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non sto bene

 

 Capitano le giornate no. Perché non stai bene fisicamente e/o hai qualche pensiero che ti opprime. Dici la verità? Chiedi aiuto? 

 È una scelta. Puoi tenertelo per te o decidere di confidarti... e in tal caso devi anche scegliere a chi.

 Mostrare la propria vulnerabilità non è semplice... non perché si vuole apparire sempre forti, coraggios∂ e invincibili (... beh, un po' si, dai)... ma perché fa male... è come togliere un cerotto da una ferita e vedere che sanguina e brucia ancora.

 Ci vuole coraggio a farlo. È più semplice far finta di stare bene: basta mettere in atto uno schema collaudato minimizzando e sviando l'attenzione. Alcun∂ usano persino la tecnica del "girare lo specchio": ti mostro le tue debolezze così tu non guardi le mie.... e sono così brav∂ che nemmeno te ne accorgi.

 Essere se stess∂ anche "nella cattiva sorte" è complesso. Troppo spesso si preferisce tacere. Invece a volte è più importante parlare. Trova qualcun∂ di cui ti fidi e che sai ti ascolterà e dillo. Non c'è bisogno di usare paroloni o fare lunghi discorsi: dillo e basta... nel modo che conosci e con le parole che ti vengono in mente. Se ti fa sentire meglio, puoi anche parlare di spalle, se non vuoi che ti si guardi in faccia mentre lo fai... e usa degli esempi se non conosci i termini.

 Non aspettare di arrivare al limite: fallo subito. Per ritornare all'esempio del cerotto: sai che quella ferita fa male e l'unico modo per curarla è cambiare la medicazione... puoi farlo piano piano o con uno strappo solo, ma l'importante è che lo fai, o non guarirà.

 Perciò, se sai di avere un "non sto bene" che ti gira per il corpo e/o per la testa e pensandoci da sol∂ non passa, cambia medicazione e chiedi aiuto: una frase... un discorso intero... una sola parola... non importa... Liberatene o finirà per infettare tutto ciò che lo circonda.

 

Coinquilin* di mentecorpo: