Il revenge porn è la "cessione di materiale intimo, fotografico o video, a terze parti, senza il consenso della persona immortalata nelle immagini o ripresa nei filmati" ed è un reato del codice penale.
L'appellativo però non è del tutto corretto: non è vendetta perché la vittima non ha colpe e non è porno perché si tratta di un filmato privato.
Ci si domanda perché innanzitutto si decida di introdurre un telefonino o una videocamera come terzo elemento di una relazione. Non è difficile da capire. Ti fai filmare (o mandi foto intime) perché vuoi bene a qualcun∂ di cui ti fidi e presupponi che diffondere quelle immagini per goliardia o dopo un rifiuto non sia la logica conseguenza. Solo perché c'è la tua immagine, non significa che tu sia d'accordo per la condivisione.... le hai fatte per il piacere di chi le ha ricevute e hai dato il consenso solo a quella persona. Non hai dato il diritto per farne altro uso.
Pensavamo fosse un concetto del tutto ovvio... non c'era bisogno di specificarlo. Ma nel 2016 è accaduto un fatto di cronaca che ci ha aperto gli occhi sul fatto che tanto ovvio non lo era e bisognava prendere provvedimenti. A settembre di quell'anno una donna, Tiziana Cantone, si è suicidata. Aveva girato dei video a contenuto sessuale, che sono finiti in rete. E in trappola ci è finita lei, perché hanno iniziato a circolare, anche come meme e immagine da gadget, fino a impedirle di avere una vita normale. Non riuscì nemmeno a ottenere il diritto all'oblio, ovvero l'impedire che venissero ulteriormente diffusi in qualsivoglia forma. Il caso di Tiziana Cantone è il primo di revenge porn in Italia e ha portato con sé una marea di commenti e di discussioni, spesso anche fuori luogo.
Il "basta non farle" non è una soluzione. Carlotta Vagnoli in "Maledetta sfortuna" scrive: Additare la responsabilità del reato di revenge porn a chi lo subisce significa punire l'espressione della propria sessualità e questo non può e non deve essere il ruolo educativo di una società libera.
Purtroppo il revenge porn si va diffondendo sempre più, coinvolgendo anche minorenni. Sono nate quindi diverse associazioni che, con l'aiuto di avvocat3, impediscono che video e immagini vengano diffusi oltre, facendo chiudere gruppi e chat e condannando chi è colpevole con multe e aggravanti.
Ci si domanda però come sia possibile impedire che accada ai figli quando anche i genitori ne sono personalmente coinvolti. Il 20 agosto 2025 è stato chiuso un gruppo pubblico su facebook dal titolo "Mia moglie" in cui i mariti condividevano foto delle loro consorti senza il loro consenso... un reato che può costare fino a 6 anni di carcere, è bene ricordarlo. Foto di pezzi di corpo, soggette a commenti di ogni tipo.
Il punto però è che un reato del genere non dovrebbe nemmeno esistere, Il consenso e il rispetto dovrebbero essere motivazioni sufficienti a impedire che certi reati possano avvenire.
Consigli e approfondimenti
"Mia" film del 2023 di Ivano De Matteo con Edoardo Leo, Greta Gasbarri. Il punto di vista del padre quando il revenge porn vede coinvolta la figlia adolescente
Il caso descritto nella serie "PAM & TOMMY" è un esempio, spettacolarizzato, di cosa significa.
In un'epoca in cui non si sapeva niente di video amatoriali, di internet e di revenge porn.
Nel 1996 Pamela Anderson, star della serie tv "Baywatch", incontra Tommy Lee, batterista della rock band Mötley Crüe, e se ne innamora. Si sposano e vanno a vivere a Malibù in una villa, che fanno ristrutturare. Tommy però è pretenzioso, cambia spesso idea ("Ho venduto cinquanta milioni di album e non posso avere un letto spostato di tre metri?") e promette di pagare i lavori, ma non lo fa mai... inoltre, maneggia pistole e fucili con una certa facilità.
Rand, uno degli operai, dopo essere stato licenziato solo perché ha chiesto i soldi che gli spettano, decide di vendicarsi e rubare la cassaforte della villa. Ma all'interno, assieme ad armi e gioielli trova anche un Super8. Lo porta al suo amico Miltie, nello studio in cui registra film porno, e quando scoprono trattarsi di rapporti sessuali tra Pamela e Tommy, decidono di vendicarsi vendendolo sotto forma di vhs e adescando i clienti via internet.
Da quel momento, quello che è un serial tra due celebrity costantemente sballate e senza freni diventa un viaggio in chi vede la propria intimità violata.
Tommy reagisce con rabbia, come suo solito, ma non è lui a essere messo sotto processo. A lui spettano complimenti per le dimensioni del suo pene.
A Pamela viene invece chiesto a che età ha mostrato la prima volta i genitali, quale è il suo concetto di divertimento e se ritiene un atto sessuale lo stare nuda davanti ad una macchina fotografica. E le vengono negati i diritti sulla sua immagine solo perché ha posato per foto porno in passato... "Siccome per loro sono una troia allora tutti possono fare della mia immagine quello che vogliono".
Rand, dal canto suo, viene severamente a patti con la sua coscienza cercando di capire che quello non è un porno dove si fa sesso avendo firmato una liberatoria ma una storia d'amore resa pubblica in cui è stata colpita una persona che non è responsabile di alcunché.

Molto più reale, e per di più ambientato dove il revenge porn maggiormente si manifesta, ovvero nel mondo adolescenziale, è "NUDES", un serial in 10 puntate presente su RaiPlay.
Sono tre i punti di vista adottati.
Il primo è quello di Vittorio, accusato di diffusione di pornografia minorile. Il reato pesa sul suo presente (la fidanzata non si fida più di lui e perde un'occasione lavorativa importante) ma potrebbe pesare ancora di più sul suo futuro, per cui si cerca di preservargli tempi ancora più difficili, non pensando che non è lui la vittima e quindi finendo per gettare altro fango su chi non è colpevole pur di salvarlo.
Il secondo è quello di Sofia, che fa sesso con un ragazzo che le piace e il cui video viene postato per ragioni sconosciute. Era tranquilla prima di quell'evento e ora la conoscono tutt3 e tutt3 "si sentono in dovere" di scriverle messaggi pieni di proposte oscene e di offese.
Il terzo è quello di Ada, che manda foto in chat a un ragazzo e poi rimane vittima di un ricatto. La ragazzina prova a risolvere la situazione da sola ma finisce per cadere in situazioni sempre più pericolose.
Quali sono le cause del revenge porn? Troppo facile dire: l'alcol. L'alcol indubbiamente allenta i freni inibitori, creando una cassa di amplificazione... ma non è responsabile delle tue azioni. A muovere la mano che posta un video in rete è la gelosia. Vuoi vendicarti della ragazza che non ti ha voluto e la fai soffrire perché lei ha fatto soffrire te.
Una volta che il video è postato, ci sono delle inevitabili conseguenze, peggiori di quelle che si possano immaginare e a cui sul momento non si pensa. Perché la prima reazione è il silenzio: la vittima non vuole dirlo ai genitori e alle persone che le sono più vicine per la vergogna e la paura del giudizio ma così facendo nessun∂ potrà aiutarla e si sentirà sempre più sola. Quello che riceverà saranno invece battute e commenti offensivi... tu sarai la troia, l'uomo che ha fatto sesso con te è il grande conquistatore.
Come sopravvivere a una situazione di revenge porn??? Dicendo la verità, parlandone, chiedendo aiuto. Denunciando.
Il serial è molto istruttivo sul tema e il punto di vista di chi è adolescente aiuta indubbiamente a farlo comprendere meglio a chi non ne sa nulla e può facilmente cadervi vittima.
Link di approfondimento
Carlotta Vagnoli "Maledetta sfortuna"