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Interrogatorio

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the handmaid's tale 1 

 Se siete donne, questo serial vi farà soffrire. Se siete uomini, capirete cosa sopportano le donne solo perché possiedono un utero.

 A Gilead, infatti, vige un particolare regime. A causa dell'aumento della sterilità femminile, le Mogli sono "sostituite" dalle Ancelle, donne in grado di procreare: i Comandanti (i mariti), durante la Cerimonia, le mettono incinta, Mogli e Marte (cameriere) ne seguono la gravidanza e, dal momento della nascita in poi, la prole appartiene solo alla Famiglia.

 June è un'Ancella. Un tempo viveva a Chicago col marito Luke (coppia mista) e la figlia Hannah, aveva un lavoro e degli amici. Ora il suo nome è DiFred (appartiene a Fred Waterford), la figlia Hannah è stata assegnata ad un'altra famiglia (e ribattezzata Agnes) e suo marito Luke è riuscito a scappare in Canada dove tutto è ancora normale. Lei fatica a sopportare questa vita e ciò che vede e cerca in ogni modo, legale e illegale, di ricongiungersi con la sua famiglia in un mondo libero.

 Si soffre perché vedere tante umiliazioni e tante torture fa male al cuore.

 Si soffre perché, in nome della religione, che dovrebbe aiutare i più deboli, si commettono stupri, mutilazioni e violenze fisiche (percosse, scariche elettriche) e verbali.

 Si soffre perché una madre ed un padre dovrebbero procreare i figli per amore e non per dovere, e dovrebbero stare tutti insieme.

 Si soffre vedendo quelle lunghe file di Ancelle, col vestito rosso e il cappuccio bianco, muoversi come automi, senza avere la possibilità di pensare in modo autonomo (ed infatti uno dei punti di forza del serial è proprio il pensiero, sempre irriverente e fuori dagli schemi, di June, supportato dal suo sguardo luminoso ed espressivo) e nemmeno di parlare troppo (in stagione 3 se ne vedono alcune imbavagliate e con le labbra serrate da anelli metallici).

 Si soffre ma si riflette. Col procedere delle puntate ho infatti ripensato ai Lebensborn, centri di addestramento della  Germania nazista, dove i bambini ariani venivano strapparti alla loro famiglia d'origine e allevati da balie poco affettuose per diventare la razza perfetta. e ho pensato al test della verginità, alle spose bambine e a tutte quelle pratiche che ledono la dignità umana, specie quella femminile.

Non è facile da vedere, "Il racconto dell'ancella", e penso nemmeno da leggere (aggiornerò questo post non appena esaminati i libri di Margaret Atwood), ma va visto e letto. Perché nessuna Gilead arrivi mai nelle nostre vite.

 

the handmaid's tale 2  Stagione 2. La ribellione delle ancelle, guidata da June, potrebbe avere gravi conseguenze ma lei ne viene risparmiata perché incinta e poi, grazie a Nick, riesce a scappare dai Waterford. La fuga dura poco e viene riportata indietro quasi a forza, ma cerca ogni occasione per partorire fuori da quella casa.

 Nel cast, dopo una breve assenza, torna il personaggio di Emily, una rivoluzionaria interpretata benissimo da Alexis Bledel ("Una mamma per amica").

 

 

 

 

 

 

 

 

 

the handmaid's tale 3  Stagione 3. La figlia dell'ancella, Nicole, è al sicuro, ma lei, vista la situazione tra i coniugi Waterford, viene riassegnata al Comandante Joseph Lawrence, che la tratta in modo più umano e rispettoso. June pensa addirittura di aver trovato un alleato...

 Da "ragazza degli anni '80", ho molto apprezzato il riferimento a "Heaven in a place on earth" di Belinda Carlisle, ma a colpirmi sono sempre le scene scure, rischiarate solo dal volto espressivo di June, e le inquadrature di gruppo, specie dall'alto, con queste macchie rosse che si muovono compatte, unite dal dolore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

the handmaid's tale 4   Stagione 4. Anche se non appartiene più a nessuno, June non rinuncia all'idea di liberare quante più donne e bambini (soprattutto la figlia Hannah) dall'oppressione di Gilead lottando strenuamente, mentre Luke continua a domandarsi perché non voglia semplicemente tornare da lui.

 Elizabeth Moss stessa dirige alcuni episodi, non risparmiandoci forti emozioni. Non sentiamo invece più i pensieri di June perciò dobbiamo fidarci del suo sguardo che ci fissa e di ciò che sappiamo di lei per intuire cosa accadrà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... se il serial non ti è bastato e vuoi saperne di più su Gilead....

 

il racconto dell'ancellai testamenti

 

 Nella serie sono le parole di June, quelle che pensa, a darci una visione corretta su Gilead, a raccontarci la sofferenza, i soprusi, le angherie e la voglia di riscatto.

 Quelle parole le ha scritte Margaret Atwood e il suo libro è stato di ispirazione per sviluppare e costruire i personaggi. 

 "Il racconto dell'ancella" (1985, Ponte alle Grazie) è sicuramente interessante per valutare questo aspetto, ma è "I testamenti" (2019, Ponte alle Grazie) che ci offre un punto di vista innovativo.

 Anzi, diversi. Quello di Zia Lydia, quello di Agnes (la primogenita di June) e quello di Daisy (che si rivelerà essere Baby Nicole). Insieme hanno la possibilità di darci diverse interpretazioni di Gilead (chi ha contribuito alla sua affermazione, chi ci è cresciuta dentro e chi lo vede per la prima volta) fino a vederne la distruzione.

Coinquilin* di guardopenso: