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 "Parole per Giulia"

 

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 L'immagine più significativa del massacro del Circeo è questa.

 É stata scattata il 1 ottobre, quando un uomo ha sentito dei rumori provenienti da un'auto parcheggiata e ha chiamato le forze dell'ordine, che hanno estratto dal baule una ragazza morta, Rosaria Lopez, e lei, Donatella Colasanti.

 Quanto è successo lo lascio raccontare proprio a Donatella, nel testo preso da Wikipedia: Tutto è cominciato una settimana fa, con l'incontro con un ragazzo all'uscita del cinema che diceva di chiamarsi Carlo, lo scambio dei numeri di telefono e la promessa di vederci all'indomani insieme ad altri amici. Con Carlo così, vengono Angelo e Gianni, chiacchieriamo un po', poi si decide di fare qualcosa all'indomani, io dico che non avrei potuto, allora si fissa per lunedì.

 L'appuntamento è per le quattro del pomeriggio. Arrivano solo Angelo e Gianni, Carlo, dicono, aveva una festa alla sua villa di Lavinio, se avessimo voluto raggiungerlo… ma a Lavinio non arrivammo mai. I due a un certo punto si fermano a un bar per telefonare a Carlo, così dicono; quando Gianni ritorna in macchina dice che l'amico avrebbe gradito la nostra visita e che andassimo pure in villa che lui stava al mare. La villa era al Circeo e quel Carlo non arrivò mai.

I due si svelano subito e ci chiedono di fare l'amore, rifiutiamo, insistono e ci promettono un milione ciascuna, rifiutiamo di nuovo. A questo punto Gianni tira fuori una pistola e dice: "Siamo della banda dei Marsigliesi, quindi vi conviene obbedire, quando arriverà Jacques Berenguer non avrete scampo, lui è un duro, è quello che ha rapito il gioielliere Bulgari". Capiamo che era una trappola e scoppiamo a piangere. I due ci chiudono in bagno, aspettavano Jacques.

La mattina dopo Angelo apre la porta del bagno e si accorge che il lavandino è rotto, si infuria come un pazzo e ci ammazza di botte, e ci separano: io in un bagno, Rosaria in un altro. Comincia l'inferno. Verso sera arriva Jacques. Jacques in realtà era Andrea Ghira, dice che ci porterà a Roma ma poi ci hanno addormentate. Ci fanno tre punture ciascuna, ma io e Rosaria siamo più sveglie di prima e allora passano ad altri sistemi. Prendono Rosaria e la portano in un'altra stanza per cloroformizzarla dicono, la sento piangere e urlare, poi silenzio all'improvviso. Devono averla uccisa in quel momento.

Mi picchiano in testa col calcio della pistola, sono mezza stordita, e allora mi legano un laccio al collo e mi trascinano per tutta casa per strozzarmi, svengo per un po', e quando mi sveglio sento uno che mi tiene al petto con un piede e sento che dice: "Questa non vuole proprio morire", e giù a colpirmi in testa con una spranga di ferro. Ho capito che avevo una sola via di uscita, fingermi morta, e l'ho fatto. Mi hanno messa nel portabagagli della macchina, Rosaria non c'era ancora, ma quando l'hanno portata ho sentito chiudere il cofano e uno che diceva: "Guarda come dormono bene queste due".

 

 

 Questa terribile vicenda ha segnato un punto di svolta nella storia d'Italia. La fiction "CIRCEO", in 6 puntate, la ricostruisce facendoci comprendere cosa è accaduto e ricordandolo alle giovani generazioni.

 Tutto inizia dal personaggio inventato di Teresa Capogrosso, un'avvocata che da sempre cerca di difendere ragazze vittime di violenza sessuale che però prima del processo ritrattano sempre, per paura dei giudizi e dei pregiudizi. Tina Lagostena Bassi, anche lei avvocata, le dice che il problema è dovuto alla legge, che considera lo stupro un "delitto contro la pubblica morale", con pene non esemplari, e che ci vorrebbe un caso che facesse cambiare idea a tutt3... una voce che non si può non ascoltare.

 Quando Teresa vede Donatella uscire dal baule capisce che quella ragazza può cambiare la storia.

 Chiede il caso, a gratuito patrocinio, e porta a processo il massacro del Circeo. Angelo Izzo e Gianni Guido sono gli imputati, Andrea Ghira è latitante, Rosaria Lopez è morta, ma Donatella è accanto a lei, a rivivere quell'incubo. Dietro di loro, ci sono le femministe, che urlano i diritti delle donne, controllando che gli imputati non passino per vittime e Donatella per colpevole.

 A quei tempi infatti lo stupro era un crimine contro la morale, per cui vittima e carnefice erano ugualmente responsabili di lesione nei confronti della collettività. Ma Rosaria è morta e la sopravvissuta si è salvata perché si è finta morta, quindi è più che mai importante non metterla sullo stesso piano di Izzo, Guido e Ghira.

 Teresa però, seppure conscia dell'importanza del far cambiare la legge, si mostra anche amorevole nei confronti di Donatella, che cresce ma rimane sempre "la ragazza del Circeo".

 La serie ricostruisce molto bene il massacro ma soprattutto cosa ha significato per la storia, in particolare delle donne, in Italia.

 

 

 Presentando “LA SCUOLA CATTOLICA” in cui il protagonista ha studiato, dice: Era il 1975 e la violenza era all’ordine del giorno. 

L’istituto che dà il titolo al film del 2021 di Stefano Mordini è situato in un quartiere residenziale di Roma: gli alunni sono maschi, i professori sono quasi tutti sacerdoti. 

 Le bravate sono all’ordine del giorno, ma i soldi dei genitori fanno in modo che vengano sempre messe sotto silenzio. Sono poi le stesse famiglie che, a casa, “regolano i conti”: i ragazzi vengono picchiati selvaggiamente, non per la marachella, ma per aver provato ad infangare il “buon cognome” che portano.

 Non avendo un'autorità che conoscono e rispettano, pensano che le regole per loro non abbiano valore e di poter fare qualunque cosa, a scuola, al bar e con le ragazze… la violenza è all’ordine del giorno perché devono dimostrare di essere “veri uomini” in ogni momento.

 (Lo spiega ancora meglio il voluminoso volume da cui è tratto il film, Premio Strega 2016 e scritto da Edoardo Albinati… è indubbiamente una lettura impegnativa ma spiega molto bene come vengano educati i maschi, specie in certi ambienti).

 E’ in quell’istituto che studiano anche Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido, che alla fine di settembre sequestreranno e massacreranno Donatella Colasanti e Rosaria Lopez in una villa del Circeo.

Ti devo avvisare però: il film e il libro non sono incentrati su quella vicenda, anche se ne fa parte e viene narrata fino al suo epilogo all'uscita da quella macchina (Albinati la descrive in modo impressionante, in pagine di prosa e poesia da cui difficilmente riesci a staccarti).