterni) è ovviamente pieno di consigli e di video, ma penso che niente sia paragonabile a non copiare qualcosa di già fatto ma di iniziare a inventarlo su di sé, come se prima non lo avesse mai fatto nessun∂. Così si evitano ansie da prestazioni, preoccupazioni riguardo al proprio aspetto fisico, vergogne e imbarazzi. E soprattutto, si fa qualcosa che realmente diverte chi vi partecipa.

 

Le riviste, i film e la tecnologia

 Per aiuto esterno intendo le riviste, i film e, appunto, il web. E come hanno subito un'evoluzione passando da "i giornaletti zozzi" trovati in casa in un armadio o visti a casa degli amichetti fino a siti come "YouPorn" e "OnlyFans", così si è spostato anche il limite sul quanto mostrare e sul come, muovendosi sempre di più sul confine tra legale e illegale (ma di "revenge porn" parleremo nel post sulla violenza di genere)

 La definizione migliore della differenza tra erotismo e pornografia l'ho sentita a una conferenza di Milo Manara. Diceva che l'erotismo è l'evoluzione culturale del sesso, dove si esplorano le fantasie e si gioca con lo sguardo (che secondo Manara è espressivo nel caso di una donna e vuoto nel caso di un uomo - parere suo personale); la pornografia invece è la descrizione del sesso, che non è affatto sensuale perché è ginnastica, e non poesia, e porta la donna a umiliarsi.

Io trovo questo discorso profondo e assolutamente reale e si riconduce alla mia definizione di filosofia e non di matematica: non è una prestazione soggetta a voti e medaglie, ma una questione di mente e di sguardi, di rispetto e di cultura.

Basta anche dare un'occhiata a come il mondo del porno si è evoluto. All'inizio erano storie da leggere, poi film con una sceneggiatura, e a lavorarci erano registi, produttori, scenografi, fotografi, costumisti. Gli attori si dovevano preparare, dovevano leggere, studiare, trovare una fantasia mentale per eccitarsi anche se in quel momento non se la sentivano. Ora, invece, chiunque, anche a casa propria, può creare un film porno: basta riprendersi in determinate pose davanti al telefonino o mentre si fa sesso. 

Ecco perché il genere ha perso sempre più valore e, soprattutto, perché si ritiene spesso che sia diseducativo: un filmato con una una sceneggiatura racconta un incontro erotico tra due persone, ciò che circola ora fa invece pensare, a chi non ha un'educazione sentimentale, che uomini e donne agiscano in un modo assolutamente meccanico... che basti mettersi in una determinata posizione per ottenere orgasmi da urlo e che i rapporti siano tutta una questione di centimetri (ed ecco la matematica che torna, confondendo le idee). 

 

I voti e la pagella

 Ci sono persone che nascono con una predisposizione naturale a dare i voti e fare le classifiche. Alcune la trasformeranno in una professione, per cui si divertiranno un mondo nel resto della loro vita a sfogarsi su studenti e studentesse, imponendo le regole ferree del provveditorato e del ministero e aggiungendone altre solo per dimostrare che hanno il coltello dalla parte del manico. Altre la applicano a ogni ambito della propria vita come fosse un gioco... una cosa divertente da fare con partner e amicizie... ignorando che spesso trasformano questo divertissement in un gioco sadico. Non volendo assolutamente essere giudicate, queste persone iniziano a giudicare per prime... e piace loro particolarmente farlo con gli aspetti dove si sentono più forti, godendo segretamente nel far apparire debole chiunque altro.... salvo accampare poi scuse tipo "mi sto annoiando" quando il gioco viene ribaltato e sono loro a dover "subire".

 Uno degli ambiti in cui il gioco dei voti fa più proseliti è il sesso. 

Serie tv come "Tredici" ed "Euphoria" e film come "Girl power - La rivoluzione comincia a scuola" denunciano apertamente come questa abitudine dei voti del sesso sia spesso prettamente maschile, Tra di loro, a scuola, i ragazzi si misurano il pene, e alle ragazze danno i voti sulla disponibilità erotica e sulla bravura nelle varie posizioni e sulle loro parti del corpo. Viene denunciata come una pratica che danneggia sia i maschi che le femmine perché sparge a macchia d'olio su chiunque una grandissima ansia da prestazione che si trasforma nel voler fare di più sia per migliorare che per mantenere quei voti, con l'unico risultato di una generazione piena di insicurezze e che non sa fare sesso.

 Probabilmente il primo esempio (almeno in Italia è stato il primo) di una donna che ha dato voti sessuali agli uomini, è stato il libro "La filosofia di Moana" (di Moana Pozzi, 1991, autopubblicato), che oggi è un cult che costa centinaia di euro ma allora era venduto nelle edicole al fianco dei giornali porno per pochi spicci. Michela Murgia così ha commentato quell'operazione: Prima di quel libro i voti sul sesso li avevano dati solo gli uomini alle donne e per molti di loro deve essere stato davvero scioccante ritrovarsi dalla parte del giudicato, anziché del giudice. Moana, oltre a rovesciare il punto di vista, fa anche un'altra operazione mai fatta prima, ovvero rivolgere tali voti a persone di potere. Lei non attribuisce quei numeri per bullizzare il compagno di classe, ma per dimostrare al politico, allo sportivo, al filosofo, all'attore, al comico e al calciatore che sono solo uomini e che non c'è niente di super in loro se non nella boria che usano per pavoneggiarsi.

 Il gioco dei voti sul sesso non ha comunque senso di esistere: non è una gara a chi è più bravo, perché il sesso non è fatto per primeggiare ma per conoscersi e per esplorarsi... e per divertirsi...  e che divertimento c'è nel fare le classifiche e nel godere a mettere il cappello da asino a chi si sta mettendo a nudo fisicamente e psicologicamente con te???

 

Come chiedere il consenso

Un pomeriggio, chiacchierando, un amico, mi ha chiesto "dato che sei così brava a usare l'italiano -... e vabbè, lasciamo correre - come posso provarci con una donna senza rischiare una denuncia o una diffamazione visto che non si può dire più niente?".

 Grazie al cielo sono una femminista e la questione si è risolta con la semplice risposta: "Dicendo esplicitamente cosa vuoi... vuoi una relazione? la chiedi... vuoi fare sesso? lo chiedi... se dice si, vi mettete d'accordo, se dice no, ognun∂ per la sua strada"

Lui si è stupito: "Ma davvero posso dirlo?" Certo... la regola del chiedere il consenso è quella corretta e se vuoi approcciarti a un essere umano in modo decente, va rispettata.

Non penso ci sia bisogno di aggiungere altro. Quanto alla denuncia e alla diffamazione ne parleremo in altri post sulla violenza di genere e sul linguaggio.

 

 In conclusione

 Se hai letto tutto fino a qui... be, complimenti... e grazie, perché mi hai dedicato davvero una bella fetta del tuo tempo...almeno una ventina di minuti.

 Se hai sentito attrazione dal titoletto sperando in un riassunto, è presto detto: parla senza paura e chiedi il consenso...che non vuol dire ottenere un'approvazione totale...ma un'indicazione su come procedere e fin dove. Non è facile, ma è l'unico modo per non aver timore di "non essere all'altezza", ma soprattutto per soddisfare e per ottenere soddisfazione.

 

Fonti, approfondimenti, consigli 

"E' solo sesso" & "Rivoluzione porno", podcast di Valeria Montebello - Choramedia

"I corpi astinenti - Il sesso tra imposizione e libertà", libro di Emmanuelle Richard, ed. Tlon, 2020

"Il mito della bellezza", libro di Naomi Wolf, ed. Tlon, 1990

"I monologhi della vagina" di Eve Ensler (lo trovi su Youtube a questo link)

"Secretary", film del 2002 di Steven Shainberg - Edward assume l'autolesionista Lee come segretaria: lui la maltratta e lei impara a trasformare l'umiliazione in punti di forza e le perversioni in un gioco sessuale. Non vediamo una vittima, ma una che ha capito il gioco e impara a dettare le regole

"Il sesso che verrà - Donne e desiderio nell'era del consenso", libro di Katherine Angel, 2021, Blackie Edizioni