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 Quando non sai che direzione far prendere alla tua vita, la soluzione è una sola: mettersi a tavolino e pianificare!

 Dal mio diario del 1994: Bhe? Cosa dire della mia sfiga quando ho un progetto in mente e va tutto a puttane? Vedrò di rifarmi, lo spero. Fortuna che ho sempre un piano B. E anche uno B-bis. Comunque devo smettere di fare piani, o un giorno cascherò in mezzo a uno. Però è così che bisogna fare nella vita...calcolare tutto nei minimi dettagli, contando anche gli imprevisti, o non funzionerà mai niente. E questo vale soprattutto per me, che non me ne va mai bene una. Devo calcolare tutto.

 Bella cazzata.

 Cioè. Un minimo di pianificazione ci vuole. Quando lavori. Hai delle consegne, dei progetti in sospeso per cui devi organizzare e pianificare e cercare anche di prevedere l'impossibile per arrivare in tempo e perché sia realizzato con competenza.

In amore e in amicizia...no...è praticamente impossibile. Non puoi essere nella testa e tantomeno nel cuore di qualcun∂, e non hai nemmeno vissuto le sue esperienze di vita, per cui non puoi sapere come reagirà. Puoi pianificare la tua parte, facendo chiarezza nei tuoi sentimenti, e fare in modo che sia tutto ben chiaro nelle tue parole quando comunicate, non nascondendo nulla, ma, per quanto riguarda chi ti circonda, quello è imprevisto al 100% e non ti rimane che prenderne atto e continuare a mantenere la chiarezza dentro di te, sapendo cosa vuoi, nel bene e nel male, e portandolo avanti.

C'è anche un altro fattore da considerare (che talvolta ho menzionato ma preferisco ripeterlo - a me stessa, più che altro, visto che tendo a dimenticarmene): pianificando tutto "alla perfezione" dopo un po' si innesca automaticamente l'ansia di aver dimenticato qualcosa e l'ansia è capace di riempirti di paure fino al punto in cui non ti godi la bellezza di ciò che stai facendo... preparazione e imprevisti compresi.

Perciò va bene pianificare ma è anche meglio sapere come non fare un dramma di ogni cosa che non va esattamente come l'abbiamo pensata nella nostra testa. Smettendo di lamentarsene presto e cercando una soluzione... incompleta, provvisoria, non soddisfacente, difficile da attuare... ma che ti permetta di sbloccare, di capire come procedere... di non rimanere nel dubbio e nei sensi di colpa per non esserci riuscit∂ "al primo colpo"... cadi, ti rialzi, cambi modo di camminare, metti le cose in ordine diverso, osservi un altro punto di vista, ti armi di pazienza e di perdono... e cammini.

 

Su come gestire l'ansia ne parliamo qui 

 

Coinquilin* di mentecorpo: