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Interrogatorio

di Natale

 

 

 

 

 

 

 

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 Noi, quelli della mia generazione, lo siamo tutti.

Sì, certo, i nostri genitori avevano dato cenni di ribellione col twist, il "ballo del mattone" e il surf, ma erano barlumi sparsi in un un mondo del divertimento incentrato sulla "balera". Perciò noi siamo cresciuti così: alle feste di paese, vedendo tutti volteggiare sulla pista al ritmo di valzer, tango e ogni altro genere rientri nella categoria "liscio".

Era tutto un altro mondo, con un rituale preciso da rispettare. Fino ai 18anni le signorine andavano a ballare con le amiche e uno "chaperon" (una mamma, di solito), si sedevano elegantemente ai lati della pista e il giovanotto chiedeva il permesso allo chaperon e poi alla prescelta di fare una danza assieme. Se eri uomo, il tuo timore era che nessuna ti dicesse di sì. Se eri donna, speravi non te lo chiedessero i più brutti fra i presenti. Se tra la coppia c'era feeling, non ci si poteva abbracciare troppo stretti perché lo chaperon osservava. Avete presente quella scena di "Balle spaziali" in cui Dorothy la robottella fa suonare l'allarme salvavergine? Ecco, succedeva qualcosa di simile.

Questo rituale si è propagato per generazioni, che dall'età della maturità potevano finalmente godersi il ballo senza nessun salvavergine. Perciò i nostri nonni e genitori hanno mantenuto l'amore per il liscio come quello per la pasta ripiena della domenica e molti di essi hanno tenuto vive e attive le balere. Ora però sono capitati due fatti imprevisti: il Covid-19 e noi.

Il Coronavirus ci fa stare tutti ad 1metro di distanza, quindi, in pista, ci si può allacciare solo coi congiunti. Noi invece siamo quelli che non hanno mai partecipato al rituale perciò nemmeno sappiamo come si ballano, il valzer e il tango, e il nostro futuro sarà come cantava J-Ax (ne "I vecchietti fanno oh", 2008): Nelle balere metteremo i deejay e l'Orchesta Casadei suonerà i Green Day. 

Perciò a volte mi spiace, quando ci penso. Siamo i figli che hanno cambiato strada e non sanno più ritrovare quella di casa...però, forse, con qualche lezione...chissà!!!

 

 

THE CHILDREN OF THE BALLROOM DANCE

We, people of my generation, are everybody the children of the ballroom dance.

Yes, of course, our parents have tried to rebel dancing twist or tile or surf, but they are too little lights in the funny colored world of the ballroom. So we are grow up in that way: at the village fetes, seeing everybody twirling on the track to the rhythm of waltz, tango and everything you could do in a ballroom.

It was another universe, with an accurate ceremonial to respect. Until 18 years old, ladies went there with friends and a "chaperon" (usually a mum), elegantly sitting beside the ballroon and the gentleman asked before the permission to che chaperon and after to the preferred one if she wanted to dance. If you were a man, your fear coul be nobody said yes. If you were a woman, you'd fear  only the ugliest came to ask. If between the couple there was a feeling, they couldn't hug each others too much because the chaperon was observing. Do you remember the Dorothy's virgin-alarm in "Spaceballs"? That's what happened!

This ritual has continued for generations who can, from 18 years old til now, enjoy the dance without the virgin alarm. So our grandparents and parents have kept the love for the dance exactly like the love for sunday pasta and they have kept ballroom dance alive. Now, two unexpected facts happen: Covid-19 and ourselves.

Coronavirus divides people, who must stay at 1m distance, so dance is something only relatives can do. Instead, we haven't take part to the ritual so we don't know neither how to dance and our future will be with deejays and rock.

Sometimes, when I think about it, I regret. We are the children changing the way and we cannot find the one to home...but, maybe, attending some courses...who knows??