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 L'autostima è una "merce" rara come i diamanti. Ed entrambi sono i migliori amici delle ragazze, per dirla alla Marylin Monroe.

 Anche molti uomini però ne avrebbero bisogno, schiacciati dal peso del dover essere sempre "forti e coraggiosi e all'altezza degli altri". Aumentandola forse smetterebbero di essere prevaricanti e costruirebbero relazioni più empatiche e paritarie.

 Infatti quella che un tempo era vista come una vanità, oggi è un problema sociale. Il non dare valore ai nostri sentimenti e alle nostre emozioni, lasciando che siano gli altri a farlo, crea esseri umani narcisi oppure autosabotanti. E capi anziché leader, i quali, insicuri della propria posizione, fanno di tutto pur di rimanere in cima alla scala, senza pensare che invece la scala è costruita da un insieme di persone e che si è importanti comunque, in qualsiasi gradino siamo situati. Anzi, forse, con un buon leader, non ci sarebbe nemmeno una scala ma un unico podio in cui non si impartiscono ordini ma si dà l'esempio.

 Una buona autostima ci permette di essere liberi dal giudizio altrui e capaci di avere relazioni meno dipendenti. Smetteremmo di criticare e di puntare il dito e ci preoccuperemmo di costruire ponti con le persone, aiutandole a migliorare. Non vorremmo più avere il controllo su ogni cosa ma sapremmo cosa fare quando accadono eventi senza controllo. Ci preoccuperemmo di accrescere le nostre potenzialità reali e non solo di "sopravvivere" per sottostare a certi standard.

 Il problema sta nel fatto che non esiste un'unità di misura per valutare l'autostima...niente deposito della medesima sotto una teca in un prestigioso museo o istituto di ricerca come per il metro, il litro e il grammo, da cui ricrearla quando ne siamo carenti. Quindi come possiamo sapere quanta ne abbiamo, e soprattutto, come ottenerne di più?

  La nota dolente e meravigliosa è che ce la costruiamo ogni giorno, sulla nostra pelle. Dolente perché spesso non abbiamo proprio idea di come procedere, meravigliosa perché possiamo cambiarne l'unità di misura in ogni momento e le due possono coesistere (tipo "oggi ho lasciato che i commenti sul mio fisico pregiudicassero la mia capacità di sentirmi sexy, ma ho brillantemente superato una situazione che di solito mi crea ansia").

  • Quindi diciamo che il primo passo è il modo in cui parliamo a noi stesse.

 Frasi come "non piangere", quando ci sentiamo senza via d'uscita, o "hai fatto solo il tuo dovere", quando abbiamo ottenuto un risultato lavorativo eccellente, non aiutano l'autostima a crescere, ma ci mettono in testa l'idea che abbiamo valore solo se superiamo quell'asticella immaginaria che ci tormenta da sempre. E ogni volta che non lo facciamo scatta poi automatico il "non vali niente". La stessa cosa accade quando confrontiamo il nostro aspetto fisico con quello altrui: "Non sei abbastanza" è l'inizio di ogni frase che pronunciamo appena ci mettiamo davanti allo specchio.

 E più ripetiamo queste frasi dispregiative, più ci convinciamo che è vero perché "quella volta è successo che...". Senza pensare che, se è successo una volta, non è detto che accadrà tutte le volte. Le esperienze negative fanno parte dell'essere umano: sbagliare una parola, inciampare e cadere, aver paura, provare panico, sentirsi stupide e imbranate... capita. E capita a chiunque. Ma ciò non significa che accadrà tutte le volte. Ripeterci mentalmente cosa è successo non farà altro che convincerci che non ne siamo capaci, che non valiamo niente, che non siamo abbastanza. E che le cose belle che sappiamo fare non contano rispetto al resto "perché tanto lo sanno fare tutti"... oppure diciamo "strano che sono riuscita a farlo...non capiterà mai più, è stata fortuna"

 Parliamo quindi spessissimo a noi stesse in modo negativo, ma queste non sono le frasi che diremmo a una persona cara. Cercheremmo invece di confortarla, dando consigli, cercando una soluzione, dicendo che è del tutto normale piangere e provare non solo dolore, ma anche stanchezza, imbarazzo, paura, delusione, depressione.

 Le diremmo: "Prenditi del tempo per te, prenditi cura della bella persona che sei, trova il tuo equilibrio interiore e vedrai che, con alti e bassi, piano piano uscirai da una situazione negativa. Non sottostimarti... pensa a ciò che puoi fare, concretamente, qui e ora" ed elencheremmo tutti i suoi lati positivi, dicendo che non solo controbilanciano quelli negativi, anzi... li superano.

Inizia dunque a parlare a te stessa come faresti a una persona cara, perché innanzitutto devi imparare a volerti bene.

  • Il secondo passo potrebbe essere  Scrivi le tue unità di misura dell'autostima.

 Come ci sentiamo riguardo ciò che ci dicono e ciò che succede quotidianamente, in bene e in male, che possa modificare la percezione che abbiamo di noi? E soprattutto, da dove deriva tutto ciò? Perché una frase può farci piombare nella disperazione e un'altra portarci nell'olimpo della felicità?

 Ricordati che la mancanza di autostima ha radici nell'infanzia, in qualcosa che abbiamo subito e/o che ci è mancato. 

Se lo scriviamo, a fine pagina, avremo già un'idea significativa di cosa ci ferisce e di cosa ci aiuta, e perché. Almeno sappiamo da che parte iniziare e possiamo lavorarci sopra, diventando, "per dirla come dicono quelli bravi", genitori di noi stesse. Senza ovviamente concludere che la colpa è tutta dei nostri genitori, perché hanno fatto quello che potevano con i mezzi e le caratteristiche personali che avevano a disposizione, facendo del loro meglio (e questo vale anche per coloro che sono stati assenti).

 Possiamo capire che certe convinzioni non hanno più significato e che non possiamo trattarci sempre da bambine perché siamo state in grado di superare delle avversità e siamo ancora in piedi. Convincendoci quindi che abbiamo tutti gli strumenti per superarne altre... e che, se non li abbiamo, possiamo chiedere aiuto: a persone amiche e fidate e a persone esperte.

 Possiamo pensare che gli errori non sono marchiati a fuoco nel nostro corpo e nella nostra anima. Si può chiedere scusa e comportarsi diversamente. E che ciò non inciderà sull'amore che le altre persone provano nei nostri confronti, né sulla nostra vita in generale.

 Possiamo ricordare che molte delle caratteristiche su cui vogliamo conformarci (fisiche e psicologiche) non sono reali... sono pregiudizi o false convinzioni. E che ciò che facciamo, sempre nel rispetto altrui, sia più che sufficiente.

 Possiamo credere nei sogni che abbiamo e impegnarci. Anche se cadremo e ci faremo malissimo. Perché è il solo modo per realizzarli: rialzandosi e riprovandoci.

 Possiamo guardarci attorno e vedere che siamo circondate da persone che non hanno autostima. E che provano ogni giorno a migliorarsi. Potremmo aprirci e parlarne e ci sentiremmo meno sole. (Questo è il motivo per cui condivido qui le mie riflessioni, pur non essendo una psicologa).

  • In ogni caso, la cosa fondamentale che devi fare è: ... innamorati di te!! (L'imperativo è obbligatorio. Senza imperativo non penserai mai che innamorarti di te sia un obbligo)

Attenzione: non ti sto chiedendo di diventare come Narciso, ovvero di adorare la tua "immagine" a tal punto da non vedere nient'altro e nessun altra persona. 

 Ti sto chiedendo di imparare ad accettarti e ad amare i tuoi difetti. Di cancellare dalla tua mente il "come apparire" e il "cosa devi dire" per avere cieca fiducia nel tuo fisico e nella tua mente e nelle tue emozioni.

 Cosa ti ha reso ciò che sei? Quali sono state le esperienze, sia positive che negative, che ti hanno temprato di più?

 Sicuramente, come la tua mente le ha immagazzinate sotto forma di ricordi, il tuo corpo le ha trasformate in una cicatrice, in una postura, in un atteggiamento, in una espressione del volto. Unicità, che appartengono solo a te. Trasformale in un punto di forza anziché di debolezza. 

 Le esperienze positive vanno ripetute, rafforzando il legame con coloro che le hanno condivise con te. Con le persone che vedono la vera te stessa: non importa quante sono... attorniati solo di chi ti vede oltre le maschere che quotidianamente indossi ed è capace di ascoltarti. E cerca le tue muse nelle donne che sono come te, che hanno avuto esperienze simili, che sono sopravvissute. Trovale nell'arte, nella musica, nei libri...fra le tue amiche e fra quelle che vorresti che lo fossero.

 Le esperienze negative vanno rispettate, traendone forza per un cambiamento, perché ti rendano capace di affrontarle con piena consapevolezza.... abbracciando anche il dolore. Sono terribili da affrontare e spaventose, perché non ne abbiamo il controllo, perché arrivano di sorpresa, perché ti lasciano il cuore spezzato e la mente incrinata, lo so... ma sono quelle che ti permetteranno di metterti alla prova e ricordarti che si può vivere anche col cuore spezzato e la mente incrinata ed essere ugualmente in equilibrio.

 Non avere paura della tua voce, del tuo volto, delle tue emozioni, di come ti muovi e della tua vita: sono le caratteristiche che ti danno personalità. Ti danno unicità. Ti danno autostima.

 

La citazione iniziale è tratta da:

"Gli uomini preferiscono le bionde", film del 1953 di Howard Hawks

 

Fonti, consigli, approfondimenti

"Autostima - La rivoluzione parte da te", libro di Gloria Steinem, VandA edizioni, 1992

 

Coinquilin* di mentecorpo: