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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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Sentendolo, non era più possibile negare il talento di Amy Winehouse.

Se "Frank" (2003) aveva un sound jazz al 100%, questo riuscito mix col pop (grazie anche al contributo di Mark Ronson) riesce a scalare le classifiche, vincere premi e collezionare dischi d'oro, di platino e di diamante.

Nel 2006 Amy (che ha sempre scritto basandosi sulla sua vita e sulle sue esperienze) è in crisi perché Blake Fielder-Civil l'ha lasciata per tornare dalla sua fidanzata.

Prima cosa che fa: va a letto col suo migliore amico. 

Ti ho incontrato e urtato giù al bar / le tue maniche arrotolate nella tua maglietta con il teschio / dici: "Che hai fatto con lui oggi?" / e mi hai annusata come fossi del Tanqueray / perché tu sei il mio compagno, il mio ragazzo / dammi la tua Stella e vola / per il momento in cui sono fuori dalla porta / mi farai a pezzi come Roger Moore. / Ho tradito me stessa / come sapevo avrei fatto / ti ho detto che ero un guaio / lo sai che non sono niente di buono. ("You know I'm no good")

Seconda cosa: si veste a lutto e soffre. 

Sei tornato a quello che conoscevi / così lontano da tutto quello che abbiamo attraversato / e io cammino per un sentiero pericoloso / le mie probabilità sono sfavorevoli / io torno nel buio. ("Back to black")

Terza cosa: beve così tanto che i suoi amici pensano abbia bisogno di aiuto. 

Hanno cercato di farmi andare in un rehab ma io ho detto di no / sì, sono stata nel buio ma quando tornerò lo saprete / non ho tempo e se mio padre dice che sto bene... / ma hanno cercato di farmi andare in un rehab ma io non andrò ("Rehab")

E infine, mentre pensa che l'amore sia un gioco in cui si perde e aspetta che le lacrime si asciughino da sole, scrive un album intenso e indimenticabile.

Coinquilin* di paroleparole: