Quante volte abbiamo pensato: "È lei, è la mia amica del cuore, l'unica al mondo?"
Se siamo state fortunate, una sola volta, ed è rimasta sempre quella, anche quando siamo cresciute.
Altrettanto fortunata è chi (come me) ne ha avute una da piccola e, da adulta, ha potuto circondarsi di un super gruppetto di fedelissime: quella che è pratica e razionale, quella che è romantica e sognatrice... e poi dei mix con altri tipi di personalità interessanti.
Se invece non siamo state fortunate, la nostra (ex) migliore amica ci ha fregato il fidanzato /la fidanzata o il lavoro o ci ha calpestate alla prima occasione disponibile.
Qual'è dunque la ricetta per un'amicizia duratura?
Si dice sia la stessa dell'amore eterno: avere un'incredibile feeling, saper perdonare, essere leali, lasciare all'altra persona spazio personale sufficiente e non creare un'esclusività.
Il feeling tra amiche non deve mai mancare. Un'amica dev'essere come e più di una sorella: una persona di cui ti fidi completamente. Una persona a cui sai che puoi raccontare il lato peggiore di te e sarà comunque dalla tua parte (perché credo fermamente al: - Ho ucciso il mio uomo - Ok, dove lo seppelliamo?) e con cui condividi i valori fondamentali... quelli per cui scendereste in piazza insieme, fianco a fianco. Se hai anche un solo dubbio, non siete amiche: siete conoscenti. Perché la migliore amica è la persona nei cui panni dovrebbe essere facilissimo calarti e in cui dovrai farlo per tutta la vita, condividendo i suoi comportamenti. Lei è anche quella che ti deve aiutare a scoprire chi sei e cosa vuoi dalla vita, con quei discorsi e quelle domande scomode che tu dovresti fare più spesso a te stessa, e pretende che tu faccia lo stesso per lei, dunque sceglila con attenzione.
Tenersi strette le amiche significa essere presenti. Non conta vedersi tutti i giorni: è chiaro che da giovani è semplice perché si va in giro insieme, a scuola insieme, nei negozi insieme, a fare sport insieme, ma, crescendo, si hanno vite diverse, carriere diverse, amori diversi, passioni diverse. Quindi in tal caso la ricetta giusta è: se si ha qualcosa che piace ancora fare in due, ben venga, se non lo si ha, va bene anche un pranzo o una cena ogni tanto e il cosa si fa e il dove si va è meno importante dell'esserci. Il quanto spesso però non deve mai essere forzato... lo si fa perché si ha voglia di farlo. Ho migliori amiche che amo alla follia e che sento quasi quotidianamente ed altre che, per distanza geografica o di abitudini, vedo pochissime volte all'anno (se non quasi mai) eppure, quando ci sentiamo, è vero affetto e ci diciamo "ti voglio bene" mille volte...e so che è vero. Le amiche sanno quando è il momento di mollare tutto e correre da te, senza che glielo imponi.
La competizione tra BFF (Best Friends Forever, migliori amiche per sempre, che fa molto Paris Hilton - io adoravo quel programma) dev'essere sana ma non logorante: il che significa niente scene isteriche se per caso avete lo stesso vestito, non cadere in depressione se l'altra ha una vita amorosa/sessuale più attiva della tua e saper gioire con lei dei suoi successi lavorativi. Ma, soprattutto, niente paternali se sei uscita con altre persone: non c'è bisogno di essere gemelle siamesi per andare d'accordo e nemmeno il condividere tutto... è bellissimo avere ognuna la propria vita e, quando ci si ritrova, raccontarsi tutto e condividere.
Altro "ingrediente" che ritengo fondamentale: un consiglio sì, un'imposizione no. Io ti dico quello che farei al tuo posto, motivandolo, ma poi tu fai ciò che vuoi...e io ti sosterrò, anche se non sono d'accordo. Bisogna incontrarsi e scontrarsi, tra amiche, continuamente, ma lo fai perché sai che lei è una delle poche persone al mondo per cui vale la pena farlo, perché un punto d'incontro lo troverete sempre.
Un'amica però non è un pozzo senza fondo disposta sempre ad ascoltare senza mai parlare. Il fatto che ti dia la disponibilità del "chiamami quando vuoi" non significa che devi farlo veramente e dimenticarti che anche lei ha bisogno di riposo... e, soprattutto, dimenticarti che ha dei problemi e che vorrebbe parlartene. Io stessa a volte mi sono annullata per alcune amiche: essendo una persona molto empatica, le ho lasciate parlare e subissarmi anche se quel giorno, in quel momento, faticavo a trovare un briciolo di energia per me... ma non funziona in questo modo... bisogna delimitare i confini o ti ritroverai, stanca morta, ad analizzare per due ore "perché i pantaloni sono meglio della gonna" oppure "chissà cosa voleva dire quel colpo di tosse nel mezzo del discorso".
La sincerità. Forse dovrei dirti quello che troverai in ogni "decalogo della migliore amica", ovvero che se non c'è sincerità non c'è amicizia, ma preferisco essere realista e consigliare di usare tatto e sensibilità. Chi conosce la propria amica del cuore sa cosa dire e cosa celare, sa quando è il momento giusto per rivelare una verità scottante, e come dirla, e sa anche togliersi di mezzo per lasciarla sola a pensare o a piangere. E la sincerità non deve essere brutale: "Lo sai che ti voglio bene e lo dico per il tuo bene" non è una scusa valida per dire qualsiasi cosa passi per la testa e sperare di essere anche ringraziate per la palata che stiamo ricevendo. Io di solito preferisco un: "Ora farò l'avvocato del diavolo e ti dirò delle cose forse spiacevoli... ma ritengo che dobbiamo parlare anche di questi aspetti".
La sicurezza. A un'amica non interessa "di chi è la colpa" e "chi ha iniziato per prima"... le interessa che sei al sicuro, che non soffri più del necessario, che non corri pericoli. E' quella che vuole sapere se sei arrivata a casa sana e salva, com'è andato il viaggio, cosa ti hanno detto i dottori (ma anche cosa ha detto il veterinario del tuo animaletto del cuore). Nel caso non sia così, ti accompagna in prima persona, ti viene a prendere, ti tiene la mano.
Essere un'amica è dunque "un lavoro", come fare il genitore o la moglie... di quelli che ci vuole sentimento, e quello non si crea e non si compra. Nemmeno se sei Paris Hilton.
E quando l'amicizia finisce???
Difficilmente se ne parla, ma a volte la fine di un'amicizia è peggio della fine di un amore.
Perché è più facile trovare un fidanzato/fidanzata che una buona amica. Perché hai perso un punto di riferimento...una persona che sapeva tutto di te. Perché non hai più il tuo rifugio sicuro, ovvero le braccia che ti avrebbero accolta se tutto intorno a te fosse crollato. Perché, quando ti molla la persona che diceva di amarti, corri dalla tua migliore amica, che ti offre una spalla su cui piangere, del gelato, dell'alcol e una serata a ballare, ma se ti lascia un'amica cosa fai??? Dove vai... da sola?? Non ti rimane altro che rimuginare sul perché sia accaduto.
E la cosa brutta è che a volte non sai nemmeno come sia potuto accadere. Avete semplicemente lasciato che la vita vi scorresse sopra e che ogni impegno del quotidiano diventasse più importante di lei. Magari da piccole passavate il tempo al telefono, coi genitori che vi dicevano: "Basta!! La bolletta costa!" e ora, quando hai un'ora di tempo, anziché chiamare lei e sapere come sta, stai sui social a vivere la vita di persone che nemmeno conosci.
A volte è semplicemente la vita che vi ha portato in due direzioni diverse: si è trasferita o si è sposata, per esempio. Nel primo caso, una buona via di mezzo per incontrarvi (un weekend assieme) e tanto uso dei social e del telefono possono aiutare. Nel secondo, valgono le stesse regole, ma possono essere complicate per esempio dal fatto di non poter parlar male della persona che ha scelto (né fare battute) o del fatto che il filtro-segreti non sarà più attivo. E poi come fai a confidarti sulle pene d'amore con una donna che invece è perfettamente felice??? Non riesci... quindi, ricordati che ora in quest'amicizia siete in tre.
A volte invece c'è stata una litigata, un'incomprensione, un evento spiacevole su cui nessuna delle due riesce a soprassedere e in tal caso, se lo si vuole, occorrono molto dialogo, molta empatia e molta capacità di saper perdonare... perdonare davvero perché, come dice Taylor Swift in "Bad blood" (una canzone del 2014 tratta dall'album "1989"): "I cerotti non rimarginano i fori dei proiettili". Se così non fosse, non vale la pena continuare a provarci... non resta che scegliere strade diverse e lasciarsi... o avviare la procedura "compromesso", vale a dire, frapporre una distanza: quando ci vediamo ci salutiamo e scherziamo, ogni tanto va bene un caffè o un aperitivo o una cena, ma non riesco a starti più vicina perché mi faccio del male.
Fonti, approfondimenti, consigli
"BALENE - AMICHE PER SEMPRE", libro del 2020 di Barbara Cappi e Grazia Giardiello & serie del 2025 di Alessandro Casale con Carla Signoris e Veronica Pivetti: Adriana, Evelina e Milla erano tre amiche del cuore. Poi hanno litigato. Ora Adriana è scomparsa e le altre due, che si sono perse di vista, si ritrovano per scoprire cosa sia successo.
"POMODORI VERDI FRITTI AL CAFE DI WHISTLE STOP", libro del 1987 di Fannie Flagg & film (col titolo "POMODORI VERDI FRITTI ALLA FERMATA DEL TRENO") del 1991 di Jon Avnet con Jessica Tandy, Kathy Bates, Mary Stuart Masterson, Mary Louise Parker: Alla casa di riposo Rose Terrace, Evelyn Couch sta aspettando il marito (in visita alla suocera) e viene fermata dalla signora Threadgood che le racconta l'incredibile amicizia tra Idgie Threadgood e Ruth Jamison.