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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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 Alcune festività la parola tradizione ce l'hanno insita nel Dna.

 Non esiste un compleanno senza torta con le candeline, un matrimonio senza confetti, un Natale senza pandoro o panettone e una Pasqua senza colomba; il resto del menù varia a seconda delle abitudini della singola famiglia.

 Poi ce ne sono altre su cui possiamo sbizzarrirci e la più fantasiosa di tutte è senza dubbio Halloween.

 Non è italiana: l'abbiamo importata dagli Stati Uniti perché incuriositi dal macabro. E dire che inizialmente, al tempo dei Celti, significava semplicemente celebrare la fine dell'estate (e quindi del raccolto). Poi si è passati alla tradizione del passare di casa in casa ad elemosinare qualcosa in cambio di preghiere per la Vigilia di Ognissanti. Infine, anche col contributo di John Carpenter, che nel 1978 intitolò "Halloween" un film con protagonista un assassino che esce dal manicomio e se ne va in giro ad ammazzare la gente, una semplice ricorrenza è diventata un palese tributo a tutto ciò che ci terrorizza.

Negli ultimi anni poi è usanza preparare anche un menù ad hoc.

Protagonista principale è la zucca, diventatane il simbolo specie nella versione decorativa (ovvero intagliata e illuminata all'interno, per ricordare il fabbro che secondo la leggenda ingannò due volte il diavolo e quindi è costretto a vagare per l'eternità servendosi come illuminazione di una candela posata appunto in una zucca), ma pure a tavola: se ne prepara la torta (una frolla profumata alla cannella con topping al cioccolato disposto a ragnatela), ma anche la cheesecake, i cupcakes, i macarons e pure il risotto (col gorgonzola - servito nella buccia).


Ci sono però altre ricette perfette per Halloween: le Dita di strega (biscotti ovali con appositi taglietti a simulare le nocche e mandorle come unghie, rese "sanguinanti" da confettura di fragole"), biscotti a forma di fantasma (decorati con glassa bianca) o di pipistrello (spalmati di marmellata di arance, coperti di pasta di zucchero e con confettini argentati al posto degli occhi), le Siringhe di sangue (riempite di gazpacho), le Mummie (wurstel avvolti nella pasta sfoglia), i Vermi (sempre wurstel, ma lasciati arricciare in cottura coi piselli) e gli Ossi di meringa. Altre preparazioni richiamano il tema ma denotano anche una certa raffinatezza, come gli Spaghetti neri piccanti con panna acida o salsa di pomodoro, la Cheesecake con mimosa di tuorlo e semi di lino, il Pandolce ai frutti (che nasconde monetine o oggetti di bigiotteria).

 

 

 

 

 La ricetta VERMI E PISELLI si cucina per esempio in questo modo.

 Taglia in wurstel in 4 pezzi e falli bollire così da arricciarsi.

 Rosola in padella olio, burro, cipolla tritata, piselli in scatola e i wurstel scolati.

 Puoi lasciarli tali e quali o aggiungere sale, pepe, vino bianco, un pizzico di farina e concentrato di pomodoro per creare una cremina

 

 

 

 

Ben venga quindi scatenare la fantasia a tema horror, ma, per rispetto anche della nostra tradizione (e visto il ricco e variegato patrimonio alimentare che ci ritroviamo a km zero), non sarebbe forse il caso di inventarci un menù più "italiano"?

LINK

Trailer film "Halloween" (1978)

Coinquilin* di mangioscrivo