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 Ci sono alcuni personaggi che, nelle loro sfaccettature di carattere e nella loro vita piena di ostacoli e di speranza, sono quelli che ci hanno aiutat∂ a crescere. Uno di questi è Mary Poppins.

 Il suo primo volto è quello di Julie Andrews, nel classico film del 1964: la tata canterina che, con l'aiuto dello spazzacamino Bert, porta Jane e Michael Banks in un mondo dove tutto è "supercalifragilistichespiralidoso".

 Dallo zio che vola sul soffitto ribaltandosi dalle risate ai pinguini ballerini, era tutto troppo magico e impossibile per non rimanere impresso nella mia memoria.

 L'ho visto ad ogni passaggio tv e in vhs e in dvd e ogni volta ero sempre più a bocca aperta, totalmente immersa nella fantasia più pura ed incredibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nel 2013, grazie al volto di Emma Thompson in "Saving mr. Banks", ho capito la vera essenza di Mary Poppins, vedendo come il film del 1964 era stato realizzato dalla Disney (con un giocoso Tom Hanks nella parte di Walt): non era scesa a Viale dei Ciliegi 17 per occuparsi dei bambini, ma per salvare George Banks!

Pamela Travers, l'autrice, era in realtà Helen Goff, con un padre alcolizzato, e aveva scritto un romanzo, ispirato alla sua tata, per consolare madre e sorelle e per far capire al mondo che dietro l'animo freddo e calcolatore di un banchiere spesso si nasconde un bambino che ama far volare gli aquiloni.

 Ecco...ora era tutto chiaro! Quando l'ho scoperto, al cinema, ero di nuovo a bocca aperta e mi sono tra l'altro accorta che conoscevo praticamente a memoria tutte le canzoni del film!!!

 

 

 

 

 

 

 Motivo per cui, quando ad agosto 2018 è stato annunciato che Mary Poppins sarebbe tornata, mi sono messa subito in fibrillazione, tanto più che ne ho visto il volto (quello di Emily Blunt, un'attrice che mi piace molto) e che ho saputo che l'intero progetto era in mano a Rob Marshall ("Chicago", Nine, Into the woods...tutti musical che adoro).

 Mi sono dunque seduta al cinema quel Natale, curiosa e felice di rivedere una vecchia amica...che proprio tale si è rivelata.

Il linguaggio inventato, i mondi a cartoni animati, i lampionai ballerini, il suo tono di voce severo quando parla, ma dolcissimo quando canta e un padre Banks da salvare: gli ingredienti per farmi rimanere di nuovo a bocca aperta c'erano tutti...e così è stato. Per un paio d'ore sono uscita dalla realtà e quando vi sono ritornata solo una cosa avevo in mente: che tutto è possibile... persino l'impossibile.

 

 

 

Non importa dunque che volto abbia: Mary Poppins è lì per salvare il bambino che è in noi e non sbaglia mai l'obiettivo...d'altronde, è "praticamente perfetta sotto ogni aspetto"!!!

Coinquilin* di guardopenso: