Il male del secolo è lo stress... quello che causa l'ansia. Ma è importante capire cosa sia davvero... e come trasformarlo in un alleato.
Qualunque cosa ci stressa: gli impegni, il comportamento altrui, le tasse... Lo associamo sempre a qualcosa di malefico. Ma non lo è.
Finché ci spinge a rispettare le scadenze e a lavorare in modo che il nostro livello di produttività sia come lo vogliamo, ottenendone così soddisfazione, va bene.
Finché ci dà l'adrenalina pre-prestazione, che ci fa mettere impegno perché riesca tutto al meglio possibile, va bene.
Finché ci spinge a chiarire la nostra vita sentimentale con azioni e parole che possano far capire i nostri desideri a chi amiamo e a capire lo stesso da loro, va bene.
Finché si tramuta in cambiamento e azioni positive, va bene, perché è la benzina che ci fa migliorare e vivere pienamente ogni momento.

Diventa malefico e corrosivo quando stiamo combattendo ogni giorno contro l'incontrollabile e non "vinciamo" mai per cui pensiamo di essere perseguitati dalla sfortuna.
Lo diventa quando il lavoro non è stimolante e lo rendiamo ancora più monotono aggiungendoci le lamentele.
Lo diventa quando le persone che ci circondano sono aride e non vogliono altro che affossarci per apparire migliori... e noi continuiamo a frequentarle.
Lo diventa quando la normale paura o il normale dolore si trasformano in insicurezza, in timore a fare anche le cose più semplici, in voglia di chiuderci dentro e buttare la chiave e in tristezza perenne.
Lo diventa quando, in pratica, vogliamo avere il controllo totale: su di noi, sulle persone che ci circondano, sugli eventi. Pensiamo che, avendolo, saremo al sicuro. Ma la vita ci dimostra ogni giorno che non è possibile tenere tutto sotto controllo e quel che peggio è che questa sensazione di inutilità e di fallimento coinvolgerà tutti gli ambiti della nostra vita, rendendoci infelici, e depressi, e malati.
E' a quel punto che lo stress diventa #ansia: attacchi di panico, respiro corto, mente in loop su pensieri negativi, corpo che non risponde e "si congela", incapacità di reagire. Ti sembra di morire. Accade perché non sai più distinguere le vere situazioni di pericolo da quelle che hai solo immaginato... ed è faticoso stare sempre in allerta. L'ansia è solo il ricordo di qualcosa che ti ha fatto provare paura o dolore, che non sono emozioni sbagliate, ma che vanno trattate per ciò che sono: campanelli d'allarme che devi far smettere di suonare continuamente. Per farlo, bisogna imparare a capirne le cause e trovare una soluzione diversa dal fuggire a gambe levate o paralizzarti completamente.
Perciò analizza il tuo stress, vai nel profondo e non aver paura di scavare. Guardalo dritto in faccia.
Se è buono, ringrazialo.
Se non lo è, fermalo.
Puoi usare questa tecnica in 5 passi. Un fai da te che ho personalizzato.
1- Respira. Concentrati su "inspiro col naso - trattengo qualche secondo - espiro dalla bocca" e pensa solo a questo, allontanando i pensieri che inevitabilmente arriveranno. Il silenzio può sembrare spaventoso, ma è parte integrante del processo di cura, perché fa spazio e permette alle emozioni di emergere... e noi dobbiamo ascoltarle.
2 - Pensa che la tua mente è stronza. Ci gode a prospettarti gli scenari peggiori tipo "parlando sicuramente ti impappinerai" oppure "la paura ti farà espellere fluidi o solidi repellenti dal corpo...anche da pori improbabili di cui non conosci ancora l'esistenza", quindi dille "Ok, fai quello che vuoi, rendimi uno straccio, ma io lo faccio lo stesso".
3 - Se sbagli, puoi chiedere scusa per la reazione che hai avuto. Rimediare.
4 - Se ti fai venire adesso l'ansia per una cosa che capiterà in futuro, ti stai rovinando l'adesso e il futuro. C'è qualcosa di bello anche nell'attendere che accada.
5 - Non opporti. Impara in ogni situazione a muoverti con il caos senza perdere il tuo centro. Il cambiamento a volte può essere doloroso, ma ti fa crescere.
Non dico che sia facile. Non lo è affatto. Non è una bacchetta magica. Capire cosa ti causa #stress o #ansia, e perché, è un lavoro difficile. Devi ricominciare ogni volta. E migliorare. E credere in te stessa. Tanto.
E, se non ci riesci da sola, per favore, chiedi aiuto. E' fondamentale trovare una persona che ti faccia vedere il tutto con un po' di ironia e senza drammatizzare. A volte basta qualcuno che ce l'ha fatta e ti spiega, con pazienza, come. Altre c'è bisogno di un professionista... fai una prova gratuita e fermati solo quando ti sembra di aver trovato la persona giusta.
#Stress: I problemi che non abbiamo
Pensa alla giornata di ieri. Pensa a quanti scenari hai prospettato che non si sono avverati. Pensa a quante cose brutte su di te hai valutato che non sono vere. Pensa a quanti problemi hai creato e a quante soluzioni... di cui, per la maggior parte, non hai avuto bisogno. Tutta energia sprecata.
Non lo fai solo tu, eh? E' umano: la tua mente lavora per creare delle difficoltà per sapere se riesci a superarle... perché, se ci riesci, significa che sai cosa farai nel caso capitino davvero... e, se non riesci, almeno, prima che accadano, hai avuto il tempo di capirlo. Ti dici questa cosa ogni volta che crei, nel tuo immaginario, uno scenario, via via più catastrofico. In realtà è un modo per controllare eventi incontrollabili.
Non puoi sapere cosa succederà e come sarai tu se succederà. Magari sopravvivi... o magari crolli. Ed è forse proprio del crollo di cui hai paura. Temi che ti vedano cadere e che ti vedano fallire. Temi di vedere te stessa cadere e fallire. Anzi, riesci proprio a vederti, mentre accade... e ti vedi morire per il dolore e per l'umiliazione.
Ma non finisce sempre così, nella vita vera... accade molto più spesso che ti rialzi (anche con l'aiuto di chi ti vuole bene o di qualche professionista) e continui. Per cui pratica un semplice #antistress: concentrati sul problema reale, quello che hai oggi, e trova una soluzione.
Se vuoi un piccolo aiuto, ti consiglio la matrice di Eisenhower. Prende il nome dal 34° Presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower, che, per capire come svolgere il suo mestiere al meglio e non trascurare nulla, divideva il tavolo in 4 settori e classificava tutto seguendo questo schema:
- Urgente & Importante. È tutto ciò da farsi immediatamente, ma per fortuna di solito questa situazione capita raramente (questo settore rimarrà quasi vuoto)
- Non urgente & Importante. Hai tutto il tempo per pensarci, ma devi annotarlo per non dimenticarlo
- Urgente & Non importante. Se per te non ha eccessivo valore, allora meglio farlo fare a qualcun altro per cui è una priorità
- Non urgente & Non importante. È puro e semplice cazzeggio perciò riservalo per i momenti di pausa
#Stress: Preoccupazioni
Molti dei problemi che non abbiamo sono preoccupazioni. Ovvero pensieri fissi che occupano la mente su qualcosa che deve ancora accadere.
Sono quindi basate su un pregiudizio. Sai che quella strada è molto pericolosa per cui hai la preoccupazione che accada un incidente, quando la percorrerai. Ti hanno detto che con determinati sintomi si sviluppano delle malattie per cui hai la preoccupazione di ammalarti, visto che hai quei sintomi. Hai saputo che quella persona non è affidabile per cui hai la preoccupazione di ricevere una fregatura e la allontani.
Fare un percorso alternativo, chiedere una visita medica, allontanare qualcuno, potrebbe anche essere una buona idea. Anzi, lo è... ma lo devi fare subito, non rimuginarci... è il rimuginio che ti causa #stress e #ansia. E' il terrore di sbagliare che ti atterrisce. Perché, facci caso, può anche darsi che superi il percorso senza fermarti, che la visita ti dimostri che stai benissimo e che riesci a collaborare con quella persona (che magari diventa anche un'amica) eppure tu potresti continuare ad avere dubbi... a non crederci.
In tal caso, chiediti il perché... domandati di cosa hai realmente paura. E' la tua paura che devi affrontare, non il pregiudizio.
Prenditi il tempo per farlo. Spesso releghiamo le preoccupazioni ai momenti liberi... col risultato che stiamo sempre a preoccuparci oppure lo rimandiamo al giorno dopo, come fa Rossella O'Hara ("Ci penserò domani... dopo tutto, domani è un altro giorno"). Ho letto, in alcuni studi psicologici, che può essere utile fissare in agenda il tempo per preoccuparsi: 15' al giorno in cui segui una lista di priorità e provi a trovare una soluzione. Poi, risolto o meno, la chiudi e vai a fare una passeggiata o qualcosa di piacevole.
#Stress: Aspettative
Le aspettative sono la causa nascosta numero 1 dello stress e ciò che ti frega è l'imprevisto.
Forse in vita tua hai giocato a Monopoli e sai che la carta degli imprevisti è più terribile di quella delle probabilità. Perché ti fa andare, appunto, improvvisamente, in prigione (senza passare dal via - e quindi senza prendere i soldi del pedaggio), o pagare tasse o multe, o spostarti in vie dove la sosta è particolarmente esosa. L'imprevisto ti spiazza perché magari stavi tenendo da parte quei soldi per costruire case, per pagare la società elettrica o l'acqua potabile ecc.
Nella realtà accade la stessa cosa.
Stai pensando di risparmiare per raggiungere un obiettivo e qualche evento te lo impedisce.
Stai pensando alla serata o alla giornata perfetta e piove oppure stai male o le ordinazioni sono sbagliate o non arrivi in tempo.
Una persona ti dice "dobbiamo parlare" e tu stai già immaginando che ti causi un dolore o una preoccupazione.
Vuoi una relazione con una persona che ti ama e ti rispetta e ti venera e invece incontri solo gente a cui devi risolvere i problemi perché si perde in un bicchiere d'acqua, che non ti aiuta e forse che ti tradisce pure.
In tutti questi casi, ti ritrovi con addosso rabbia, delusione e frustrazione... sintomi di #stress che, se protratti a lungo, diventano dolori fisici e mentali che ti portano all'#ansia.
La soluzione è quella di non caricare troppo le persone e le situazioni di significato... di pensare che non andrà di certo come nella tua testa ma che sarai comunque in grado di affrontarle... di pensare che ogni essere umano che ti trovi davanti è diverso, che non reagirà come te e devi comunque rispettarlo.
#Stress: Perfezione
Se hai notato, nel paragrafo precedente ho usato la parola "perfetta". L'ho fatto perché il voler aspirare a chi non si è causa tantissimo #stress. La relazione perfetta, il lavoro perfetto, il fisico perfetto... costa tante energie. E il problema principale è che la perfezione è irraggiungibile.
Ci paragoniamo ad attrici. modelle, influencer... pensando "ah se fossi come lei sarei felice". Forse un tempo, in assenza di notizie, potevamo anche raccontarcela, questa storia. Ora no. Vai a cercare le biografie di queste persone: bellezza e talento spesso nascondono abusi di alcol e di droga, infelicità, depressione, ricorso a chirurgia estetica, diete ferree che le hanno ridotte alla fame, continuo giudizio su di loro che le rende insicure, minacce di morte, infanzia difficile, molte ore di lavoro e poco riposo, relazioni complicate...
Per cui, ogni volta che pensi di avere il fisico sbagliato, pochi soldi, non essere stata abbastanza costante in palestra, non avere un certo abito, ricordati che la perfezione non è sinonimo di salute e nemmeno di amore. Cerca di stare bene con ciò che hai e di accettare chi sei... vivi in equilibrio nella tua imperfezione. E va bene così
#antistress: Mediocrità
Ricordo un personaggio, inventato dalla Gialappa's band e da Fabio De Luigi per "Mai dire Grande Fratello" del 2001 (ispirato a un reale partecipante del reality show), chiamato Medioman. Era vestito da supereroe ma arrivava col fiatone ed incappava in errori banali e fraintendimenti perché non aveva mai pronta la soluzione più rapida; a volte, preso com'era dalla sua vita ordinaria, nemmeno rispondeva alle grida d'aiuto.
Mi è venuto in mente quando ho letto che per salvarsi dal burnout bisogna rientrare nella media. Che non significa astenersi ma scegliere quali battaglie combattere.
Perché è sbagliato pensare di essere un supereroe: non puoi sapere tutto, non puoi risolvere tutto. E non lo sono nemmeno gli altri: sembrano perfetti e immuni da errori... ma lo sembri anche tu, se ti guardano da una certa distanza.
Mediocrità significa anche non essere sempre in prima linea, ma concedersi il riposo. Non caricarsi troppo sulle proprie spalle, ma delegare. Non essere sempre reperibili, ma staccare la spina. Non rispondere ai problemi di lavoro in vacanza: non importa se sei in casa o sull'Himalaya... non ci sei e non puoi rispondere... e, per il tuo senso di colpa, agisci insegnando a qualcuno a fare ciò che faresti tu, con la massima competenza possibile, in orario di lavoro.
Abbiamo paura del fallimento e di essere sostituibili. E sai qual'è la buona notizia? Che lo siamo, tutti e tutte, indistintamente dalla professione e dal grado di istruzione e anche da quanto amiamo una persona. Abituati all'idea, perché ti farà vivere meglio.
Non vivere un risultato non raggiunto o una relazione sbagliata come "sono un disastro di persona": ridimensionalo a quel momento e a quella situazione. Analizza dove hai sbagliato. E ricordati di Samuel Beckett, che nella novella "Peggio tutta" del 1983 ha scritto: Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
#antistress: Pratica un attività
Ogni buon dottore, se e quando andrai a farti prescrivere qualcosa contro lo #stress, ti dirà di fare un'attività piacevole.
L'utilità è doppia: distrarre la mente dal loop di pensieri negativi e farla concentrare su qualcosa che ti procura ormoni positivi. Devi lasciare che nella tua mente ci sia spazio per il desiderio di volare altrove.
L'attività che funziona di più è la meditazione, assieme allo yoga. Per esperienza ti dico che sono veramente il modo migliore per liberare e lasciare andare lo #stress e ritrovare la calma. E hanno di buono che sono praticabili in diverse varianti: non devi per forza stare immobile e concentrarti... esistono anche forme più dinamiche. O più semplici, tipo battendosi leggermente il petto, le tempie o determinati punti sulla mano.
Ma, se non fanno per te, ce ne sono altre... alcune insospettabili.
Lava i piatti. Ok, questa non te l'aspettavi. Ma sappi che come lavi i piatti la dice lunga sulla tua modalità di risolvere i problemi. Se usi la lavastoviglie ti piace delegare. Se prima li lavi, deleghi ma non ti fidi. Se li rigoverni da sola, ti piace pensarci, perché ogni piatto, ogni bicchiere, ogni posata, richiede una decisione: quale per primo? li depongo impilati o semplicemente poggiati? tanto o poco detergente? Lo so, detta così sembra un'attività stressante più che #antistress... e invece sappi che staccare la mente dai grandi problemi per concentrarla su quelli più piccoli e facilmente risolvibili la fa riposare. E nel contempo può imparare soluzioni alternative da applicare anche ad altro.
Fai il cruciverba. Questo è un classico, invece, tant'è che molte persone, appena in vacanza, si comprano subito il cruciverba. Noto spesso, sotto l'ombrellone, gente intenta a fare il sudoku o le parole crociate o i rebus... ognuno ha il proprio preferito. Funziona come #antistress perché non è una competizione nozionistica ma un modo per tenere la mente attiva, risolvendo quiz semplici ma che richiedono memoria. Ti fa concentrare sul presente e ti distrae dai grandi problemi della vita. A me piacciono perché mi ricordano i nonni materni: compravano la rivista enigmistica più venduta in Italia e si dividevano i giochi: ognuno aveva il suo e a me lasciavano quello da colorare o da unire i puntini. Quando la compro, è tutt'oggi la prima pagina a cui rivolgo l'attenzione.
Leggi. Mi spiace che il livello di concentrazione degli esseri umani sia calato al punto che preferiamo scrollare lo schermo piuttosto che leggere. E mi dispiace anche per me, che leggere è il mio hobby preferito eppure anche io sono più spesso tentata di prendere in mano il telefono che il libro... Un'altra motivazione poi per cui non leggiamo è che a scuola ci hanno obbligate a leggere i classici per cui pensiamo che le storie siano noiose. Niente di più sbagliato. Il vero #antistress è leggere ciò che ci piace (per alcune persone, lo è anche annusare i libri): non importa se sono biografie, trattati di filosofia, fumetti, fiabe illustrate, storie di crimini, fantasy o storie d'amore. Leggi. Per imparare a pensare con la tua testa. Per saperti esprimere, quando parli, in modo che tutti capiscano ciò che intendi dire. Per distinguere la verità dalle fake news. Per approfondire. Per fare conversazione. Per non sentirti ignorante.
Metti in ordine la libreria/ gli armadi. Ecco un'altra attività che non sembra #antistress, ma lo è. E lo diventa se usi le tecniche di due maestre di settore: una è Mary Poppins, per cui "basta un poco di zucchero e la pillola va giù" (ed è così che convince Jane e Michael a riordinare la stanza) e l'altra è Amanda Gibby Peters, che ti spinge a farti tre domande: 1- Ci sono libri che non ti piacciono e non hai mai finito/vestiti che non hai mai indossato? 2- Quali sono quelli che non appartengono più al tuo percorso di vita? 3 - Se passi un guanto bianco, dove c'è la polvere? Se un libro o un vestito o un oggetto rispondono "si" a tutte le domande, tienili, altrimenti... spostali. Tieni davanti agli occhi solo ciò che ti rappresenta veramente. Farlo aiuta ad organizzare i pensieri e le attività con calma... come nella matrice di Eisenhower.
Annusa e usa la cancelleria. Questo #antistress è una “eredità” dai tempi della scuola. Ti ricordi quando si era a fine agosto e dovevi andare in cartoleria a comprare i libri nuovi? Ecco, ciò che rendeva sopportabile l’acquisto di quei volumi altissimi che avresti praticamente dovuto imparare a memoria nei mesi successivi era la facoltà di poter scegliere la cancelleria. Il diario, i quaderni, le penne, gli evidenziatori, i post-it, pastelli e pennarelli, le matite, le forbici, la colla (anzi, le colle: quella stick e quella liquida)… che meraviglia, con quel buon profumo di nuovo e quei colori accesi e sfavillanti! Il motivo per cui abbiamo questi ricordi favolosi è perché la cancelleria è un #antistress. Innanzitutto perché ti fa sentire organizzata: predisporla sul tavolo significa essere pronti a iniziare. Poi ti dà l’impressione di dare un taglio col passato: pagine bianche significano ricominciare da capo e iniziare da ciò che per te è rilevante, ora. Infine, riporti alla mente la sensazione di riposo che avevi dopo mesi passati a giocare senza impegni né responsabilità.
Scrivi un diario. Ai tempi della scuola era obbligatorio avere un diario, per scriverci i compiti per casa. In realtà era un oggetto al cui acquisto dedicavamo la massima attenzione e che riempivamo di adesivi, testi di canzoni, disegni e frasi. Pensa alle Smemoranda e ai diari con in copertina i personaggi dei cartoni animati, dei telefilm e dello sport. Risfogliandoli a distanza di tempo scoprirai molto di te stessa...più di quanto immagini Ci sono sogni e paure lì dentro: la voglia di innamorarsi, le delusioni per i brutti voti e le speranze di amicizie "per sempre". In quel momento della tua vita, quando i genitori non sembravano capirti, confidavi tutto al diario e la mente trovava pace. Finita la scuola, finito l'obbligo del diario. Era il momento di vivere la vita, non di sognarla. E sai cos'è successo? Che abbiamo disimparato prima ad augurarci la felicità e poi a sfogare le preoccupazioni. Siamo costantemente deluse e arrabbiate e crediamo che tutto peggiorerà.Perciò, per reimpararlo di nuovo, abbiamo ancora bisogno di un diario. Per scriverci non solo gli appuntamenti e come hai trascorso la giornata (le emozioni che hai provato), ma anche gli obiettivi (a breve e lungo termine) e il budget previsto...e, soprattutto, per sfogarti. Non c'è niente di male a scrivere, su una pagina bianca, a lettere maiuscole "il mio capo è uno stronzo!" (mi raccomando il punto esclamativo) oppure "andate tutti a fanculo!" (punto esclamativo). È una liberazione mentale che non fa male a nessuno. Scrivere aiuta a ricordare e a rendere reali i nostri pensieri: non sarà più un "lo farò domani", ma ci sarà una data precisa in cui iniziare. E, sapendo che esiste, non l'avrai più lì a gironzolarti nel cervello, martellandoti: te ne preoccuperai in quel momento, non prima, e avrà tutta la tua concentrazione fino alla fine.E ci sono altre due cose impreviste ma eccezionali nel tenere un diario: 1- Nel planning è obbligatorio posizionare anche giornate e weekend liberi (specie se hai scritto troppi punti esclamativi).2- Puoi comprare un diario esattamente come lo vuoi...anche una Smemoranda, se sei vintage fino in fondo!!
Colora. Anche questo è una conseguenza (o uno stimolo) ad affezionarsi alla cancelleria. Perché usare i colori, che siano pastelli, pennarelli, colori a cera o a olio, aiuta a calmare i nervi. E, se non sei brava a disegnare (ti capisco, sorella), sappi che ci sono tantissimi libri con la base già fatta. Mi raccomando, non usare le app per il cellulare: compra libri veri, album veri, colori veri... se no non funziona come #antistress. Oppure, sia che tu sappia disegnare che no, usa una pagina bianca e fai la tua creazione: ti ricordi quando eri bambina e usavi i colori e ti sembrava di aver fatto un capolavoro anche se nessuno lo capiva? Fai come lei... non giudicarti e non aspettare un brava... solo concentrati, e inizia. Poi ti sentirai meglio.
Balla. A proposito di attività dell'infanzia (erano tutte fantastici #antistress, compreso il chiacchierare per ore con gli amici e le amiche, di persona, di argomenti futili): io adoravo mettermi davanti allo specchio e ballare. Inventavo coreografie o ripetevo quelle viste in tv (nei mitici sabato sera dei varietà, con le sigle). Mi alzavo dal tavolo su cui facevo i compiti e ballavo. Senza averci pensato, ottenevo due risultati: distrarre un attimo la mente (e magari, quando mi sedevo di nuovo, era più facile risolvere quel problema di matematica) e fare ginnastica. Quindi perché non ottenere i medesimi benefici in età adulta? Balla da sola, a casa, oppure balla in compagnia, ai corsi, nelle balere o nelle feste.
Cuci. Mia mamma ha iniziato a lavorare facendo la ricamatrice. Mia nonna paterna passava le ore con l'uncinetto in mano (ho una coperta favolosa fatta da lei, mille centrini e anche dei vestiti per la bambola). Io sono a malapena riuscita a finire un quadretto a ricamo (di Dumbo, ma quello di Candy è ancora a metà) e mia zia è morta prima che finissi la sciarpa di lana (con quel fantastico movimento di dita che, tra indice e medio, sposta il lavoro da un ago all'altro) che stavo preparando per lei. Eppure ho sempre amato il cestino del cucito, pieno di fili colorati, aghi infilati nei rocchetti (le spagnolette), bottoni di tutte le misure, scampoli di stoffa, ditali e forbici. Con il tempo ho capito che cucire è un #antistress perché hai un progetto da completare (il che ti dà un obiettivo da raggiungere), hai delle indicazioni da seguire (che ti fanno capire quanto è importante fare un passo davanti all'altro) e impari, quando sbagli, a tornare indietro e ricominciare. Conosco persone che, filo dopo filo, si sono preparate il corredo, hanno dato nuova vita ad abiti vintage e si sono aperte alla vita. (A proposito: nella mia cittadina c'è anche un gruppo molto attivo che accompagna il cucire alla lettura: due #antistress in uno).
Fai un puzzle. Una tecnica facile per esercitare il super potere della calma. I pezzi sono tanti e piccoli e molto simili. Ci vuole pazienza per incastrarli perfettamente. Perciò, prepara un tavolo e mettiti nell'ordine di idee che non lo potrai usare finché avrai finito. Io ho fatto pace con questo concetto mesi fa, quando mi sono ricordata di quanto sia bello fare un puzzle. Ho iniziato dal bordo, facilissimo, e dalle figure meglio definite. Ed è proprio ora che viene il bello: quando ho davanti tanti pezzi di un colore simile e devo provarli a uno a uno per trovare la giusta combinazione. Quando sarà finito e lo appenderò, mi dispiacerà molto (e difatti ne ho un altro pronto). Ma non ho fretta. Concentrarmi su quell'enigma è un fantastico passatempo e mi aiuta a ricordarmi che spesso, nella vita, sembra tutto difficile, ma poi guardi il quadro completo, sai cosa ti è costato e provi ancora più meraviglia.
Crea la tua spa. La piscina, i massaggi, le essenze profumate, un tè caldo e la possibilità di stare tutto il tempo in accappatoio a rilassarsi. Il Centro Benessere è indubbiamente un'esperienza da provare. Il problema però è che non tutti sono a portata di mano e spesso non si trova il tempo per frequentarli. Puoi però provare una soluzione alternativa. E lo sforzo più grosso da fare è sempre lo stesso: chiudere il cellulare e impedire in ogni modo che qualcuno ti disturbi; non ti chiedo tanto, per iniziare, solo mezz'ora...poi puoi aumentare o diminuire a seconda delle giornate. Inizia dal bagno, preferibilmente in vasca. In una bottiglietta, mescola sapone liquido, acqua, olio essenziale e glicerina (oppure olio di cocco - serve per fare in modo che le molecole liposolubili e quelle idrosolubili vadano d'accordo, creando un mix vincente). Non ti dico quali marche o profumazioni vanno bene perché è obbligatorio scegliere qualcosa che dal naso arrivi dritto al cervello, che ti procurerà la piacevole sensazione di benessere associata a un bel ricordo. Che sia cioccolato o lavanda poco importa: non è il momento del giudizio o del seguire le regole, questo. È invece il momento di aprire l'acqua (alla temperatura che maggiormente gradisci), versare il mix, chiudere la porta e immergersi. Una volta terminato il bagno (credo sarà quando le dita iniziano a raggrinzirsi!) indossa l'accappatoio e ti prepari un tè o una tisana (qualcosa di confortevole da bere...sarei tentata di dire un liquore ma temo di ritrovarti dipendente dall'alcol entro breve) e via con un trattamento di bellezza (maschera viso o capelli, scioglicellulite, lozione, pietra pomice...quello che preferisci e che riesci a fare senza aiuto - anche se tutto quello che ho scritto può essere trasformato in un appuntamento di coppia, ovviamente). Gli ultimi step sono la musica preferita e un profumo che inondi la stanza di benessere. Poi ti sdrai, chiudi gli occhi e ti concentri sul respiro e sul presente. Se dormi, ok, evidentemente ti serviva un sonnellino. Altrimenti svuota la mente pensando a qualcosa di piacevole e basta. Risultato assicurato!
Connettiti con la natura. Ammetto di essere, in tal senso, molto fortunata, perché vivo in una cittadina ben organizzata (col cinema e la biblioteca e il palazzetto e un centro sportivo) che aiuta a distrarsi e a calmarsi con le sue tante attività. Ma lo sono anche perché, pur essendo a pochi chilometri dal capoluogo di provincia, è circondata da prati. E lo sono anche di più perché ho un bel giardino. La chiamo una fortuna perché posso scegliere se fare una passeggiata e, dopo 5-10 minuti, essere in mezzo al nulla totale (e la mia stagione preferita è quella delle rotoballe, che mi calmano solo a guardarle e ad annusarle), oppure semplicemente uscire di casa e annusare il profumo dei fiori e dell'erba e vedere le foglie (in autunno, raccoglierle è anche un'ottimo #antistress perché fai movimento e vedi quei colori favolosi). Ciò non toglie che, anche se non sei in campagna, puoi aprire la finestra e vedere cosa accade: i piccioni sul filo, le ombre della luce del sole sulle case, la profondità di una pozzanghera, un insetto che vola, la resina sugli alberi e le increspature del tronco. La natura è incredibile... cambia ogni giorno e basta osservarla e respirare per sentirsi subito meglio.
Come vedi, possiamo fare molto per curare #stress e #ansia. E non è niente di complicato. Ma va fatto. Per stare bene.