Ce le hanno presentate come brutte megere, ma non lo sono affatto.
Secondo la leggenda, le streghe sono orrende. Sia fisicamente (volto solcato da rughe, un brufolo enorme sul mento da cui esce un ciuffo di peli, capelli sempre spettinati e sporchi) che moralmente (cattive, vendicative, pericolose). Tutto il contrario delle fate, sempre bellissime, gentili, pazienti e caritatevoli.
Per cui, tu, bambina, che leggevi quelle fiabe o vedevi quei cartoni animati e quei film o scorrevi quei fumetti, sapevi che avevi davanti solo due scelte: la strega o la fata, la cattiva o la buona.
Fortunatamente, nel tempo, la narrazione è cambiata e abbiamo capito che le streghe sono molto altro.
Sono le donne che hanno poteri magici e non sempre li usano per provocare dolore, bensì per soddisfare dei desideri.
Sono bellissime, perché la magia le rende libere di essere se stesse e quindi forti, indipendenti, magnetiche, sicure di sé.
Sono amate perché si circondano di persone che le comprendono e accettano questo lato imprevisto e imprevedibile.
…rimangono pericolose, ma solo per chi cerca di bloccarle, imprigionarle e bruciarle…
Ecco dunque perché l'eroina del femminismo non è la principessa, ma la strega.
Perché vive fuori dal patriarcato e non obbedisce alle sue leggi, ma le combatte. E se uccide, uccide ciò che le viene imposto.
Perché non ha figli... perché è a favore dell'aborto.
Perché non ha paura a mostrarsi "diversa" e "imperfetta".
Perché pensa che il sangue mestruale sia solo un fluido e non qualcosa che "rappresenta il demonio" o "fa appassire i fiori".
Perché fa sesso e non si preoccupa dell'opinione altrui o di "essere considerata pupilla del diavolo".
Perché si muove in territori bui e anziché spaventarsi ne trae nuova linfa,
E qui vogliamo celebrare tutte le streghe che abbiamo conosciuto, nei libri, nei film, nelle serie tv e che ci hanno insegnato che il mondo è fatto di sfumature e non solo di buono & cattivo.
La Strega dell'Ovest e la Strega del Nord sono due protagoniste de "Il mago di Oz" (libro di Frank Baum con numerosi adattamenti cinematografici e teatrali). La dicotomia di cui parlavo all'inizio qui è all'apice perché la prima, ha il naso adunco, la pelle verdastra e l'abito nero. Viene presentata come Malvagia e vive circondata da mostri, lupi, cornacchie e scimmie volanti (che sono anche diventate un topos della psicologia per indicare quelle persone che ogni narcisista utilizza per manipolare la propria vittima). Nel film del 1939 di Victor Fleming, Dorothy le associa il volto di una donna che non sopporta il suo cagnolino. In quello del 2013 di Sam Raimi le viene fatto credere che Oz, di cui è innamorata, l'abbia tradita, ed è costretta a mangiare una mela avvelenata che la rende cattiva. Anche nella serie televisiva "C'era una volta" (di Edward Kitsis, Adam Horowitz, dove appare nella stagione 3, del 2014) soffre per amore ed è allontanata per i suoi poteri magici. La sua rivale è la Strega del Nord, che potrebbe benissimo essere una fata per le sue caratteristiche: è Buona. Nel libro è una vecchietta piena di rughe, veste di bianco e ha un cappello a punta; nel film del 1939 è bionda, giovane, con la bacchetta magica e la corona. In ogni caso, protegge Dorothy e la aiuta a tornare a casa grazie alle luccicanti scarpette.
Malefica è decisamente una strega cattiva. Appare per la prima volta in "La bella addormentata nel bosco" del 1959 di Walt Disney: ha le corna, le ali, un pesante trucco viola, un mantello nero e come unico amico ha un corvo. Circondata da un'aura verde, pronuncia il più terribile dei malefici: non essendo stata invitata al battesimo della Principessa, la costringe a svenire punta da un ago a 16 anni finché non riceverà il bacio di vero amore. Devo dire che questa cosa ci ha creato un trauma incredibile: avevamo paura a lasciar a casa dalle festicciole amiche antipatiche e parenti strane solo per timore che si presentassero con lo stesso terribile incantesimo. Per fortuna nel 2014 è arrivata Angelina Jolie nel film diretto da Robert Stromberg e ci ha fatto capire il significato di corna, ali, mantello e corvo e soprattutto di tanta ira... che era... indovina per cosa? Per amore.
Sembrava insomma che tutte le donne lasciate dal fidanzato fossero destinate a diventare brutte e cattive. Per fortuna però sono arrivate due streghe che invece si innamoravano di uomini terrestri e grazie a loro davano il meglio di sé. Samantha e Jeannie sono infatti le protagoniste dei famosissimi telefilm "Vita da strega" (1964-1972, ideato da Sol Saks) e "Strega per amore" (1965-1970, ideato da Sidney Sheldon). Sono le donne dotate di poteri magici che cercano di conformarsi alla realtà... alla realtà degli anni '60 per essere precisi, dove i mariti erano uomini in carriera e le mogli perfette casalinghe e dove non esistevano problemi di sorta. In casa Stephens e del maggiore Nelson invece la perfezione non regnava: Samantha e Jeannie cercavano di non mostrarsi troppo, ma arrivavano sempre parenti e amici da altri mondi a complicare la situazione e loro erano costrette a fare di tutto pur di tornare alla loro perfetta realtà di casalinghe.
Bia arriva sulla Terra non per amore, ma per insegnarci la canzoncina della sigla del cartone animato (1975, di Makiko Narita) che tutte noi Gen X sappiamo a memoria ("B e A, B e E Ba Be, Bi e I Ba Be Bi,Bi e O Ba Be Bi Bo, Bi e U Bu Ba Be Bi Bo Bu" - lo so che l'hai letta cantando). Comunque, dicevo... Bia arriva sulla Terra insieme a Noa per sostenere delle prove e diventare Regina delle Streghe. Anche in questo caso è tutta una questione di adattamento: Bia riesce a fingere più facilmente e a sembrare umana mentre Noa non riesce a relazionarsi emotivamente.
Le streghe dei film horror sono tutte spaventose. I registi le scelgono come tema per farci scontrare con le nostre paure.... quindi anche per far scontrare gli uomini con la paura che hanno delle donne. Si riuniscono in congreghe, compiono riti magici e messe nere collettive, cambiando i destini del mondo. Se vuoi qualche buon esempio, ti consiglio: "Suspiria" (1977, di Dario Argento - e lo "strano" remake di Luca Guadagnino del 2018), "Le streghe di Salem" (2012, Rob Zombie, anche molto splatter, che riesce a rendere inquietante il trucco corpse bride tipico del black metal), "The Blair witch project" (1999, di Eduardo Sanchez e Daniel Myrick, dove l'orrore è silenzioso).
La Grande Strega Suprema del film di Robert Zemeckis del 2020, tratto dal racconto di Roald Dahl, del 1983, colpisce perché a prima vista è quasi una modella: portamento perfetto, messa in piega, trucco e vestiti haute couture. Ma, guardandola bene, notiamo delle pieghe agli angoli della bocca.. pieghe alla Joker, che non promettono bene. Infatti, quando lei e le altre streghe diventano se stesse, ecco che diventano brutte: calve, grandi narici, artigli, piedi senza dita... e se stesse significa trasformare in topi i bambini trascurati e mangiarseli. Sono qui per eliminare l'imperfezione e portarla nel proprio mondo freak.
Ma la strega non è solo divertente o spaventosa... il super potere più grande che ha è infatti quello di difendersi dai benpensanti e diventare se stessa.
Alex, Jane e Sukie sono amiche "vittime delle 3 D" - morte/death, abbandono/desertion, divorzio/divorce. E si sa che quando le donne sono represse e tristi, arriva sempre un bravo manipolatore a renderle soggette ai propri desideri. Nel caso de "Le streghe di Eastwick" (film del 1987 di George Miller, basato sul romanzo di John Updike) arriva addirittura il diavolo in persona, che le cambia facendo loro conoscere libertà e apertura mentale. Quando però le tre si accorgono di essere state raggirate, si allontanano, ma capiscono ben presto che un manipolatore le può riprendere in un attimo, giocando sulle loro peggiori paure. Ecco quindi che decidono di fare il suo stesso gioco e riappropriarsi delle proprie vite.
Nancy, Bonnie, Rochelle e Sarah sono le "Giovani streghe" (film del 1996 di Andrew Fleming) che ci rappresentano di più. Siamo le noi adolescenti che, prese in giro per la nostra stranezza (ovvero l'essere timide e introverse a causa di violenze in famiglia, un corpo imperfetto, il bullismo), sviluppiamo dei super poteri... nuovi e creativi. Che da sole ci fanno sembrare "un mostro" ma, con altre coetanee, diventano una forza capace non solo di realizzare i nostri desideri, ma di ottenere obiettivi che non speravamo di raggiungere.
Prue, Piper, Phoebe e Paige Halliwell (ma anche Billie Jenkins) sono la Samantha e la Jeannie degli anni '90. Le protagoniste del serial "Streghe" (andato in onda dal 1998 al 2006 e ideato da Constance M.Burge) hanno poteri magici ereditati... che arrivano loro solo quando si ritrovano a vivere insieme nella stessa casa. Come le due protagoniste precedenti, sono divise tra il "sembrare normali" e vedersi apparire davanti ogni genere di demone e angelo... ma non sono le felici spose degli anni '60, bensì donne indipendenti che cercano di avere una carriera e una relazione appagante.
Anche in "American Horror Story - Coven" (serie tv del 2013 ideata da Ryan Murphy e Brad Falchuck), il potere delle streghe è naturale ed esiste una Suprema. La stagione 3 del celebre serial antologico ci fa conoscere l'Accademia Robichaux di New Orleans dove vengono mandate tutte le ragazze che manifestano speciali attitudini. La Suprema sta per morire (anche se lei fa di tutto per restare, sebbene senta i poteri affievolirsi) e c'è bisogno di trovarne una nuova, che sarà quella che supererà la Prova delle Sette Meraviglie (che si chiama così dalla canzone "Seven Wonders" di Stevie Nicks, la "fata" del rock, che infatti appare come guest star). Le streghe dell'Accademia vestono di nero, ma indossano tacchi alti, occhiali da sole e ombrellini di pizzo... e una di esse, prima di morire sul rogo, urlerà: "Balenciaga"
Grace Haverstock & Hester Prynn non hanno poteri magici, ma vengono chiamate streghe e rischiano di essere anche loro bruciate. La prima è protagonista del film "The reckoning" di Neil Marshall del 2020; l'altra del film del 1995 di Roland Joffé "La lettera scarlatta" (ma ne esistono diverse versioni, anche una del 1973) tratta dal romanzo di Nathaniel Hawthorne. Te le presento insieme perché la loro rivalsa è forte e decisa, considerato che siamo in entrambi i casi nel 1600 e la vita era molto rigida, piena di regole e decisamente patriarcale. La società vorrebbe che una donna non stesse sola in casa: può accettare di pagare l'affitto col sesso o andare a vivere presso una famiglia caritatevole, ma Grace ed Hester dicono di no. Amano chi vogliono e lo affermano a costo di essere frustate e rinchiuse in cella. Vengono torturate in modi umilianti e costrette a portare marchi di infamia, ma continuano a camminare a testa alta. E perché lo fanno? Per le proprie figlie... per dar loro un mondo nuovo in cui non avere paura.
Fonti, consigli, approfondimenti
"Il mostruoso femminile", libro del 2019 di Jude Ellison Sady Doyle, Tlon