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 "Un lunedì di corsa"

 

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 Omicidio di Elisa Claps.

 È domenica e i cittadini di Potenza sono pronti ad assistere alla messa nella Chiesa della Santissima Trinità. Tra loro dovrebbe esserci una ragazzina di 16 anni. Ma Elisa Claps non c'è. E non c'è nemmeno all'uscita.

 Inizialmente non si pensava nemmeno fosse entrata in quella chiesa e fosse stata rapita chissàdove e da chissàchi, o, addirittura, che si fosse allontanata volontariamente (il questore di Potenza ne era convinto). 

 Invece, nel 2010, si è scoperto che non solo ci è entrata, alla Santissima Trinità, ma ci è rimasta…sepolta. 

 Vittima di Danilo Restivo, un ragazzo di 20 anni dall'aria strana (un magistrato lo ha definito un fessacchiotto) che in quei mesi estivi del 1993 rivolgeva molte attenzioni ad Elisa, che lei però non apprezzava.

 Nessunə sa fino a che punto il ragazzo si è spinto, quel 12 settembre.. anche se la famiglia Claps, specie il fratello Gildo e la mamma Filomena, hanno molti sospetti, fin da quando hanno scoperto che la ragazzina aveva un appuntamento proprio con lui. Gli stessi sospetti trovano radici anche nella mente delle migliori amiche di Elisa. Arrivando a far loro dire immediatamente che non tornerà più.

 Una parte della verità emerge nel 2002, quando due fratellini di Bournemouth, in Inghilterra, denunciano alla polizia l’uccisione della madre e il colpevole risulterà essere proprio Danilo Restivo, vicino di casa della donna. 

 La seconda verità risale al 17 marzo 2010, quando alcuni operai, per riparare delle infiltrazioni nella Chiesa della Santissima Trinità, dove mai nessuna forza dell’ordine ha messo piede, trovano uno scheletro, sepolto nel sottotetto di uno stanzone quasi dimenticato, sotto a delle tegole, da 17 anni. Tutt3 pensano subito alla piccola Claps e, guardando quelle ossa, si vedono le scarpe, i gioielli e gli inconfondibili occhiali. Esaminandolo, i particolari sono spaventosamente simili a quelli della morte di Heather Burnett. E il cerchio si chiude con un verdetto di colpevolezza e 30 anni di reclusione.

Rimane solo una verità di scoprire. Chi ha messo il cadavere di Elisa in quella stanza? Chi sapeva ogni cosa e perché non ha parlato?

 

 Il podcast "Dove nessuno guarda" di Pablo Trincia (Chora Media, 2023) inizia proprio dal ritrovamento del cadavere nel campanile della chiesa (è quello il luogo a cui si riferisce il titolo). Sentiamo i tecnici forensi riconoscere dei particolari…ma immaginano già essere di Elisa (la descrizione completa la sentiamo in una dolorosa puntata 5). D'altronde il mistero era sotto gli occhi di tutti… bastava solo alzare un pò lo sguardo.

 Alzando gli occhi infatti non vediamo solo la figura di Danilo Restivo, ma anche chi sapeva di quel cadavere (ci sono persone che negli anni sono state in quel sottotetto, per diversi motivi) e ha taciuto.

 Ecco che allora il podcast ripercorre la vicenda facendoci conoscere tutte le persone coinvolte in quel caso… per farci aprire gli occhi e non abbassarli più. 

 Il “quadro” (uso questa parola non a caso) che Pablo Trincia dipinge parola dopo parola, emozione dopo emozione, ci fa allargare lo sguardo sulla famiglia Claps, sulle amiche di Elisa, su chi ha indagato in Italia e in Inghilterra e anche sul pentito di mafia che ha collocato la vicenda in un contesto ancora più fosco e funesto, fatto dei segreti della città di Potenza on cui tutt3 coprono tutt3. Le dichiarazioni dell’uomo si riveleranno fasulle ma almeno hanno spostato lo sguardo verso chi è stato in grado di indagare correttamente sulla scomparsa di Elisa e dare a Filomena la possibilità di portare un fiore alla tomba della figlia.

Da quel 12 settembre, la donna non è più entrata alla Santissima Trinità: La Chiesa è quella che ha tradito non solo Elisa, ma tante altre ragazze. Anche il funerale si è svolto all’aperto: Mia figlia in Chiesa non ci entrerà più.

La puntata 3, in cui si racconta chi è Danilo Restivo, il ragazzo che taglia i capelli delle ragazze sull’autobus e le fissa in modo strano, con un passato da stalker e un futuro, dopo Elisa, da serial killer, lascia nella nostra testa anche tante domande su quanto la protezione dei genitori possa influire su vicende come questa. Che poi non si può nemmeno dare la colpa ai genitori… più che altro, la colpa e della frase ma cosa ne penseranno tutt3 di noi? 

Ecco, se la risposta fosse stata: “Non importa. La salute di nostro figlio e la sicurezza sua e di chi lo incontra è più importante” a quest’ora non avremmo due donne morte e altre terrorizzate. Più che un assassino sembra uno mascherato da assassino. Nessuno ha paura di lui. Fa solo ridere. Elisa Claps infatti prova a capirlo, a parlargli… non immagina quali ossessioni e problemi nasconda. Sarà il cadavere della ragazza a far rivolgere lo sguardo verso di lui… e a quel punto non si potrà più smettere di guardare.