Oggi mi sono ritrovata a pensare alla gita ad Ascoli Piceno di qualche anno fa.
Mi sono ricordata le mura, le piazze, le chiese, ma anche quella lunga scalinata che prometteva un panorama mozzafiato. Ho ancora le foto, ed era veramente superlativo come decretava la guida turistica. Ma ricordo anche che durante la salita c'era caldo e contemporaneamente pioveva e che io mi sentivo spossata. Forse per il fritto misto che avevo appena ingerito???
Sì perché inizialmente volevo gustare, come specialità locali, solo le olive, vendute nel cartoccio come il più classico Fish & chips, seduta su una panchina. Ma poi il cartello "fritto misto" a pochi euro di un ristorantino della piazza mi ha convinta. E lì, davanti ad un vinello bianco in caraffa, non ho potuto far altro che avventarmi su quel piatto di leccornie.
Di ben riconoscibile c'era solo la costoletta d'agnello...per il resto erano pezzetti informi che rivelavano la preziosa composizione (verdure o crema) solo in bocca...una goduria... E poi c'erano le sospirate olive, gustose e carnose al punto giusto, che ovviamente niente avevano a che fare con quelle acquistate pronte (o da friggere) al supermercato o servite nelle cene in piedi o durante gli aperitivi in compagnia.
Solo sul posto, infatti, guardandosi attorno, si può assaporarne la perfetta miscela come risultato di una lunga tradizione picena, il cui prodotto principe era già ben noto ai Romani. Marziale scrive che le Tenere Ascolane venivano portate in tavola all'inizio del pasto per solleticare l'appetito ed alla fine per favorirne la digestione, scelte anche per il loro apporto energetico. Ma non solo: nel Rinascimento Papa Sisto V le esigeva sul proprio desco tutti i giorni. La loro fama crebbe ancora quando, all'epoca della nascita del Regno d'Italia (anche grazie alla costruzione della ferrovia ed all'arrivo, col treno, del Parmigiano Reggiano) si iniziò a farcirle con formaggio e carni secondo una modalità che, si dice, abbia origini barocche, per l'accuratezza della preparazione dell'impasto e la ricchezza degli ingredienti.
Ecco perché. gustandole sul posto, ci si sente davvero ricchi...si percepisce chiaramente la particolarità di un prodotto capace di ricordare l'antica abitudine di corredare alimenti semplici per trasformarli in qualcosa di unico che resiste nel tempo.
Per quanto mi riguarda, in quel momento la ricchezza delle olive e del fritto misto contrastavano con la passeggiata che stavo facendo, ma quel piatto rimane uno dei miei ricordi culinari più preziosi ed insostituibili.
Perciò in questo post non troverai le olive all'ascolana ma altre idee...

Pollo alle olive
Passa nella farina le bistecche di pollo e cuoci in padella in olio extravergine d'oliva, vino bianco, un trito di olive e capperi e un goccio di latte. In pochi minuti si crea una cremina dai sapori mediterranei che ha anche il magico potere di rendere la carne morbidissima.
Ecco un'idea semplice, molto rapida e molto diversa dal solito, per dare un gusto diverso alle solite bistecche di pollo, che di solito in famiglia cuciniamo sotto forma di scaloppine (e quindi al vino bianco o all'aceto balsamico) o semplicemente alla piastra.

Radiatori olive e pancetta
Ho trovato la ricetta sulla rivista Cucina Moderna e non spaventarti della luce, ma a quel tempo tra il cellulare e le luci della cucina non ero molto abile.
Fai lessare 250g di radiatori in acqua salata.
Nel frattempo trita nel robot 100g di olive verdi, aggiungendo 100g di panna da cucina finché il tutto si trasformerà in una salsetta golosa.
In un'ampia padella rosola 100g di pancetta a dadini senza aggiungere altri grassi; aggiungi la pasta e completa con la salsa e pepe.
Puoi provare a sostituire la panna con ricotta e, se non hai i radiatori, i fusilli.